Nato a Napoli il 23 febbraio 1835, Celentano è stato il “ragazzo prodigio” di una stagione artistica irripetibile: in una vita durata solo ventotto anni, ha saputo compiere una rivoluzione silenziosa, spostando l’asse dell’arte napoletana verso un realismo psicologico che avrebbe influenzato intere generazioni.
La rottura con l’Accademia e la Scuola di Resìna
Formatosi sotto la guida di Giuseppe Mancinelli, Bernardo si stancò presto delle pose ingessate e dei soggetti mitologici fini a se stessi. Insieme a Domenico Morelli e Filippo Palizzi, divenne uno dei motori del rinnovamento artistico meridionale. Fu tra gli animatori della cosiddetta Scuola di Resìna, che predicava il ritorno alla natura e al “vero”, rifiutando le convenzioni accademiche in favore di una pittura che sapesse “respirare”.
Roma e il trionfo dei sentimenti storici
Prima del 1860 si stabilì a Roma. Qui, la sua pittura storica fece un salto di qualità: non cercava più solo la ricostruzione fedele del passato, ma l’anima dei protagonisti. La sua opera più celebre, Il Consiglio dei Dieci, è un capolavoro di tensione: la luce che taglia gli ambienti e i volti segnati dal potere e dal sospetto rendono il quadro quasi una scena cinematografica ante litteram.
Una fine prematura
Bernardo Celentano morì a Roma nel 1863, a soli 28 anni, nel pieno della sua maturazione.
Fu sepolto nella Chiesa di Sant’Onofrio al Gianicolo, un luogo che ospita le spoglie dei grandi (come Torquato Tasso), a testimonianza del prestigio che era riuscito a guadagnarsi in così poco tempo. Oggi, i suoi studi, i suoi bozzetti nervosi e i suoi oli vibranti sono custoditi gelosamente tra la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e l’Accademia di Napoli.
Bernardo Celentano è stato il ponte tra la grande tradizione del passato e la modernità. Ha tolto alla pittura storica quel velo di polvere e retorica, portando sulla tela la carne, il sangue e le emozioni degli uomini. Se Napoli oggi è considerata una delle capitali mondiali del verismo ottocentesco, lo deve anche al coraggio e alla brevissima, sfolgorante carriera di questo giovane visionario.
Fonti
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Wikipedia.org
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Bernardo Celentano: due settennii nella pittura, memorie pubblicate dal fratello Luigi Celentano (1883).
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L’Ottocento italiano, a cura di S. Bietoletti e M. Dantini.
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