Pinuccio Ardia, il caratterista che rubava la scena con un sorriso

Napoli è terra di voci e volti che, anche da comprimari, sanno accendersi di luce propria. Pinuccio Ardia, al secolo Rodolfo Ardia, ne è un perfetto esempio.
Nato il 21 agosto 1914 all’ombra del Vesuvio, è stato uno di quegli attori che non serve ricordare per i ruoli da protagonista, perché bastava un’apparizione per farsi notare, per far sorridere o commuovere, lasciando una traccia nitida anche nella memoria più distratta.

Un volto familiare nel cinema e nella TV

Il suo nome non era spesso in alto nei manifesti, ma il suo volto era ovunque. Pinuccio Ardia fu un autentico maestro del caratterismo, quella particolare arte attoriale che vive nei dettagli, nei tic, nella mimica, nella cadenza; nato e cresciuto a Napoli, non ha mai perso la sua parlata né l’attitudine teatrale con cui si muoveva sulla scena, anche quando era solo un cameriere, un custode, un vicino impiccione o un parroco di provincia. 
Negli anni d’oro del cinema italiano, tra gli anni ’50 e ’70, ha partecipato a decine e decine di film, spesso in ruoli comici o macchiettistici, ma sempre con una verità e una grazia che andavano oltre la caricatura; sapeva essere buffo senza mai essere ridicolo, tenero senza cadere nella retorica.

Da Napoli a Roma, senza perdere l’anima

Negli anni della maturità artistica si trasferì a Roma, come tanti attori del tempo, per essere vicino ai set di Cinecittà e delle grandi produzioni televisive, eppure Napoli non lo lasciò mai: ogni battuta, ogni espressione portava con sé l’eco del vicolo, della saggezza popolare, dell’umorismo di strada. Lo si ricorda in tantissimi film, accanto a nomi come Totò, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Nino Manfredi e Peppino De Filippo.
Ardia non aveva bisogno di grandi monologhi: era la sua presenza a parlare, spesso con una semplice alzata di spalle o un’espressione perplessa, capace di scatenare la risata.

L’uomo dietro la maschera

Fu anche un uomo riservato, lontano dai riflettori fuori dal set, molto legato alla famiglia e alla sua città d’origine. La sua è stata una carriera solida, fatta di piccoli passi ma grande dignità artistica, costruita con costanza e amore per il mestiere.
Morì a Roma nel 1994, a quasi ottant’anni, lasciando un’eredità silenziosa ma duratura: quella dei grandi caratteristi, capaci di trasformare una scena qualunque in un momento indimenticabile.

Fonti 

  • Archivio del Cinema Italiano (cinematografo.it)

  • Enciclopedia dello spettacolo, Garzanti

  • wikipedia.org (contenuto e foto)
  • IMDb – Profilo di Pinuccio Ardia

  • Rai Teche – Repertorio comico e apparizioni televisive

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