San Giacomo della Marca

Nascita: 1 settembre 1394, Monteprandone (Ascoli Piceno)
Morte: 28 novembre 1476, Napoli
Protettore di: predicatori, francescani osservanti
Proclamazione come patrono di Napoli: XV secolo
Si festeggia il: 28 novembre


La festa a Napoli

Il 28 novembre, Napoli ricorda San Giacomo della Marca, il frate francescano che qui concluse la sua vita. Le celebrazioni si svolgono soprattutto presso la chiesa di San Maria la Nova, dove riposano le sue spoglie.

Racconto della vita

San Giacomo della Marca nacque nel 1394 a Monteprandone, nelle Marche, e fin da giovane mostrò una straordinaria inclinazione alla vita spirituale. A ventidue anni, seguendo le orme di san Bernardino da Siena, ricevette il saio francescano e si dedicò con ardore alla predicazione. La sua parola era fiammeggiante, capace di scuotere le coscienze: percorse l’Italia e oltre, arrivando fino in Polonia, Boemia, Bosnia e Ungheria, sempre su mandato del Papa, per diffondere il messaggio cristiano e invitare alla conversione. San Giacomo si distinse soprattutto per la sua lotta contro i vizi dell’avarizia e dell’usura, fenomeni che minavano il tessuto morale della società del tempo. Per offrire ai poveri un’alternativa dignitosa agli usurai, ideò i Monti di Pietà, istituzioni nelle quali chi era in difficoltà poteva impegnare i propri beni ricevendo prestiti con interessi minimi, segno concreto di carità e giustizia.

La sua vita fu intensa e di rigore: la penitenza, la predicazione incessante e le privazioni fisiche lo portarono a una salute fragile, colpito da continue coliche. Morì a Napoli il 28 novembre 1476, pronunciando le ultime parole cariche di fede e devozione: «Gesù, Maria. Benedetta la Passione di Gesù». La sua memoria rimane viva come esempio di santità incarnata nella parola, nell’azione e nella cura concreta per i più deboli, unendo l’impegno sociale alla profondità della vita spirituale.

Perché è patrono di Napoli

La città lo accolse come patrono perché scelse Napoli come luogo della sua ultima missione e della sua morte. La sua tomba divenne subito meta di devozione e simbolo di fede francescana.

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