Via Toledo è una delle strade più conosciute della città, ricca di arte, storia e tradizioni: proprio questa via, poco dopo il proclama dell’Unità d’Italia fu al centro di una polemica che coinvolse l’amministrazione comunale del tempo e l’intera città
Era l’autunno del 1870: Roma era appena diventata capitale del Regno d’Italia, la breccia di Porta Pia aveva segnato la fine del potere temporale del Papa. Anche Napoli, in fermento, volle unirsi al coro del nuovo Risorgimento nazionale, ed è in questo clima che il sindaco Paolo Emilio Imbriani propose un gesto carico di significato: cambiare il nome di una delle strade più antiche e amate della città, Via Toledo, in Via Roma.
Il gesto e lo scalpore
Il 10 ottobre 1870, l’amministrazione comunale deliberò il cambiamento: via Toledo (nata nel 1536 per volere del viceré Pedro Álvarez de Toledo a cui la strada era stata intitolata) avrebbe perso per un tempo il suo nome storico, per essere dedicata alla neocapitale del Regno d’Italia; ma l’atto non passò inosservato: molti cittadini compresero il valore simbolico, ma furono tante le voci contrarie, animate da un profondo sentimento di attaccamento alla memoria locale
Il celebre storico Bartolommeo Capasso, anche fra coloro che erano stati sin da subito a favore dell’Unità d’Italia, definì la scelta “una denominazione che non ha guari, disconoscendosi la storia si è voluta in altro mutare”.
Il popolo resiste
I napoletani non si piegarono facilmente; fin da subito si formò un Comitato “Pro Toledo”, mentre la stampa locale sceglieva le armi delle parole, alcune ironiche, altre duramente critiche.
Le nuove targhe stradali furono installate, sì, ma spesso piantonate durante la notte per evitare che qualcuno le rimuovesse o le danneggiasse.
E fu in questa atmosfera che nacque la strofetta che ancora oggi si ricorda fra i più anziani:
“’Nu’ ritto antico, e ‘o proverbio se noma,
tutte ‘e vie menano a Roma;
Imbriani, ‘a toja è molto diversa,
non mena a Roma ma mena a Aversa.”
Un verso pungente, che consigliava alla giunta un ricovero presso il manicomio della citta casertana, che non risparmiava neanche il sindaco: l’ironia punge, fa ridere, ma dice molto del disagio che una decisione amministrativa aveva sollevato nel profondo dell’identità popolare.
Il compromesso e la vittoria della memoria
Pur volendo celebrare l’Unità nazionale, Imbriani capì che non bastava cancellare un nome che era simbolo di storia, vita quotidiana, ricordo; per placare le polemiche fu trovato un compromesso: la strada fu denominata “Via Roma già Via Toledo”, una formula che riconosceva il nuovo sentimento, ma lasciava intatto il legame con le radici.
Questo nome misto rimase ufficiale fino al 1980, quando, finalmente, con la giunta guidata da Maurizio Valenzi, oltre cent’anni dopo, si restaurò il titolo storico Via Toledo, ma il successo non fu solo istituzionale: molti cittadini, a cominciare da chi vi scrive, non avevano mai smesso di chiamarla, semplicemente, via Toledo!
Fonti
- Sito del Comune di Napoli
- Wikipedia.org
- Napoli centro storico
- Vocedinapoli.it
- giovannipanzera.it


