Lino Crispo: il volto autentico della commedia napoletana

Nato a Napoli il 2 marzo 1916, Lino Crispo ha incarnato per decenni l’anima teatrale e cinematografica della città, muovendosi con naturalezza tra il rigore del cinema d’autore e la verve popolare della sceneggiata. Il suo debutto sul grande schermo avviene nel 1952 con “Processo alla città” di Luigi Zampa, regista che lo vorrà di nuovo nel 1962 per “Anni ruggenti”. La sua versatilità lo porta a collaborare persino con Pier Paolo Pasolini nel 1971 per “Il Decameron”, testimonianza della sua capacità di prestare il volto a una napoletanità colta e viscerale.

Il grande successo popolare arriva però attraverso il sodalizio artistico con Bianca Sollazzo. Tra il 1975 e il 1978, la coppia calca le scene teatrali con le opere di Mario Trevi, come “‘O rre d’ ‘e magliare” e “‘O diario”. Ma è con l’avvento delle televisioni private, e in particolare su Napoli Canale 21, che Crispo diventa un’icona familiare: le loro serie comiche, come “Gli amori celebri”, e lo spettacolo “Sciò sciò ciucciuè”, entrano nelle case di tutti i napoletani.

Negli anni ’80, Crispo continua a essere un pilastro del cinema popolare diretto da Ninì Grassia, recitando in pellicole che hanno segnato un’epoca come “Celebrità” (1981), dove interpreta don Armando, “L’Ave Maria”, “‘O surdato ‘nnammurato” e “Il motorino” (1984). La sua eredità artistica vive anche nelle numerose incisioni discografiche di scenette comiche e nel CD “Divertentissimo 1” realizzato con Maria Del Monte, che ancora oggi strappano un sorriso grazie a una comicità garbata e profondamente umana.

Fonti

  • Wikipedia.org

  • Pietro Gargano, Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana, Vol. VII, Magmata.

  • Emeroteca Biblioteca Nazionale di Napoli, recensioni degli spettacoli teatrali della compagnia Crispo-Sollazzo (1975-1985).

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