Nacque il 12 gennaio 1751, nel Palazzo Reale di Napoli, il principe destinato a diventare il primo sovrano del Regno delle Due Sicilie: Ferdinando di Borbone, futuro Ferdinando I.
Era il terzogenito di Carlo di Borbone, che nel 1759 avrebbe lasciato Napoli per assumere la corona di Spagna; la partenza del padre fece di Ferdinando un bambino-re: a soli otto anni si ritrovò sul trono come Ferdinando IV di Napoli e Ferdinando III di Sicilia, sotto la tutela del ministro Tanucci.
La sua formazione fu semplice, quasi popolare: a differenza dei sovrani cresciuti tra biblioteche e accademie, Ferdinando preferiva la vita pratica: la caccia, la pesca, le arti manuali, il contatto diretto con il popolo. Questo stile diretto, talvolta ruspante, gli procurò una fama che oscillava fra l’ammirazione e la caricatura, ma contribuì a radicare il suo nome nella memoria collettiva napoletana.
Il matrimonio con Maria Carolina d’Austria, celebrato nel 1768, cambiò profondamente il suo regno. La regina, colta e politicamente ambiziosa, impose il proprio ruolo e avvicinò Napoli alle idee riformatrici europee; durante quegli anni, la corte si aprì all’illuminismo, alla musica, all’arte, agli scavi di Ercolano e Pompei, ma quell’apertura non bastò a contenere le tensioni che attraversavano l’Europa.
Nel 1799, le truppe francesi e i patrioti napoletani instaurarono la Repubblica Napoletana. Ferdinando e Maria Carolina fuggirono in Sicilia sotto la protezione inglese; il ritorno del re nel giugno dello stesso anno avvenne all’insegna della restaurazione più dura: la repressione fu severa, lasciando un’ombra tragica su quel capitolo della storia napoletana.
Napoleone tornò a minacciare il trono borbonico nel 1806: Ferdinando fu costretto di nuovo alla fuga e il Regno fu affidato prima a Giuseppe Bonaparte e poi a Gioacchino Murat.
Per quasi dieci anni i Borbone regnarono soltanto sulla Sicilia, dove Ferdinando, spinto dagli inglesi, concesse un sistema costituzionale moderno che però non sopravvisse al suo ritorno sul continente.
Il Congresso di Vienna gli restituì Napoli e, soprattutto, segnò una svolta storica: nel 1816, Ferdinando fuse formalmente i due antichi regni e si proclamò Ferdinando I delle Due Sicilie; fu l’inizio di uno Stato amministrativamente moderno, dotato di codici, nuovi organismi burocratici, un esercito organizzato e una politica economica più strutturata.
Gli ultimi anni del suo regno furono attraversati da fermenti carbonari e movimenti liberali. Nel 1820 Ferdinando fu costretto a concedere una costituzione, salvo poi revocarla con l’aiuto dell’Austria.
Il re morì il 4 gennaio 1825, nel Palazzo Reale di Napoli, lasciando al figlio Francesco I un regno unito ma attraversato dai primi segnali di quell’inquietudine che avrebbe portato al Risorgimento.
Figura complessa e controversa, Ferdinando I rappresenta l’anima duplice della Napoli borbonica: popolare e cerimoniosa, conservatrice e riformatrice, fiera e vulnerabile. Il suo regno fu l’ultimo grande capitolo di una storia secolare: quella dei due antichi regni del Mezzogiorno che, grazie a lui, conobbero una nuova identità unitaria.
Fonti
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Treccani – Enciclopedia Italiana, voce «Ferdinando I delle Due Sicilie».
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Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani, voce dedicata ai sovrani borbonici.
- Wikipedia.org, voce «Ferdinando I delle Due Sicilie».


