Maria d’Avalos e il Fantasma di Palazzo San Severo

Qualche giorno fa abbiamo parlato della Napoli esoterica facendo riferimento al palazzo di Sangro e alla triste storia di Maria d’Avalos, nobildonna del tardo Rinascimento, nata nel 1562 a Napoli che ebbe tre matrimoni: il primo con Federico Carafa, da cui nacquero due figli, fu breve e segnato dalla morte prematura dei bambini; il secondo, con Alfonso Gioieni, durò poco e Maria si ritirò sull’isola di Ischia; nel 1586 sposò il principe Carlo Gesualdo di Venosa, un matrimonio che sembrava inizialmente felice. Tuttavia, la relazione si deteriorò rapidamente, e Maria avviò una relazione adulterina con il giovane duca di Andria, Fabrizio Carafa.

Nel 1590, Carlo Gesualdo scoprì il tradimento e, in un accesso di rabbia, fece uccidere Maria e il suo amante nella notte tra il 16 e il 17 ottobre, nel palazzo Di Sangro (che diverrà famoso perché ospita la Cappella San Severo con il Cristo Velato). La morte brutale dei due amanti divenne subito un evento noto e suscitò un enorme scandalo a Napoli. Carlo fuggì a Venosa, e nonostante il delitto fosse ampiamente riconosciuto come un “delitto d’onore”, il processo fu rapidamente archiviato per volere del viceré. La figura di Maria d’Avalos rimase nella memoria popolare, e la sua tragica fine ispirò numerosi scritti, tra cui alcuni sonetti di Torquato Tasso.

La leggenda del suo fantasma, quindi,  si intreccia con la storia di Palazzo Di Sangro, uno dei luoghi legati alla sua morte; si racconta che lo spirito di Maria, tormentato dal suo assassinio e dalla sofferenza vissuta, vaghi ancora tra le stanze del palazzo, soprattutto di notte; la sua figura spettrale, triste e silenziosa, sarebbe visibile in vari riflessi o si sentirebbe piangere nei corridoi. Questi racconti alimentano la fama di Palazzo San Severo come luogo misterioso e inquietante, legato a una delle tragedie più drammatiche della Napoli rinascimentale.

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Contenuti e immagine: wikipedia.org

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