Pino Maddaloni, il campione che ha portato Napoli sul tatami del mondo

Nato a Napoli il 10 luglio 1976, Giuseppe “Pino” Maddaloni cresce in un quartiere difficile, Scampia, dove spesso le uniche scelte sembrano quelle sbagliate; ma nella sua famiglia c’è una regola non scritta: si combatte, sì, ma solo sul tatami.
Il padre, Gianni Maddaloni, è maestro di judo e fondatore del dojo “Star Judo Club”, un piccolo tempio di disciplina e speranza nel cuore di una delle aree più complesse della città.
Pino non ha neanche cinque anni quando comincia ad allenarsi. Sul tappeto impara non solo leve, cadute e proiezioni, ma anche il valore del rispetto, della disciplina, della fatica; il judo non è solo sport, è scuola di vita. E lui, fin da piccolo, sembra avere qualcosa in più: la calma dei grandi, la grinta dei lottatori veri, e la volontà di riscatto che nasce solo dove l’alternativa è arrendersi.

Dalle palestre di periferia al gradino più alto del podio

Negli anni ’90, Pino comincia a farsi notare nei tornei nazionali; è un peso leggero, ma combatte con il cuore di un colosso. I suoi movimenti sono rapidi, istintivi, ma anche tecnici e puliti; la fama arriva, ma resta con i piedi per terra.
A Scampia si continua ad allenare, a sudare, a portare avanti la visione del padre: un judo che educa e protegge.
La svolta arriva nel 2000: Olimpiadi di Sydney, categoria 73 kg. Nessuno se lo aspetta davvero, ma lui è pronto. Con quattro incontri magistrali, si porta in finale e la vince, salendo sul gradino più alto del podio con la medaglia d’oro al collo. È il primo judoka napoletano a riuscirci, uno dei pochi italiani nella storia.
La sua vittoria non è solo sportiva. È simbolo di riscatto per una Napoli che spesso si vede rappresentata solo per i suoi problemi. Maddaloni dimostra che un’altra strada è possibile, che il sudore può valere più di qualsiasi etichetta, che anche a Scampia si può crescere campioni. Lo dice senza clamore, ma con l’esempio: e quel giorno, tutta Napoli, dalle vele ai vicoli del centro, sente che quella medaglia è anche un po’ sua.

Dopo l’oro, la missione continua

Pino avrebbe potuto cavalcare la popolarità, scegliere sponsor, tv, ospitate, ma fa una scelta diversa: continua a combattere, certo, partecipa ad Europei, Mondiali e altre Olimpiadi, ma torna anche a casa, nel suo dojo, accanto al padre, ad allenare nuovi ragazzi.
Con Gianni Maddaloni porta avanti un progetto che è sportivo ma anche sociale: aprire la palestra a chiunque voglia imparare a lottare nel modo giusto, anche ai ragazzi a rischio, ai figli delle famiglie difficili, a chi cerca nel judo una via d’uscita. Lo fanno con regole chiare, senza compromessi, ma con una passione contagiosa.
Il “Judo Maddaloni” diventa un punto di riferimento, e persino la televisione ne prende atto. Il documentario “L’oro di Scampia”, andato in onda su Rai 1 nel 2014, racconta proprio questa storia. Pino viene interpretato da Giuseppe Fiorello, e il film contribuisce a far conoscere a livello nazionale una realtà che, in silenzio, cambia davvero le cose.

Un campione fuori dal tatami

Pino Maddaloni è rimasto fedele ai suoi valori, non ha mai cercato scorciatoie. Dopo la carriera da atleta di punta, ha continuato a formare, educare, motivare.
È diventato un testimone della legalità, ha lavorato con le scuole, è stato anche impegnato in progetti istituzionali contro la dispersione scolastica e la devianza minorile.
Nel 2021 ha accettato la sfida politica candidandosi nella lista civica a sostegno del sindaco Manfredi, sempre con l’obiettivo di portare lo sport nelle periferie e nelle politiche giovanili.
Eppure, ogni volta che lo si incontra, è sempre con la tuta addosso, pronto a correggere un gesto, a incitare un ragazzino, a spiegare che la vittoria, prima ancora di salire su un podio, è vincere se stessi.

Napoli, la lotta e il cuore

La storia di Pino Maddaloni è una delle più belle che Napoli possa raccontare. Non è una favola, perché parte dalla fatica vera, dal sudore quotidiano, dal peso di un quartiere difficile, ma è una storia vera di possibilità, di riscatto, di orgoglio, è una lezione silenziosa a chi pensa che da certi luoghi non possa nascere niente di buono.
Pino ha vinto un oro olimpico, ma ha fatto molto di più: ha dato un esempio, ha costruito un metodo, ha acceso una luce dove c’era solo rassegnazione.
E ancora oggi, mentre allena ragazzi che nemmeno erano nati quando salì su quel podio a Sydney, continua a essere un campione per davvero.

Fonti

Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) – Biografia atleti olimpici
Rai Cultura – L’oro di Scampia (film TV, 2014)
Interviste a Pino e Gianni Maddaloni su La Repubblica Napoli, Il Mattino, Fanpage.it
Star Judo Club Scampia – materiale divulgativo e istituzionale
Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (FIJLKAM)
wikipedia.org (contenuto e immagine)

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