Nata Anna Fumo l’8 luglio 1917 nel cuore pulsante di Napoli, Nuccia è stata una di quelle attrici che non si dimenticano, non tanto per ruoli da protagonista o per le luci della ribalta nazionale, quanto per quella capacità rara di rappresentare la napoletanità più profonda, con le sue sfumature tragicomiche, i suoi gesti antichi, il suo umorismo amaro.
Fu proprio questa autenticità a trasformare una ragazza di talento in una delle caratteriste più amate del teatro partenopeo.
Il soprannome “Nuccia” divenne il suo nome d’arte, la sua firma su una carriera lunghissima che attraversò il palcoscenico, il grande schermo e la televisione.
Il teatro: radice e vocazione
La passione per la recitazione nasce molto presto, nel tessuto teatrale popolare di una città che ha sempre vissuto di palcoscenico.
Napoli, negli anni ’30 e ’40, era un laboratorio teatrale brulicante di voci, dialetti e drammi quotidiani e Nuccia si inserì in questo mondo con naturalezza; cominciò a calcare le scene nei teatri di periferia e nei piccoli palcoscenici di quartiere, portando in scena il linguaggio e l’anima del popolo.
Negli anni ’50 e ’60, la sua popolarità crebbe anche grazie alla collaborazione con grandi nomi del teatro napoletano come Eduardo De Filippo e Luigi De Filippo, con cui condivise il gusto per la battuta precisa e la gestualità che diventava parola. Pur ricoprendo quasi sempre ruoli secondari, Nuccia rubava la scena: bastava un’espressione, uno sguardo, per trasformare un momento qualsiasi in un’apoteosi di comicità.
Il cinema e la consacrazione come caratterista
Il cinema la scoprì tardi, ma la accolse con entusiasmo. Fu proprio la sua esperienza teatrale, la padronanza del corpo e della voce, a renderla perfetta per ruoli comici o drammatici nei film di produzione napoletana. Tra gli anni ’70 e ’90 partecipò a numerosi film, spesso accanto a Mario Merola, Nino D’Angelo o Angela Luce, incarnando sempre figure femminili forti, ironiche, a volte burbere, ma sempre piene di umanità. Apparve in decine di pellicole del filone della sceneggiata napoletana, diventando una vera istituzione per il pubblico del sud. Non erano film “alti”, ma avevano un seguito affezionato e lei ne era una delle anime più riconoscibili. Il pubblico la amava per la sua schiettezza, per quella capacità di dire le cose come stavano, senza giri di parole.
La televisione e il volto di una generazione
Anche la televisione seppe apprezzare la sua presenza scenica. Fece apparizioni in fiction e sceneggiati, quasi sempre nei panni di madri, zie, vicine di casa, ruoli in cui la sua esperienza di vita e la sua profondità umana si manifestavano pienamente; eEra la nonna che tutti avrebbero voluto avere, capace di una risata fragorosa ma anche di una carezza.
Una figura simbolica
Nuccia Fumo è rimasta fino alla fine una figura popolare, nel senso più alto del termine. Non cercava i riflettori, non recitava per ambizione ma per bisogno, per vocazione. La sua recitazione era fatta di piccoli dettagli: un tono di voce calato, un gesto della mano, una smorfia che raccontava più di mille parole. Ha rappresentato la donna napoletana autentica, con il suo coraggio, la sua tenerezza nascosta sotto una scorza dura, il suo senso dell’umorismo come arma contro le difficoltà. E non ha mai abbandonato il legame con il suo pubblico: è rimasta a Napoli per tutta la vita, fedele a quella città che l’aveva fatta nascere e alla quale ha restituito ogni sorriso.
L’ultimo saluto
Si è spenta il 21 settembre 2005, all’età di 88 anni. La sua morte ha lasciato un vuoto nel cuore di molti napoletani, perché Nuccia era una presenza familiare, una voce inconfondibile che riecheggiava nei vicoli e nei teatri della città.
Oggi viene ricordata non solo come attrice, ma come custode di una memoria collettiva, di una Napoli che non si vergognava di piangere e ridere nella stessa scena, di quella tradizione teatrale popolare che ha saputo mescolare dramma e comicità come nessun’altra cultura ha mai fatto.
Fonti:
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Biografia: Archivio storico Il Mattino, 2005
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Filmografia: Cinematografo.it, IMDb
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Ricordi teatrali: Teatro Sannazaro, Compagnia De Filippo
- wikipedia.org (contenuti e immagine)


