Scheda sintetica
- Dinastia: Angiò-Valois (1435-1442)- Francese (Angioina)
- Anagrafica: Angers, 16 gennaio 1409 – Aix-en-Provence, 10 luglio 1480
- Titoli: Duca d’Angiò e Conte di Provenza e di Forcalquier dal 1434, Duca di Bar dal 1430, e Duca di Lorena dal 1431 al 1453 come consorte di Isabella di Lorena; Re di Napoli dal 1435 al 1442; Re titolare di Gerusalemme dal 1438, Re titolare d’Aragona (con incluse Sicilia, Sardegna, Maiorca e Corsica) dal 1466, e, dopo la sua deposizione, anche Re titolare di Napoli dal 1442.
- Durata del Regno: 25 gennaio 1431 – 27 febbraio 1453 (jure uxoris con Isabella di Lorena)
- Discendenza: Carlo II d’Angiò e Maria Arpad d’Ungheria
- Matrimonio: Isabella di Lorena e Jeanne de Laval (14, di cui 9 legittimi e 5 illegittimi)
Renato d’Angiò, detto “il Buono”, fu un sovrano anomalo, più vicino all’immagine di un principe rinascimentale che a quella di un duro monarca medievale; regnò nominalmente su Napoli tra il 1435 e il 1442, ma il suo regno fu costantemente insidiato da Alfonso d’Aragona, che alla fine gli strappò la corona.
Renato fu duca d’Angiò, conte di Provenza, duca di Bar e di Lorena, re titolare di Gerusalemme, d’Ungheria e d’Aragona, ma fu anche poeta, mecenate, uomo colto e gentile, al punto da meritarsi l’epiteto di “Buono” più per indole che per risultati politici.
L’eredità di Giovanna II
Alla morte senza eredi di Giovanna II, nel 1435, si aprì una nuova fase di crisi dinastica: la regina, ormai anziana, aveva adottato nel 1426 come suo successore Alfonso d’Aragona, ma successivamente ritrattò la sua decisione e nel 1434 designò come erede Renato d’Angiò, figlio di Luigi II e fratello del defunto re Ludovico III.
Quando Giovanna morì, Renato era detenuto dai borgognoni, e il regno fu affidato temporaneamente alla moglie, Isabella di Lorena, reggente in sua vece.
Il conflitto con Alfonso il Magnanimo
Alfonso d’Aragona non accettò la nuova successione e invase il Regno di Napoli: ne seguì un lungo conflitto che vide l’Angioino sostenuto dalla Francia e dallo Stato pontificio, mentre Alfonso si assicurava l’appoggio di Genova e di parte della nobiltà napoletana. Renato riuscì infine a liberarsi e a giungere a Napoli nel 1438, accolto con entusiasmo da una parte del popolo, ma la sua presenza non bastò a contenere l’offensiva aragonese: dopo anni di assedi e battaglie, nel 1442 Alfonso prese Napoli e Renato si ritirò definitivamente nei suoi domini in Provenza.
Il sovrano filosofo e l’ultimo Angiò
Il regno napoletano di Renato fu breve e travagliato, ma la sua figura continuò a brillare per l’aura intellettuale. Nella sua corte provenzale ospitò pittori, poeti e umanisti. Scrisse romanzi cavallereschi, come il Libro del Cuor d’Amore e d’Onore, e si occupò di filosofia e di arte. La sua sensibilità lo rese amatissimo dal popolo, anche dopo la sconfitta. Morì nel 1480 senza riuscire a recuperare la corona di Napoli, chiudendo simbolicamente la parabola degli Angioini nel Mezzogiorno.
Giudizio sintetico
Soprannominato “il Buono”, fu più un principe umanista e mecenate che un sovrano efficace. Ereditò il Regno di Napoli in un momento critico e non riuscì mai a esercitare un potere stabile, cedendo infine la corona. È ricordato più per le sue qualità personali che per i risultati politici. In estrema sintesi:
👍 Uomo colto, raffinato e mecenate delle arti; figura rispettata per mitezza e generosità; lasciò un’impronta culturale importante nel tardo Medioevo
👎 Incapace di mantenere il controllo su Napoli; sconfitto da Alfonso d’Aragona e costretto all’esilio; Regno debole e privo di risultati concreti sul piano politico
Curiosità
- Sovrano poeta, scrittore e miniatore
Come detto, Renato non si limitò al regno: era un raffinato letterato e mecenate. Composizioni come il Livre du cœur d’amour épris e il Livre des tournois testimoniano la sua vena poetica e la passione per l’amor cortese e la cavalleria. Alcuni studiosi ritengono che egli stesso abbia realizzato miniature presenti nelle sue opere, motivo per cui è talvolta identificato con il “maestro anonimo” che le illustrò . - Re cortese e gentile, amato dal popolo
I cronisti lo descrivono come re “dolce d’animo”, che preferiva diletti culturali – passeggiate, banchetti conviviali e giostre – alle guerre, tanto da guadagnarsi l’appellativo “Buon Re René”. Durante il regno in Napoli (1435–1442), promosse fiere, giochi cavallereschi ispirati al modello francese, e assaggiò senza timori piatti locali come fegatini e vini rustici . - Appassionato mecenate alla corte di Provenza
Dopo la sconfitta da parte di Alfonso d’Aragona nel 1442, si ritirò in Provenza e visse nel castello di Tarascona, circondato da letterati, artisti e miniatori . Tra i suoi pittori di corte figura Barthélemy d’Eyck, protagonista del Rinascimento franco-fiammingo a Napoli sotto il suo regno .
Cronologia sintetica
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1409 – Nasce ad Angers, in Francia.
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1434 – Adottato da Giovanna II come suo successore.
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1435 – Giovanna II muore; Renato è prigioniero dei borgognoni.
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1438 – Raggiunge Napoli e assume la guida del regno.
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1442 – Sconfitto da Alfonso d’Aragona, lascia Napoli.
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1480 – Muore ad Aix-en-Provence.
Fonti
Antonella del Prete, Renato d’Angiò tra storia e mito, in “Studi storici meridionali”, 2017.
Benedetto Croce, La storia del Regno di Napoli, Laterza, 1925.
Steven Runciman, The Sicilian Vespers, Cambridge University Press, 1958.
Treccani.it
wikipedia.it
Jean Favier, Les Plantagenêts, Fayard, 2004.


