’O ‘ngignere d’ ‘o Vesuvio

Contenuto
’O ‘ngignere d’ ‘o Vesuvio

Ad litteram
L’ingegnere del Vesuvio

Significato

Tra le espressioni più ironiche del dialetto napoletano, “’O ’ngignere d’ ’o Vesuvio” è usata per indicare chi costruisce ragionamenti complicati, si arrampica sugli specchi e cerca di convincere gli altri senza portare prove: un abile parlatore, ma spesso inconcludente.
L’origine risale ai primi anni del Novecento e ha radici reali. Non si riferisce all’ingegnere Olivieri della funicolare, bensì allo svizzero Emil Strub, che progettò una ferrovia a cremagliera tra il santuario di Pugliano, San Vito e l’Eremo. La linea, lunga 7,5 km, fu inaugurata il 28 settembre 1903 e permetteva di raggiungere in poche ore il Vesuvio, molto più velocemente delle carrozze a cavalli.
L’opera suscitò curiosità, entusiasmo e grande popolarità tra i viaggiatori.
La fama dell’ingegnere, però, fu presto trasformata in ironia dal popolo napoletano: quell’uomo capace di domare il Vesuvio con ingegno e calcoli divenne metafora di chi si atteggia a grande esperto, pieno di parole difficili e discorsi tortuosi. Così nacque l’espressione, che ancora oggi fa sorridere, esempio perfetto di come Napoli sappia trasformare la storia in colore, leggenda e bonaria presa in giro.

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