Luisa Ranieri, il fascino di Napoli che incanta sullo schermo

Napoli, 16 dicembre 1973: in un giorno che profuma d’inverno e mare, nasce Luisa Ranieri, futura interprete che racconterà emozioni con voce, sguardo e silenzi.
Cresce tra le strade borghesi del Vomero, in una famiglia che le insegna il valore del sacrificio: madre al lavoro, genitori separati, responsabilità precoci, lotte interiori che segneranno i suoi passi.

Dopo un diploma come operatrice turistica e un tentativo all’Università studiando Legge, Luisa sceglie la strada della recitazione; il debutto arriva nel 2001 con Il principe e il pirata di Leonardo Pieraccioni, un trampolino verso un lungo percorso che la porta sul grande e sul piccolo schermo.
Pagina dopo pagina, ruolo dopo ruolo, dimostra di saper passare dal dramma all’ironia, dal costume alla modernità. 

La sua versatilità emerge anche in televisione: è Assunta Goretti in Maria Goretti (2002), interpreta Maria Callas in Callas e Onassis (2005), poi, più recentemente, diventa Lolita Lobosco, vicequestore che nasce nei libri, vive nella tv e parla al femminile del Sud con tono deciso e ironico. 

Fuori dal set, Luisa costruisce una vita solida insieme a Luca Zingaretti: si sposano nel 2012 al Castello di Donnafugata, regalano alla vita due figlie, Emma (2011) e Bianca (2015), e nella loro storia c’è una Napoli che resta casa, memoria, punto di partenza. 

Sempre presente nei film recenti — È stata la mano di Dio (2021), Parthenope (2024), Diamanti (2024) — continua a essere una voce di femminilità autentica, che non cerca pose, ma verità oltre il copione. 


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