‘A bbella senza dote, trova cchiù amante ca marite

Ad litteram: “La bella senza dote trova più amanti che mariti

C’è sempre una vena d’ironia nei proverbi napoletani, ma anche una cruda onestà come la città che sa essere diretta, autentica, e non ha paura di dire che l’amore è bello, sì, ma anche che “senza soldi non si cantano messe”..

Tra i tanti, prendiamone uno tra i più curiosi, ironici e – diciamolo – ancora attuali.

Eh, già. Avete capito bene. Ce lo dice senza troppi fronzoli la saggezza partenopea, quella che non si lascia incantare né dai riccioli d’oro né dalle guance di porcellana, perché a Napoli, tra un vicolo e un balcone, la bellezza si ammira… ma la dote si conta!

Torniamo indietro di qualche secolo, quando le famiglie cercavano di “sistemare” le figlie femmine: ben piazzata, fresca e – soprattutto – con un certo “peso”; la dote, infatti, era tutto: soldi, gioielli, qualche pezzo di terra, e magari pure un corredo ricamato dalla nonna.

Se la ragazza era bella, certo, faceva colpo, ma se non portava in dote nemmeno uno scialle decente… be’, i pretendenti magari si avvicinavano, facevano gli occhi dolci, le serenate, le passeggiate al chiaro di luna. Però poi, quando si trattava di mettere la fede al dito… sparivano come la nebbia sotto al sole.

Ecco, allora, il senso del proverbio: una donna bella senza dote può avere tanti corteggiatori (e magari pure qualche avventura sentimentale), ma pochi – pochissimi – saranno disposti a sposarla.

Questo detto è come una carezza e uno schiaffo allo stesso tempo: carezza per chi capisce che la bellezza è una fortuna; schiaffo per chi pensa che basti quella per fare strada.
Perché – diciamocelo – a fare innamorare è facile, ma a trovare qualcuno disposto a dividere la vita è altra cosa…

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