Dolores Palumbo (14 giugno 1912 – 30 gennaio 1984) non ebbe vita facile da bambina a causa delle disagiate condizioni economiche in cui versava la sua famiglia; ma seppe superare le avversità e il grande protagonista della sua vita fu il palcoscenico.
I genitori. infatti, lavoravano in una compagnia teatrale che portava in scena testi non solo napoletani, tutti di buon livello, e la sua prima apparizione su un palco avvenne a sette anni, quando interpretò il personaggio di Peppeniello in “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta.
Il vero debutto avvenne nel 1930, al Teatro Kursaal nella parte di una cameriera in “La bella trovata” di Scarpetta, con la compagnia dei tre fratelli De Filippo.
Il vero debutto avvenne nel 1930, al Teatro Kursaal nella parte di una cameriera in “La bella trovata” di Scarpetta, con la compagnia dei tre fratelli De Filippo.
Nel 1939 fu partner di Nino Taranto in alcune riviste:; poi, dopo la guerra , Dolores ritornò con Eduardo De Filippo in “Napoli milionaria” e partecipò con una piccola parte in “Socrate immaginario”, trasposizione dell’opera lirica di Giovanni Paisiello.
Nel 1955 Eduardo De Filippo la richiamò in compagnia per sostituire la sorella Titina e Dolores ebbe modo di farsi conoscere come interprete drammatica. Una volta affermatasi, seppe diversificare le sue interpretazioni,, alternando i ruoli seri con quelli comici e alle apparizioni teatrali si affiancarono quelle cinematografiche. I suoi compagni di lavoro? Presto detto: Totò, Eduardo e Peppino De Filippo, Nino Taranto, Paolo Stoppa; i suoi personaggi? Nannina; la moglie di Don Camillo; Tosca, Nonna Sabella e tanto altri.
Nel 1979 Mario Scarpetta la chiamò per le sue commedie teatrali (‘O scarfalietto, Tre pecore viziose, ‘O miedeco dei pazzi, ‘Na Santarella e Miseria e nobiltà).
Fu un’attrice completa e a tutto campo e si può riconoscerle la dote che lei stressa aveva attribuito a Totò, paragonandolo a una “tavolozza mentale piena di mille colori umoristici”, emergenti non solo nei lavori impegnati, ma anche nelle interpretazioni commerciali.
Fu un’attrice completa e a tutto campo e si può riconoscerle la dote che lei stressa aveva attribuito a Totò, paragonandolo a una “tavolozza mentale piena di mille colori umoristici”, emergenti non solo nei lavori impegnati, ma anche nelle interpretazioni commerciali.
Fonti
Da Wikipedia, lastoriadinapoli.it, antoniodecurtis.com/ricordi; “Storia di un sublime, irripetibile burattino” di Biagio Di Meglio.


