Nascita: 13 novembre 354, Tagaste (Algeria)
Morte: 28 agosto 430, Ippona (Algeria)
Protettore di: teologi, studiosi, filosofi, stampatori, cercatori della verità, Napoli
Proclamazione come compatrono di Napoli: 13 settembre 1836
Si festeggia il: 28 agosto
Racconto della vita
Nato a Tagaste da madre cristiana, Santa Monica, e da padre pagano, Agostino crebbe mostrando un ingegno eccezionale e una forte inclinazione verso la retorica. Durante la giovinezza visse una vita turbolenta e inquieta, segnata dalla ricerca ansiosa della verità attraverso varie correnti filosofiche e dottrine, tra cui il manicheismo.
Insegnante di retorica prima a Roma e poi a Milano, la sua svolta interiore avvenne nel 386 grazie alle accorate preghiere della madre, alla lettura delle Lettere di San Paolo e alle trascinanti prediche di San Ambrogio. Battezzato durante la Notte di Pasqua del 387, ritornò in Africa dove fu ordinato sacerdote e successivamente eletto vescovo di Ippona.
Dottore della Chiesa e uno dei più grandi pensatori dell’umanità, guidò la sua diocesi per oltre trent’anni con straordinario rigore e passione pastorale, battendosi instancabilmente contro le eresie dell’epoca. Scrittore immensamente prolifico, ha lasciato capolavori immortali del pensiero occidentale come le Confessioni — capolavoro di introspezione dell’anima — e La Città di Dio. Morì nel 430 mentre Ippona era assediata dai Vandali.
Perché è patrono di Napoli?
La presenza e la dottrina dell’Ordine Agostiniano hanno affondato radici profonde nel tessuto religioso e culturale di Napoli fin dal Medioevo. La città, da sempre incline alla grande passione intellettuale e al riscatto spirituale, si è specchiata nell’inquietudine e nella successiva folgorante conversione di Agostino. Il re Ferdinando II di Borbone e le autorità cittadine ne chiesero la proclamazione a compatrono nel 1836 per porre la capitale del Regno sotto la protezione della sua immensa sapienza teologica e chiedergli protezione contro le epidemie e le avversità.
La festa a Napoli
Il 28 agosto la comunità napoletana fa memoria di Sant’Agostino con solenni celebrazioni liturgiche. I punti nevralgici del culto cittadino sono la storica Chiesa di Sant’Agostino alla Zecca, la Basilica di Sant’Agostino degli Scalzi nel rione Materdei e la Chiesa di San Giovanni a Carbonara, dove si conservano importanti opere d’arte e testimonianze della Secolare presenza agostiniana in città.


