Nato a Napoli il 10 agosto 1907, Beniamino Maggio fu il terzo di ben sedici fratelli, tutti attori, figli d’arte di Domenico “Mimì” Maggio e Antonietta Gravante, una vera dinastia teatrale partenopea, che ha dato lustro al teatro italiano per tutto il Novecento.
Sin da bambino Beniamino calca le tavole del palcoscenico, muovendosi con naturalezza tra le scene dell’avanspettacolo, per poi affermarsi nella rivista accanto al fratello Dante. Il teatro era per lui casa e vocazione.
Eduardo, la televisione e la nuova comicità
Il 1954 segna una svolta nella sua carriera: entra nella compagnia di Eduardo De Filippo, portando il suo talento comico e la sua sensibilità nel repertorio teatrale più impegnato. Nove anni dopo debutta in televisione nella commedia musicale Rinaldo in campo di Garinei e Giovannini, entrando nelle case degli italiani in un’epoca in cui la TV era ancora arte condivisa (fonte: Enciclopedia dello Spettacolo, Garzanti).
Il cinema popolare e la voce di Napoli
Negli anni ’50 e ’60 diventa un volto familiare del cinema popolare napoletano. Partecipa a decine di pellicole, alternando commedie musicali, drammoni sentimentali e film comici in cui recita spesso accanto ai fratelli Dante, Pupella e Rosalia. Tra i suoi film più noti: Luna rossa (1951), Città canora (1952), …e Napoli canta! (1953), Te sto aspettanno (1957), La pagella (1980). La sua recitazione era asciutta ma espressiva, mai sopra le righe, in perfetto equilibrio tra veracità e poesia.
Una voce che si fa canzone
Non solo attore, Beniamino fu anche interprete di brani musicali. Nel 1958 incide Sophia/Attenti alle donne e nel 1965 il divertente Mannaggia ‘o ventinove, esempio della sua capacità di raccontare Napoli con ironia affettuosa. La sua discografia, seppur limitata, è uno specchio della Napoli che sorride, anche quando ha poco da sorridere.
L’ultimo applauso con le sorelle
Nel 1983, ormai anziano, condivide il palco con Pupella e Rosalia in È… ‘na sera… ‘e maggio, spettacolo di grande successo diretto da Antonio Calenda: è l’abbraccio teatrale di una famiglia che ha dato tutto alla scena.
Beniamino si spegne a Napoli il 6 settembre 1990, lasciando un’eredità fatta di garbo, sorriso e professionalità artigiana.
Fonti
Wikipedia.org
Enciclopedia dello Spettacolo, Garzanti


