Piero Schlesinger: un maestro di giurisprudenza e finanza, tra Accademia e istituzioni

Piero Schlesinger, nato a Napoli il 19 maggio 1930, è stato una delle figure più autorevoli della giurisprudenza e della finanza italiana, il cui percorso si intrecciò in modo indelebile con l’evoluzione economica del Paese. La sua vita, dedicata alla formazione, alla carriera accademica e a ruoli chiave in ambito bancario, lascia un segno profondo nelle istituzioni italiane.

Formazione e carriera accademica

Schlesinger intraprende il suo cammino con la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Torino, ma è nel 1956 che la sua carriera prende una piega che lo porterà a diventare una delle personalità di riferimento nell’ambito giuridico. Quel momento segna l’inizio della sua lunga carriera accademica all’Università di Urbino, dove si distingue per la sua preparazione e passione per il diritto. Due anni dopo, il rettore Padre Agostino Gemelli lo chiama a insegnare all’Università Cattolica di Milano, dove per oltre trent’anni sarà titolare della cattedra di Diritto Privato. Insieme ad Andrea Torrente, Schlesinger firma uno dei testi fondamentali per la formazione giuridica in Italia: il “Manuale di Diritto Privato”, ancora oggi una pietra miliare per gli studenti e gli studiosi del settore.

Il giurista e il banchiere

Ma il suo impegno non si limita alla sola accademia. Da sempre affascinato dal mondo della finanza, Schlesinger porta la sua esperienza giuridica anche in ambito bancario. Nel 1964 entra nel consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Milano, dove segnerà una lunga e influente presenza. Nel 1971, a soli 41 anni, diventa presidente della banca, un ruolo che manterrà fino al 1993. Un incarico prestigioso, che coincide con l’espansione e il consolidamento dell’istituto. Un passaggio cruciale nella sua carriera avviene tra il 1980 e il 1981, quando, durante un’interruzione della sua presidenza a Milano, viene chiamato a guidare l’Istituto Mobiliare Italiano. La sua visione e competenza bancarie lo porteranno anche a ricoprire ruoli significativi come presidente de La Centrale Finanziaria Generale dal 1982, in un momento delicato per le istituzioni finanziarie italiane.

Nel corso degli anni, Schlesinger si occupa anche di tematiche economiche più ampie, presiedendo il CIRIEC, un centro di ricerca sull’economia delle imprese pubbliche e di pubblico interesse. La sua influenza in questo campo è vasta e profonda, anche se sempre discreta, lontana dai riflettori ma determinante nelle dinamiche finanziarie italiane.

Un uomo di cultura e di visione

Un uomo dalle mille sfaccettature, che seppe coniugare la sua dedizione all’insegnamento con una carriera nel mondo delle banche, Schlesinger fu anche un punto di riferimento culturale. Coniugato con Claudia Artoni, psicoterapeuta infantile di grande valore, la sua vita privata è sempre stata riservata, ma non priva di un’intensa passione per la ricerca e la crescita personale, elementi che lo hanno contraddistinto anche nel suo lavoro professionale.

La fine di un’epoca

La sua morte, avvenuta il 14 marzo 2020, a 89 anni, è stata segnata dal drammatico impatto della pandemia da COVID-19. Ricoverato in ospedale per dieci giorni, si è spento a Milano, città che per decenni era stata il cuore pulsante della sua attività professionale. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto nelle istituzioni che ha attraversato e nelle persone che lo hanno conosciuto come una figura di integrità, competenza e discrezione.

Schlesinger non era solo un banchiere o un giurista; era un uomo che ha vissuto per il bene delle istituzioni, cercando sempre di far evolvere il sistema con saggezza e intelligenza. Le sue capacità di mediazione, la sua etica e il suo approccio innovativo sono stati apprezzati da colleghi e studenti, ma anche da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di lavorare al suo fianco. Il suo lascito è una testimonianza di come un’unica persona possa influire profondamente su un’intera epoca, mettendo sempre l’integrità e la cultura come bussola di orientamento.

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