Municipalità 3 – Quartiere Stella
Cap: 80137
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La strada è intitolata ad Antonio Villari, stimato giurista, magistrato e uomo delle istituzioni attivo durante il diciannovesimo secolo. Esponente di una classe intellettuale legata allo studio del diritto e alla riorganizzazione amministrativa della città nel periodo pre e post-unitario, il suo nome si inserisce nella memoria toponomastica cittadina insieme a quello di altri illustri giuristi e storici. Precedentemente, la via era nota nel tessuto rionale con denominazioni popolari legate alla sua vicinanza con i complessi religiosi e le antiche proprietà terriere che dominavano il primo insediamento fuori dalle mura della Stella e dei Vergini.
Altre informazioni di interesse
Via Antonio Villari si sviluppa come un asse viario interno e parallelo, caratterizzato da una densa urbanizzazione che fa da cerniera tra la parte più bassa del rione Sanità e le pendici che salgono verso la collina di Capodimonte. La via è fortemente rappresentativa dell’edilizia residenziale stratificata, dove le originarie strutture settecentesche nate come espansione nobiliare fuori le mura sono state modificate e ampliate nei secoli successivi per rispondere alla forte pressione demografica della zona, conservando un’atmosfera verace e un tessuto commerciale e artigianale strettamente legato alla vita del quartiere.
Siti e monumenti di interesse
Palazzo Andreassi
Ubicato in via Antonio Villari, il Palazzo Andreassi è un imponente edificio di quattro piani di grande valore storico e architettonico, eretto con ogni probabilità nei primi decenni del diciassettesimo secolo. Le informazioni storiche sul complesso sono ridotte, ma nel catasto provvisorio murattiano del 1815 la proprietà risulta ufficialmente attestata al marchese Andreassi, esponente di un’illustre famiglia di magistrati di origine calabrese, legata alla prestigiosa stirpe mantovana degli Andreasi e insignita del titolo marchesale sul cognome.
La struttura esterna si distingue per un alto portale in piperno alla base, affiancato da due paracarri dello stesso materiale, che immette in un androne e successivamente nel cortile interno. Sul fondo del cortile spicca un grande nicchione decorato in stucco con una conchiglia e sormontato dallo stemma marmoreo della famiglia Andreassi, mentre sulla destra si sviluppa la scala aperta a doppio rampante, caratterizzata da un’unica arcata per livello. Attualmente l’edificio si presenta come un condominio degradato che necessita di un radicale intervento di restauro.
Palazzo al civico 34 e l’edilizia tardo-barocca
L’elemento architettonico di maggior rilievo che insiste direttamente sulla via è il palazzo storico situato al civico 34. Si tratta di un pregevole esempio di edilizia civile della metà del Settecento, che mostra i segni della tipica transizione tra il tardo-barocco napoletano e il neoclassicismo. L’edificio si distingue per un imponente portale in pietra lavica a profilo mistilineo, sormontato da un balcone d’onore. All’interno del cortile, sebbene parzialmente modificato nel corso del Novecento per esigenze abitative, si conserva una rampa di scale aperta che riprende, in scala ridotta, i motivi prospettici e geometrici diffusi dalle maestranze vicine al genio di Ferdinando Sanfelice.
Edicole votive storiche
Lungo le cortine murarie dei palazzi della via si incontrano alcune importanti edicole votive storiche, elementi tipici dell’arredo sacro stradale della Napoli antica. Di particolare interesse è il piccolo altarino secentesco incassato nel tufo a metà del percorso stradale, dedicato alla Madonna del Carmelo. Queste strutture non erano semplici espressioni di fede, ma veri e propri punti di riferimento urbani che, prima dell’avvento dell’illuminazione pubblica, garantivano la luce nei vicoli durante la notte grazie alle lampade a olio mantenute vive dalla devozione degli abitanti.
Link utili
Come raggiungere via Antonio Villari
Fonti
- Le strade di Napoli – Romualdo Marrone – Newton Compton Editori
- Le strade di Napoli – Gino Doria – Grimaldi & C. Editori
- Wikipedia.org
- Treccani.it


