Il rapporto tra il napoletano e la seppia è antico e profondo: animale comune nel golfo, ma soprattutto creatura nota per la sua capacità di rilasciare un nero intenso, impenetrabile, capace di nascondere e sporcare. Non stupisce, quindi, che proprio questo “niro ‘e seccia” sia diventato nel tempo metafora potente per parlare di sfortuna, rancore, maledizioni scherzose o meno, e atteggiamenti che portano nuvole nere nella vita altrui.
Di seguito, una piccola raccolta di verbi, espressioni, motti e filastrocche che hanno in comune proprio ’a seccia e il suo simbolico inchiostro.
Siccià
Ad litteram: Agire “come la seppia”.
Significato
Il verbo siccià significa portare sfortuna, esercitare – volontariamente o involontariamente – una sorta di influenza negativa sulle situazioni o sulle persone. È una forma verbale che deriva direttamente dall’immagine della seppia che, rilasciando il suo nero, “contamina” l’ambiente attorno a sé.
Si può usare in frasi come: “’o staje siccianno” (gli stai gufando contro) oppure “Appena è trasuto, ha sicciato tutte ‘e ccose”
A differenza di espressioni più figurate o scherzose, siccià è un verbo di uso immediato, colloquiale, che rende con una sola parola l’idea di attirare o diffondere jella, proprio come la seppia diffonde il suo nero nell’acqua.
Menà ’a seccia
Ad litteram: Tirare la seppia (ossia far uscire il nero della seppia).
Significato
L’espressione indica il maledire qualcuno, augurargli disgrazie o rovesci di fortuna. Come il nero della seppia che, una volta rilasciato, si attacca e macchia tutto ciò che tocca, così la maledizione “si appiccica” simbolicamente alla persona a cui è diretta.
Una formula che mescola ironia e superstizione, tipica del colorito linguaggio partenopeo.
’A seccia è sempe ’a soccia, ’o patrone sempe ’ncoccia, ’ncoccia pecchè è patrone, ave tuorto e adda avè raggione
Ad litteram: La sfortuna è sempre la stessa, il padrone sempre insiste; insiste perché è il padrone, ha torto ma deve avere ragione.
Significato
Una filastrocca popolare, dal ritmo cantilenante, che ribadisce un concetto ben noto nelle culture tradizionali: chi comanda ha sempre ragione, anche quando evidentemente non ce l’ha.
Qui la seppia diventa metafora della sfortuna costante, qualcosa che ritorna sempre uguale a se stessa, proprio come il comportamento cocciuto del padrone.
Fa’ ’a seccia
Ad litteram: Fare la seppia.
Significato
Si dice di chi, con la sua presenza o con le sue parole, sembra portare iella, far andare male le cose, “annerire” un momento o una situazione.
È la persona che, come la seppia, rilascia il suo nero ovunque passi: un atteggiamento fastidioso, a volte inconsciamente, altre intenzionalmente.
’Nce ha jettato ’o nniro ’e seccia
Ad litteram: Gli ha buttato il nero di seppia.
Significato
Questa espressione si usa quando qualcuno scarica tutto il rancore, l’amarezza o l’astio che covava verso un’altra persona; oppure quando le rivolge un vero e proprio anatema, un augurio di sventura.
Il nero della seppia diventa qui immagine del rancore concentrato che, una volta gettato, “oscura” chi lo riceve.
Purtà seccia!
Ad litteram: Portare sfortuna.
Significato
Una variante sintetica dell’idea già vista: la seppia, con il suo nero, evoca la sfortuna stessa. Dire che qualcuno “porta seppia” equivale ad accusarlo di essere un portatore di cattiva sorte, una presenza poco gradita in momenti delicati.
Marcà a seccia
Ad litteram: Mostrarsi come seppia.
Significato
Anche qui il riferimento è al gesto dell’animale: gettare inchiostro per confondere. In senso figurato, significa gettare sfortuna, comportarsi da iettatore, essere colui che, con parole o atti, sembra spargere intorno a sé un alone negativo.
Conclusione
Il mondo linguistico napoletano è ricco di immagini vive, concrete, e la seppia – con il suo nero – è una di quelle metafore che meglio raccontano la capacità popolare di trasformare un fenomeno naturale in un simbolo culturale.
Che sia per scherzo, superstizione o poesia quotidiana, ’a seccia continua a “nuotare” nel linguaggio di tutti i giorni, pronta a tingere di significato ogni battuta o proverbio.


