Antonio Ghirelli (Napoli, 10 maggio 1922 – Roma, 1º aprile 2012) è stato un giornalista, scrittore e saggista.
Gli inizi e l’impegno politico
Cresciuto a Torre Annunziata, Ghirelli si avvicinò al giornalismo fin da giovanissimo, muovendo i primi passi sulle colonne de Il 9 Maggio, periodico dei Gruppi Universitari Fascisti di Napoli. Un’esperienza che, col tempo, avrebbe rinnegato profondamente. Nel 1942 si iscrisse al Partito Comunista Italiano e partecipò attivamente alla Resistenza. Durante la guerra, fu direttore di Radio Bologna Libera, una radio clandestina legata alla Quinta Armata statunitense, esperienza che consolidò il suo legame con l’informazione militante.
L’attività giornalistica
Nel dopoguerra si trasferì a Milano dove collaborò con L’Unità e Milano Sera. Insieme alla moglie, per un breve periodo, lavorò anche come traduttore per Topolino. Fu poi chiamato da Paese Sera, dove si occupò della pagina sportiva e culturale.
Nel 1951, sul settimanale per ragazzi Il Pioniere, fu pubblicato a puntate un suo racconto disegnato da Veniero Canevari dal titolo Ciuffo d’oro, mentre nel 1957 pubblicò l’articolo Il Balilla del Calcio. Dopo i fatti della rivoluzione ungherese del 1956, lasciò il PCI per aderire al Partito Socialista Italiano.
A Roma, diventò responsabile dell’edizione romana della Gazzetta dello Sport, e nel 1959 fu nominato direttore di Tuttosport. In quegli anni collaborò anche con numerose testate, tra cui Il Politecnico, Sud, Nord e Sud, Il Mondo, Repubblica d’Italia e Avanti!. Dal 1965 al 1972 fu direttore del Corriere dello Sport, rinnovando lo stile e il linguaggio del giornalismo sportivo italiano.
L’esperienza istituzionale
Nel 1978, all’indomani dell’elezione di Sandro Pertini al Quirinale, Ghirelli fu scelto come capo dell’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica. Rimase in carica fino al 1980, quando rassegnò le dimissioni in seguito alle polemiche per un comunicato stampa che riguardava il caso Donat-Cattin. Successivamente dichiarò che la scelta di dimettersi fu condivisa con Pertini, per proteggere un giovane collaboratore che aveva redatto il comunicato.
Tra il 1983 e il 1986 fu capo dell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri nei due governi Craxi. Nel 1986 divenne direttore del TG2. Dal 1987 al 1989 tornò alla carta stampata, dirigendo nuovamente Avanti!.
Nel 2008 aderì al neoricostituito Partito Socialista Italiano, confermando la fedeltà alla sua lunga storia di sinistra riformista.
L’autore e il narratore della sua epoca
Scrittore prolifico e attento osservatore della società italiana, Antonio Ghirelli ha pubblicato numerose opere di carattere storico, politico, sportivo e culturale. Tra i titoli più noti: Storia del calcio in Italia (Einaudi, 1954), Napoli italiana (1977), Caro presidente. Due anni con Pertini (1981), Democristiani (2004), Una certa idea di Napoli (2010). Con Donna Matilde, dedicato a Matilde Serao, vinse il Premio Cimitile nel 1996.
Molte delle sue opere sono considerate punti di riferimento per la comprensione della storia politica e sociale del Novecento italiano, con uno sguardo particolare alla sua città natale, Napoli, cui dedicò riflessioni affettuose e critiche.
La morte
Antonio Ghirelli è morto a Roma il 1º aprile 2012, all’età di 89 anni. Alla sua figura è legato il ricordo di un giornalista colto e rigoroso, che seppe attraversare la storia del Paese da protagonista, mantenendo intatto l’amore per la scrittura, l’etica dell’informazione e l’impegno civile.
Fonte
Wikipedia.org


