Alberto Giannini: il papà del “Becco Giallo” e l’arte di pungere

Prima di diventare il terrore dei politici, Alberto Giannini era un giovane napoletano con un’energia fuori dal comune. Nato nel cuore della città il 22 marzo 1885 da Achille ed Eugenia Pietroni, non si distingueva solo per la penna: era un atleta formidabile, un podista capace di percorrere 75 o 100 km con i colori della S.P. Lazio. Quella stessa resistenza e quel fiato lungo li avrebbe poi portati nel giornalismo, iniziando la gavetta come cronista a soli vent’anni.

La rivoluzione del “Becco Giallo”

Nel gennaio del 1924, a Roma, Giannini lancia la sua sfida più grande: il settimanale satirico “Il Becco Giallo”. Il motto era tutto un programma: “Il becco è giallo, ma la lingua è rossa”. In un’Italia che scivolava verso il regime, il suo giornale divenne il baluardo della satira antifascista; Giannini usava l’ironia come un’arma, arrivando a vendere centinaia di migliaia di copie e subendo per questo aggressioni fisiche dalle camicie nere.

L’esilio e il “Merlo Giallo”

Costretto alla chiusura della testata e all’esilio in Francia nel 1926, Giannini non smise di scrivere, anche se la sua traiettoria politica divenne un caso di studio per i contemporanei. Se nella prima fase fu un fiero oppositore, negli anni dell’esilio parigino visse un travagliato cambiamento di rotta che lo portò, al rientro in Italia, su posizioni diverse.

Nel dopoguerra, precisamente nel 1946, diede vita a un altro simbolo del giornalismo satirico: “Il Merlo Giallo”; questa volta il becco era libero dal lucchetto della censura, ma il suo sguardo si era spostato verso destra, diventando un punto di riferimento per i monarchici e i conservatori.

L’eredità di un “fesso” (per finta)

Giannini amava definirsi con autoironia, come dimostra il titolo delle sue memorie: “Le memorie di un fesso”. Morì a Roma il 9 aprile 1952, lasciando dietro di sé l’immagine di un giornalista che ha attraversato le tempeste del secolo scorso senza mai rinunciare alla verve polemica tipica della sua origine partenopea.

Fonti

  1. Wikipedia.org

  2. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 54 (2000).

  3. Fondazione Franco Fossati, Il Becco Giallo e la satira in Italia.

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