Addio a Peppe Vessicchio: un’ultima standig ovation per il Maestro
Ci sono eventi, come la morte, che per loro stessa natura si vorrebbero evitare di commemorare, lasciando spazio al silenzio e al rispetto; ma per alcuni figli di questa terra, l’obbligo del ricordo supera la tristezza, trasformandosi in celebrazione.
E così è per Giuseppe “Peppe” Vessicchio, il cui addio oggi, 8 novembre 2025, a 69 anni, è una nota stonata nel cuore di Napoli e di tutti gli italiani; per lui, il Maestro del sorriso, facciamo un’eccezione all’amara regola.
 
La sua scomparsa, a Roma dopo le complicazioni di una polmonite, chiude un capitolo non solo della televisione, ma della musica popolare italiana.
Peppe Vessicchio era l’espressione autentica della napoletanità applicata all’armonia: colto, ironico, rassicurante e profondamente legato al linguaggio universale delle note.
 
Il suo podio, in particolare quello del Festival di Sanremo, non era solo un luogo di lavoro, ma il palcoscenico di una presenza che era diventata un talismano, un’icona affettiva.
Non è stato solo un direttore d’orchestra, ma l’architetto paziente e sapiente che ha saputo vestire di bellezza innumerevoli canzoni, lavorando dietro le quinte con la stessa dedizione con cui sorrideva in prima fila.
Il suo talento di arrangiatore non conosceva generi, abbracciando il pop, il cantautorato e la melodia, sempre con la stessa impeccabile eleganza.
 
Oggi, la città che gli diede i natali lo saluta non con lacrime silenziose, ma con il fragore affettuoso di chi sa che la sua arte non conoscerà il silenzio: il podio è vuoto, la bacchetta è a riposo, ma l’armonia che il Maestro Peppe Vessicchio ha regalato all’Italia risuonerà a lungo, meritandosi, da oggi in poi, non una triste commemorazione, ma una sincera e fragorosa standing ovation ogni volta che una melodia si farà indimenticabile.
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