C’è un attore italiano che riesce a passare con disinvoltura dal palcoscenico al grande schermo, dalla fiction al cinema d’autore, dalla commedia all’introspezione più profonda, e tutto questo portando con sé l’inconfondibile fascino, ironia e profondità della sua Napoli. Stiamo parlando di Sergio Assisi.
Un’infanzia tra poesia, palcoscenico e… porta del Napoli
Nato il 13 maggio 1972 a Napoli, Sergio cresce in una famiglia dove l’arte è di casa: la madre scrive poesie e canzoni, il padre è un ex attore amatoriale. A dieci anni scrive racconti, a dodici gira sketch, a sedici debutta a teatro. Ma, sorpresa: da piccolo è anche portiere nelle giovanili del Napoli, insieme a un certo Fabio Cannavaro.
La vita però lo chiama altrove, e nel 1992 entra all’Accademia d’arte drammatica del Teatro Bellini, dove conquista una borsa di studio e si fa notare subito: Livio Galassi gli affida il ruolo principale nel George Dandin di Molière. Da lì inizia la sua vera maratona artistica.
Teatro, cinema, fiction: un camaleonte della scena
Il suo è un percorso teatrale ricchissimo, che spazia dalla tragedia greca alla commedia napoletana, da Shakespeare a Goldoni, da Scarpetta a D’Annunzio. E nel 1998 arriva il salto nel cinema con “Ferdinando e Carolina” di Lina Wertmüller, dove interpreta nientemeno che Ferdinando IV di Napoli. È subito candidato al Globo d’oro. Nel 2000 debutta in TV con “L’attentatuni” e da lì diventa uno dei volti più noti delle fiction italiane. Dai ruoli drammatici di guerra (Graffio di tigre) a quelli brillanti e popolari (Capri, Elisa di Rivombrosa), Sergio sa alternare con naturalezza leggerezza e profondità. Memorabile il suo ruolo da protagonista nel film TV “Mannaggia alla miseria”, di nuovo diretto da Lina Wertmüller.
Dietro la macchina da presa: la Napoli che non ti aspetti
Nel 2014 compie il grande passo: scrive, dirige, interpreta e produce “A Napoli non piove mai”, una commedia agrodolce che racconta una città diversa, più intima, più umana. Un racconto che mescola ironia e malinconia, come solo lui sa fare. E nel 2024 torna al cinema con “Il mio regno per una farfalla”, dove è ancora una volta regista, attore e sceneggiatore.
Showman e cuore napoletano
Sergio è anche volto televisivo: lo abbiamo visto a Ballando con le stelle, Tale e Quale Show, Il cantante mascherato e come conduttore di PrimaFestival. Non è mai solo spettacolo: ogni apparizione è un piccolo pezzo del suo modo di raccontare la vita. Appassionato di fotografia, ha pubblicato con il fratello Dario due libri originalissimi: S/Pazza Napoli (2008) e Strapazza Napoli (2012), un viaggio visivo tra bellezza e ironia partenopea.
Sergio Assisi oggi
A più di trent’anni dal debutto, Sergio Assisi resta uno degli artisti italiani più versatili e amati. Capace di far ridere e riflettere, di reinventarsi sempre senza mai rinunciare a essere profondamente sé stesso. Con uno stile unico, colto e popolare, elegante ma mai distante, ha fatto della sua napoletanità una lente per guardare il mondo — e raccontarlo, sempre, con un sorriso intelligente sulle labbra.
Fonti
Wikipedia.org


