Municipalità 2 – Quartiere Pendino
Municipalità 4 – Quartiere San Lorenzo
Cap: 80139
Dove si trova
Informazioni sul toponimo

La zona prende il nome dallo stemma del seggio nobile presso la Chiesa di Santa Maria a Piazza, che aveva una “Y” e recitava “Ad bene agenduum nati sumus”. Questo seggio era attivo tra il 1200 e il 1800 lungo la strada. Alcuni credono che la “Y” richiamasse l’emblema della scuola di Pitagora.
Tuttavia, il nome della strada sembra derivare dalla sua forma a forcina, in quanto, verso la fine, si biforca, assumendo una struttura simile alla lettera “Y” o a una forcina.
Altre informazioni di interesse
Forcella è uno dei quartieri più antichi e popolari di Napoli, situato nel centro storico, tra Via Duomo, via Foria e via Carbonara; le origini di Forcella risalgono all’epoca greco-romana, e nel Medioevo era già una zona vivace e centrale per la vita cittadina.
Nel corso del XX secolo, il quartiere ha vissuto un periodo di degrado e difficoltà socio-economiche, tipiche di molte aree popolari della città; tuttavia, negli ultimi decenni sono stati avviati diversi progetti di riqualificazione urbana, come il programma “Forcella che riparte” promosso dalla Regione Campania nel 2016, che ha contribuito a migliorare infrastrutture e servizi e a valorizzare il patrimonio storico e culturale del quartiere.
Forcella ospita importanti testimonianze architettoniche e religiose, tra cui la Chiesa di San Giorgio Maggiore e la Chiesa di Santa Maria della Colonna, simboli della lunga storia del quartiere. Inoltre, il quartiere è noto per la sua vivace vita popolare, con mercati tradizionali, botteghe artigiane e una forte identità culturale, espressa anche attraverso la diffusione di street art e murales che raccontano storie di comunità e riscatto sociale.
Oggi Forcella rappresenta un esempio di resilienza urbana, in cui la combinazione di interventi pubblici e l’impegno della società civile stanno contribuendo a trasformare un’area storicamente marginalizzata in un luogo di cultura e partecipazione sociale.
Siti e monumenti di interesse
Chiesa di San Giorgio Maggiore
La Chiesa di San Giorgio Maggiore, conosciuta anche come Chiesa delle Crocelle ai Mannesi, è una delle chiese più antiche e affascinanti di Napoli. Situata tra via Duomo e piazzetta Crocelle ai Mannesi, rappresenta una testimonianza vivente della storia e dell’arte partenopea.
Fondata tra la fine del IV e gli inizi del V secolo dal vescovo San Severo, la chiesa era inizialmente conosciuta come “la Severiana” in onore del suo fondatore; nel IX secolo, l’edificio fu intitolato a San Giorgio, il martire guerriero, simbolo della lotta contro i Longobardi.
Durante il Medioevo, fu una delle quattro principali parrocchie di Napoli. Nel 1640, un incendio distrusse gran parte della struttura, che fu successivamente ricostruita dall’architetto Cosimo Fanzago, il quale invertì l’orientamento dell’edificio, spostando l’ingresso principale nell’area dell’antica abside. Nel XIX secolo, durante i lavori di ampliamento di via Duomo, una parte della chiesa fu demolita per fare spazio alla nuova strada.
L’interno della chiesa presenta una pianta a navata unica, coperta da tre cupole, di cui la centrale è più ampia e le altre due laterali sono più basse.
L’altare maggiore, realizzato nel 1786 da Camillo Lionti, è arricchito da sculture di Angelo Viva che rappresentano l’Orazione e la Chiesa.
Alle spalle dell’altare si trova una coppia di colonne ioniche che chiudono la nuova abside a pianta rettangolare; nel presbiterio sono visibili due grandi tele di Alessio D’Elia: “San Severo che resuscita un morto” e “San Giorgio che uccide il drago”.
Quest’ultima copre un affresco precedente di Aniello Falcone, risalente al 1645, che rappresenta la stessa scena e che può essere ammirato spostando il dipinto di D’Elia grazie a un pannello mobile.
Un elemento di particolare interesse è la cattedra di San Severo, situata addossata al terzo pilastro destro della chiesa: secondo la tradizione, si tratta della cattedra originale utilizzata dal vescovo San Severo, anche se studi più recenti suggeriscono che sia stata realizzata in epoca medievale utilizzando marmi di spoglio.
Chiesa di Santa Maria della Colonna
La Chiesa è un pregevole esempio di architettura barocca situato nel cuore del centro storico di Napoli, precisamente in via Tribunali, nel Largo dei Girolamini. Fondata nel 1580 dal religioso francescano Marcello Fossataro, la chiesa inizialmente ospitava un orfanotrofio destinato ai fanciulli abbandonati. Successivamente, nel 1590, divenne sede del Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, uno dei primi conservatori musicali di Napoli, dove si formarono compositori illustri come Giovanni Battista Pergolesi.
La facciata della chiesa, progettata dall’architetto Antonio Guidetti nel 1715, è caratterizzata da un portale in piperno sormontato da una decorazione in stucco e da una lapide marmorea. Ai lati della facciata si trovano due statue in stucco, mentre il livello superiore presenta una grande finestra circondata da elaborate decorazioni.
L’interno della chiesa presenta una pianta a croce greca con cupola e decorazioni realizzate dallo stuccatore Costantino D’Adamo. Il coro ligneo, intagliato da Domenico Bertone, è anch’esso di notevole pregio. Sopra i tre altari si trovano altrettanti dipinti di Paolo De Matteis, raffiguranti scene sacre.
Dopo un lungo periodo di abbandono, la chiesa è stata restaurata grazie ai fondi del Grande Progetto Unesco per il Centro Storico di Napoli. I lavori, terminati nel febbraio 2018, hanno restituito l’edificio alla città, destinandolo a sede di mostre, eventi culturali e convegni. Il complesso comprende anche un chiostro monumentale, realizzato alla fine del XVI secolo, che è stato anch’esso oggetto di restauro.
Attualmente, la chiesa è aperta al pubblico e accessibile durante gli eventi programmati.
Link utili
Informazione sui Seggi di Napoli: https://www.historiaregni.it/i-seggi-di-napoli/
Fonti
Foto: Flickr.com
wikipedia.org
Le strade di Napoli – Gino Doria
Le strade di Napoli – Romualdo Marrone


