Municipalità 3 – Quartiere Stella
Municipalità 4 – Quartiere S. Lorenzo
Cap: 80137
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La piazza è intitolata a Camillo Benso conte di Cavour (Torino, 10 agosto 1810 – 6 giugno 1861), straordinario uomo di Stato e figura di primo piano nel movimento risorgimentale verso l’unificazione italiana. Tra i massimi vertici della Destra storica, ricoprì la carica di Presidente del Consiglio dei ministri del Regno di Sardegna, guidando la politica piemontese durante tutta la Seconda guerra d’indipendenza e nel corso delle decisive campagne di Giuseppe Garibaldi. Subito dopo la proclamazione del Regno d’Italia, Cavour assunse la prestigiosa carica di primo Presidente del Consiglio del neonato Stato unitario.
La scelta di dedicargli questo imponente spazio urbano, precedentemente noto come Largo delle Pigne, rientra nelle grandi revisioni toponomastiche post-unitarie volte a celebrare i padri fondatori della nazione..
Altre informazioni di interesse
Nessuna informazione presente.
Siti e monumenti di interesse
Chiese
Chiesa di Santa Maria del Rosario alle Pigne (detta il Rosariello) — Civico 124
Situata ai piedi della salita della Stella, questa chiesa barocca deve il suo nome popolare (“alle Pigne”) a due alberi di pino che sorgevano nell’area fino al primo quarto del Seicento, poi abbattuti nel 1630 per consentire l’edificazione del vicino convento domenicano. Il tempio attuale è un capolavoro progettato dall’architetto Arcangelo Guglielmelli tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo.
La facciata esterna è scenografica ed è preceduta da un caratteristico vestibolo con una scala a doppia rampa per raccordare il piano stradale all’area sacra soprelevata. L’interno, a pianta rettangolare con cappelle laterali, è interamente coperto da una cupola in tufo. Storicamente la chiesa custodiva tele di immenso valore di maestri del calibro di Luca Giordano (che realizzò la pala d’altare maggiore nel 1692), Giacomo del Pò e Giuseppe Simonelli.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Piazza Cavour — Civico 38
Ubicata sul lato opposto della piazza, questa chiesa monumentale è un pregevole esempio di architettura neoclassica. Venne progettata dall’architetto Bartolomeo Grasso e consacrata nel 1819, grazie anche alle generose donazioni e offerte raccolte in occasione delle solenni esequie di Bruno Palmendole.
L’edificio mostra una sobria eleganza nelle sue linee geometriche esterne, mentre l’interno a navata unica conserva importanti testimonianze storiche e arredi sacri recuperati da complessi precedenti. Tra i dettagli artistici di maggior rilievo, spiccano due pregevoli angeli trecenteschi in marmo provenienti da una tomba monumentale della bottega del celebre scultore gotico Tino di Camaino, magnificamente riutilizzati all’interno della chiesa come reggi-acquasantiere.
Palazzi
Palazzo Rosati (18° secolo) — Civico 136
Eretto nel corso del diciottesimo secolo, questo edificio rappresenta un’importante testimonianza della lottizzazione tardo-barocca della piazza, avvenuta in un periodo in cui l’area cominciava a trasformarsi da grande fossato extra-moenia a largo monumentale. Il palazzo mostra un impianto tipico del Settecento napoletano, con un portale in piperno ben proporzionato che immette in un androne coperto da una volta a botte. All’interno del cortile si sviluppa la scala padronale che conserva le linee strutturali originarie dell’epoca, concepita per servire i piani nobili originariamente destinati alla borghesia benestante e a rami della piccola aristocrazia.
Palazzo Petina (17° secolo) — Civico 152
Il palazzo risale al diciassettesimo secolo, configurandosi come uno degli edifici più antichi della piazza, sorto quando la zona era ancora fortemente condizionata dalla vicinanza con le mura aragonesi e con la Porta di Costantinopoli. Nel corso del tempo l’edificio è legato alle proprietà della famiglia dei marchesi di Petina. La struttura originaria, sebbene parzialmente modificata ed elevata nei secoli successivi per far fronte alla crescita demografica della zona, conserva nel basamento e nel portale d’ingresso la severità tipica dell’architettura civile vicereale, caratterizzata dall’uso del piperno e da androni profondi che conducevano ai giardini retrostanti, un tempo addossati ai costoni collinari.
Palazzo Montemajor (19° secolo) — Civico 58
Questo imponente edificio fu eretto nel diciannovesimo secolo, in piena epoca borbonica, durante i grandi lavori di regolarizzazione urbanistica e di livellamento che diedero a Piazza Cavour l’aspetto di un moderno ed elegante corso cittadino. Il palazzo appartenne ai duchi di Montemajor, illustre famiglia di origine spagnola (i Silva) trapiantata nel Regno di Napoli e legata alle alte cariche di corte. Architettonicamente si presenta con una facciata dal rigoroso disegno neoclassico, scandita da una simmetria regolare delle finestre con timpani lineari e da un maestoso portale d’ingresso, specchio del prestigio sociale e della rappresentanza della famiglia aristocratica committente.
Palazzo Cerra (19° secolo) — Civico 98
Costruito nella seconda metà del diciannovesimo secolo, Palazzo Cerra è un pregevole esempio di edilizia civile in stile neorinascimentale e umbertino, sorto nel periodo in cui la piazza veniva ridefinita anche in funzione dei nuovi collegamenti con via Foria e con il Museo. L’edificio si distingue per un’ampia facciata caratterizzata da un alto basamento bugnato e da un portale a tutto sesto di grande respiro. Gli spazi interni, a partire dall’androne spazioso fino al cortile, vennero progettati seguendo i moderni criteri ottocenteschi, volti a coniugare il decoro delle abitazioni signorili con una migliore distribuzione della luce e dell’aria per i piani superiori.
Link utili
Come raggiungere Piazza Cavour


