La crisi della dinastia Trastàmara alla fine del XV secolo

La dinastia Trastàmara, salita al trono del Regno di Napoli con Alfonso I d’Aragona nel 1442, sembrava destinata a consolidare il potere aragonese nel Sud Italia. Tuttavia, alla fine del Quattrocento, le crepe nella solidità del dominio si fecero evidenti. Le tensioni interne, la pressione francese e le ambizioni contrastanti dei sovrani portarono la dinastia a una crisi profonda, che culminò con la perdita del Regno nel 1501.

Un trono diviso: Ferrante, Alfonso II e Ferdinando II

Il regno di Ferdinando I d’Aragona, detto Ferrante (1458–1494), fu lungo e segnato da rigide politiche di centralizzazione; sebbene riuscì a reprimere la Congiura dei baroni (1485–1487), il suo regno non fu mai pienamente pacificato; alla sua morte, salì al trono Alfonso II, ma il suo governo durò appena un anno (1494–1495), travolto dalla calata in Italia del re francese Carlo VIII, deciso a rivendicare i diritti degli Angiò sul trono napoletano.

Alfonso abdicò in favore del figlio Ferdinando II, ma neanche il giovane sovrano poté arrestare la crisi; nonostante alcuni successi militari nel 1496, Ferdinando morì prematuramente nello stesso anno.

Il ritorno della Francia e la guerra per Napoli

La crisi si accentuò con l’intervento di Luigi XII di Francia, che rilanciò le pretese angioine sul trono partenopeo. Nel 1501, francesi e spagnoli (allora ancora alleati) decisero di spartirsi il regno con il Trattato di Granada, ma l’accordo non durò: le due potenze entrarono in guerra l’una contro l’altra.
Il figlio illegittimo di Ferrante, Federico I d’Aragona, tentò di mantenere il trono, ma venne travolto dalla superiorità militare francese; catturato e poi esiliato in Francia, fu l’ultimo re napoletano della dinastia Trastàmara.

Tra Napoli, Francia e Spagna: il banco salta

L’indebolimento del potere regio, l’assenza di una discendenza forte e le continue guerre feudali resero il Regno vulnerabile e Napoli divenne un campo di battaglia conteso tra Francia e Spagna; la classe dirigente locale, divisa e opportunista, non riuscì a compattarsi in difesa dell’indipendenza dinastica.

Il risultato fu la fine della sovranità napoletana: nel 1504 il Regno fu annesso alla Corona di Spagna, diventando un vicereame.
Iniziava così la lunga stagione del dominio spagnolo che sarebbe durata quasi due secoli.

Cronologia sintetica

  • 1485-1487 – Congiura dei Baroni contro Ferrante I
  • 1494 – Morte di Ferrante I; Alfonso II sale al trono
  • 1495 – Alfonso abdica; Ferdinando II diventa Re
  • 1496 – Morte prematura di Ferdinado II
  • 1496-1501 – Regno di Federico I d’Aragona
  • 1501 – Il Regno è invaso dai francesi
  • 1504 – Napoli diventa vicereame spagnolo sotto Ferdinando il Cattolico

Fonti

Treccani.it
Wikipedia.org
Benedetto Croce, Storia del Regno di Napoli, Laterza, 1925.

Nella foto: un dipinto attribuito a Francesco Bassano il Giovane (circa 1585–1590) che raffigura il momento simbolico in cui Carlo VIII riceve la corona di Napoli: una scena suggestiva, anche se idealizzata, della consegna pacifica del Regno senza combattimenti.

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