Municipalità 2 – Quartieri Avvocata e S. Giuseppe
Municipalità 4 – S. Lorenzo
Cap: 80135
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
Posta tra via Pessina e via Toledo, la piazza, intitolata al sommo poeta Dante Alighieri, un tempo si chiamava Largo del Mercatello, che in passato ospitava il mercato adiacente alla famosa “Porta Sciuscella” che secondo alcune fonti faceva riferimento a piante di carrubo (in napoletano “sciuscelle”), coltivate nelle vicinanze per nutrire i cavalli delle scuderie; questa porta, ristrutturata dal viceré Duca d’Alba, assunse poi il nome di Porta Alba. Durante il periodo borbonico, il largo mantenne il nome di Largo del Mercatello, derivante, come detto, dal mercato che si svolgeva ogni mercoledì.
Nel 1757, l’architetto Luigi Vanvitelli progettò un grande emiciclo che chiudeva il largo. Al centro, avrebbe dovuto esserci una statua equestre di Ferdinando IV di Borbone, ma la statua non fu mai realizzata. Le 26 statue poste sulla sommità dell’emiciclo rappresentavano le virtù dei Borbone. Il largo cambiò nome più volte: da Largo del Mercatello a Largo di Porta Alba, poi divenne Foro Carolino in onore di Carlo di Borbone e successivamente, durante il periodo napoleonico, Piazza Napoleone. Con il ritorno dei Borboni, assunse il nome definitivo di Piazza Dante.
L’opera di Vanvitelli è ancora visibile nella sua struttura architettonica, mentre le statue, tra cui quattro realizzate da Giuseppe Sammartino, sono un elemento distintivo. Il nicchione centrale, inizialmente destinato a ospitare la statua del re Carlo, ora contiene l’ingresso del Convitto Vittorio Emanuele, sede dei Gesuiti, che consentì l’accesso anche al convento di San Sebastiano.
La statua equestre di Carlo IV, realizzata nel 1765, non fu mai completata, mentre quella di Napoleone, voluta dai francesi, venne abbattuta al ritorno dei Borboni. La statua equestre di Carlo III commissionata dal figlio di Vanvitelli, Carlo, subì la stessa sorte: distrutta da mani ignote durante la notte.
Altre informazioni di interesse
Dante
La fermata Dante della Metropolitana di Napoli si trova nel cuore del centro storico. È situata sotto la piazza ed è un importante nodo di interscambio, collegando diverse zone turistiche e commerciali.
Inaugurata nel 2001, la stazione è caratterizzata da un design moderno, con ampi spazi e opere d’arte che arricchiscono l’ambiente.
Siti e monumenti di interesse
Nella piazza vi sono ben quattro chiese, in senso antiorario da nord: quella dell’Immacolata degli Operatori Sanitari, di Santa Maria di Caravaggio, di San Domenico Soriano e di San Michele a Port’Alba.
Chiesa dell’Immacolata degli Operatori Sanitari
La Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, al civico 22, fu costruita nella seconda metà del XIX secolo dal Marchese di Casalicchio, Felice Tommasi, come parte di un progetto di ristrutturazione di due edifici a lui appartenenti, situati a piazza Dante e via Bellini. Destinata al culto pubblico, è collegata all’appartamento padronale tramite una scala interna. L’interno, sobrio e rettangolare, ospitava un altare maggiore e un quadro della Immacolata, ora rimosso. La facciata è caratterizzata da due ordini: il primo con un portale affiancato da lesene corinzie, il secondo con una finestra a tutto sesto e un timpano triangolare sopra. Per decenni, la chiesa è stata gestita dall’Associazione cattolica degli Operatori Sanitari, ma è ormai quasi sempre chiusa al pubblico.
Chiesa di Santa Maria di Caravaggio
Costruita nel 1627, fu inizialmente dedicata alla Natività di Maria e poi a Santa Maria di Caravaggio, in ricordo di un’apparizione del 1432. Il convento annesso divenne nel 1873 una scuola per non vedenti, gestita prima dai Padri Scolopi, poi dai Barnabiti, infine dall’Istituto “Principe di Napoli”, fondato da Domenico Martuscelli. La chiesa, a navata unica ed ellittica, ospita l’altare maggiore con il dipinto “La Nascita di Maria” di Gaetano Gigante (1806). Tra le cappelle laterali, spiccano il dipinto di San Giuseppe di Solimena e la Deposizione di Vaccaro, mentre nella cappella sinistra è conservato un quadro dell’apparizione della Vergine a Caravaggio. La chiesa ospita anche la tomba di San Francesco Saverio Maria Bianchi e una statua della Madonna Addolorata.
Chiesa di San Domenico Soriano
La chiesa fu edificata nel 1627; originariamente dedicata alla Natività di Maria, in seguito prese il nome di Santa Maria di Caravaggio. Dopo la canonizzazione di San Nunzio Sulprizio nel 2018, la chiesa fu rinominata Chiesa dei Santi Domenico Soriano e Nunzio Sulprizio. La chiesa presenta un interno barocco, con opere di Cosimo Fanzago e affreschi di Luca Giordano.
Il convento, progettato da Bonaventura Presti, fu ampliato nel XVIII secolo da Nicola Tagliacozzi Canale. Nel chiostro, progettato da frà Tommaso Vesti, sono oggi ospitati uffici comunali.
Chiesa di S. Michele Arcangelo (o San Michele a Port’Alba)
La chiesa fu costruita nel 1620 e ristrutturata nel XVIII secolo da Domenico Antonio Vaccaro e Giuseppe Astarita ed è un capolavoro del rococò.
La facciata è composta da due ordini, con lesene composite ((ibrido tra corinzio e ionico) )al primo e paraste (elementi verticali in pietra o stucco che simulano semicolonne) al secondo, decorata da un diaframma polilobato) un elemento strutturale o decorativo che separa spazi)e un balconcino.
L’interno, a pianta allungata, ospita dipinti di Giuseppe Marullo e dello stesso Vaccaro, oltre a affreschi ottocenteschi di Lucio Stabile.
Il settecentesco San Michele in legno e vari arredi settecenteschi sono conservati nella sagrestia, tra cui un lavabo marmoreo di Gaspare Lamberti. La chiesa, chiusa per anni, è stata riaperta nel 2010.
Altri siti di interesse
Il convitto Nazionale Vittorio Emanuele
Il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II è uno dei complessi storico-religiosi più significativi della città. La sua storia risale al 1768, quando Ferdinando IV di Borbone, dopo l’espulsione dei Gesuiti, fondò la Casa del Salvatore nel loro antico complesso. Nel 1807, la struttura divenne il Collegio del Gesù Vecchio, per poi trasformarsi nel Primo Real Collegio di Napoli e, successivamente, in Liceo del Salvatore nel 1826. Nel 1828, dopo il ritorno dei Gesuiti, divenne il Collegio dei Nobili.
Nel 1835, un nuovo ingresso fu aperto su Piazza Dante, mentre decenni più tardi, con l’ingresso di Garibaldi, l’ordine dei Gesuiti fu abolito e la struttura fu nazionalizzata, trasformandosi nel Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, che oggi ospita una scuola primaria, una secondaria di primo grado e tre licei; gli studenti hanno la possibilità di usufruire del servizio di convittori o semiconvittori, vivendo così un’esperienza educativa completa e immersiva.
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