Ippodromo di Agnano: dove l’ippica incontra la storia

C’era una volta, alle pendici del cratere degli Astroni e adiacente alle antiche terme di Agnano, un luogo dove l’eleganza della corsa si univa alla meraviglia del paesaggio: l’Ippodromo di Agnano, simbolo di una Napoli che ama la tradizione e la bellezza.

La sua storia inizia negli anni tra le due guerre, quando i terreni del lago di Agnano, donati al Comune dal dal Cavaliere Raffaele Ruggiero, diventarono il palcoscenico ideale per un impianto dedicato al trotto e al galoppo.
Il progetto prese forma e alla fine si concretizzò in un impianto straordinario, aperto il 2 ottobre 1935, alla presenza dei  principi di Savoia e del cardinale Alessio Ascalesi, oltre a 10.000 spettatori e di esponenti del gotha partenopeo.

Da allora, Agnano non è stata solo un ippodromo, ma un luogo di eccellenza: dal 1947 ospita il leggendario Gran Premio Lotteria, una corsa di trotto tra le più prestigiose a livello internazionale, gara riservata a cavalli indigeni (cioè nati in Italia) e stranieri di 4 anni ed oltre che si corre sulla distanza di 1.600 metri, con partenza con autostart, con eliminatorie e finale nella stessa giornata e un montepremi che supera quota 750.000 Euro.

Le piste sono l’anima vera dell’impianto: si estendono su una superficie complessiva di 48 ettari – pari a oltre 476.000 mq. – con 204.000 mq. riservati alle piste principali, 126.000 mq. ad aree di allenamento, 39.000 mq di scuderie e 45.000 mq. ad uso pubblico. 
La pista del trotto, ovale, lunga circa 1.000 m, è in sabbia e tufo; quella del galoppo, un ovale erboso di 2.436 m, con una dirittura d’arrivo di circa 800 m, e una pista dritta che raggiunge i 1.000 metri.

L’ippodromo ha ospitato numerose leggende; tra queste, Varenne, campione assoluto del trotto, che trionfò per tre anni consecutivi (2000-2002) nel “Lotteria”, spezzando un lungo digiuno italiano ; nel 2017 il record della pista fu battuto da Timone Ek, con il tempo di 1:10.5 al chilometro.

Ma Agnano non è solo sport, è spettacolo e cultura. Negli ultimi anni si è trasformato in un luogo multifunzionale: oltre alle corse, accoglie concerti (Renato Zero, Pino Daniele, Vasco Rossi, solo per citarne alcuni), mercatini, eventi famigliari e fiere, diventando un centro aperto alla città.

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