Nato a Napoli il 2 gennaio, Edoardo Romano cresce tra i vicoli e le botteghe di una città che ama ridere e sa farsi raccontare; con la sua naturale propensione per il palcoscenico, Romano trova presto una complicità unica nel gruppo che diventerà I Trettré, accanto a Mirko Setaro e Gino Cogliandro.
Negli anni ’80, la televisione italiana si accende con varietà e cabaret, e i Trettré ne divengono una voce forte: dal palco dei locali napoletani si spostano ai grandi studi televisivi, con programmi come Drive In su Italia 1, che lanciano le loro maschere, i tormentoni divertenti e un linguaggio che mescola napoletano, irriverenza e ritmo.
Romano, con il suo istinto comico e la capacità di seguire e creare il filo tra la tradizione partenopea e la modernità del cabaret televisivo, emerge come figura centrale: non solo per le battute, ma per quel senso di autentica partecipazione al pubblico, tipico della grande comicità. Dal trio alla carriera individuale, Romano mantiene la sua verve e la sua radice napoletana, proponendo anche spettacoli in cui racconta se stesso, le sue origini e il mestiere del far ridere.
La storia di Edoardo Romano è dunque anche la storia di Napoli che ride, cambia, si specchia nello schermo: una città che ama far ridere sé stessa e cerca nel teatro, nel cabaret e nella tv le sue molte voci. Romano è interprete e narratore di questa città-risata, sempre con rispetto per la sua identità e con lo sguardo rivolto avanti.
Fonti
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“I Trettré”, Wikipedia. Wikipedia+1
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Edoardo Romano su una possibile reunion dei Trettré: “No, non ci sarà! Il piatto riscaldato non funziona”. Noi degli 8090
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“È morto Gino Cogliandro dei Trettré, il ricordo dell’amico Edoardo Romano: ‘Perdo un fratello’” – RTL 102.5. rtl.it


