C’è una melodia che, se accennata in un jazz club a New York, in un caffè a Parigi o in un teatro a Tokyo, tutti riconoscono all’istante. Quella melodia è “More”. Ma prima di diventare un successo planetario, quella musica è nata dalla mente di un ragazzo di Posillipo che a soli 16 anni era già diplomato al Conservatorio di San Pietro a Majella con il massimo dei voti.
Dalla Piedigrotta all’amicizia con i poeti
Nino Oliviero, nato il 13 febbraio 1918, inizia come i grandi della tradizione: vincendo il concorso di Piedigrotta. La sua Napoli è quella colta e vibrante di Libero Bovio e Roberto Murolo.
Con Murolo scrive ‘O ciucciariello, un pezzo di storia della canzone napoletana, mentre con Tito Manlio firma ‘Nu quarto ‘e luna; sono canzoni che profumano di mare e di nostalgia, ma che possiedono già una struttura moderna, internazionale.
La conquista di Roma e il “Mondo cane”
Nel dopoguerra, il talento di Oliviero si sposta a Roma. Diventa direttore artistico della Pathé e inizia a collaborare con il cinema, ma è l’incontro con il regista Gualtiero Jacopetti a cambiare tutto. Nel 1962, Oliviero compone la colonna sonora di Mondo cane. Il tema principale, Ti guarderò nel cuore, viene riadattato con testi in inglese e ribattezzato “More“.
Il successo è travolgente: nel 1963 viene candidato all’Oscar (la prima per un brano tratto da un film italiano di quel genere); vince il Grammy Award ed è il primo musicista italiano a ricevere questo prestigioso riconoscimento; del brano vi sono oltre 1000 versioni registrate da artisti come Frank Sinatra, Nat King Cole e Doris Day.
Il tocco di Hollywood e l’inno di Siena
La sua fama arriva fino a Vincente Minnelli, il leggendario regista hollywoodiano (e padre di Liza Minnelli), che lo sceglie per musicare il suo ultimo film, Nina.
Ma Nino non dimentica l’Italia e le sue passioni: sua è la melodia dell’inno della Contrada della Giraffa a Siena, a dimostrazione di una versatilità rara.
Si spegne a soli 62 anni, lasciando un’eredità musicale immensa. Se oggi la melodia italiana è sinonimo di eleganza e sentimento universale, lo dobbiamo in gran parte alla penna raffinata di questo figlio di Posillipo.
“More è una di quelle melodie che sembrano scritte da sempre, tanto sono naturali e perfette.“
Nino Oliviero ha saputo traghettare la melodia napoletana fuori dai confini regionali, trasformandola in linguaggio universale.
Ha dimostrato che un musicista partito dai “foglietti” di Piedigrotta poteva sedersi al tavolo dei grandi compositori di Hollywood, senza mai perdere quella sensibilità mediterranea che rendeva le sue note uniche.
Fonti
- Wikipedia.org
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Premi e Riconoscimenti:
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Archivio Grammy Awards (1963) – Record per il primo italiano premiato.
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Archivio Academy of Motion Picture Arts and Sciences (Nomination Oscar 1963).
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Discografia e Spartiti:
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Edizioni Musicali Leonardi (Roma) – Catalogo storico delle opere di Nino Oliviero.
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Raccolta Classici della Canzone Napoletana, per i brani scritti con Murolo e Tito Manlio.
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