Municipalità 2 – Quartiere S. Giuseppe
Cap: 80134
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La strada prende il nome dall’omonimo palazzo, costruito nella seconda metà del XVI secolo dal Marchese D’Avalos del Vasto su un terreno acquisito dai Pignatelli di Monteleone.
Il terreno faceva parte di un enorme giardino (“Biancomangiare“) che si estendeva fino alla Pignasecca.
Altre informazioni di interesse
Nessuna informazione presente
Siti e monumenti di interesse
Palazzo Carafa di Maddaloni
Il palazzo, noto anche come Palazzo Maddaloni, è uno dei più significativi esempi di architettura barocca a Napoli. Situato al civico 6, tra via Toledo e via Sant’Anna dei Lombardi, nel cuore del centro storico, il palazzo occupa un intero isolato e rappresenta un importante tassello del patrimonio artistico e culturale della città.
La costruzione del palazzo iniziò tra il 1580 e il 1585 per volontà del Duca Cesare d’Avalos, che acquistò il terreno dalla famiglia Pignatelli di Monteleone. Successivamente, nel XVII secolo, l’edificio passò al banchiere fiammingo Gaspare Roomer e, intorno al 1650, fu acquistato da Diomede V Carafa, duca di Maddaloni e consigliere di Alfonso V d’Aragona. Quest’ultimo affidò i lavori di ristrutturazione all’architetto Cosimo Fanzago, che trasformò la struttura secondo il gusto barocco dell’epoca, intervenendo sulla facciata, sullo scalone, sul porticato e sul loggiato.
La facciata principale su via Maddaloni è caratterizzata da un grandioso portale in marmo e piperno, costituito da un arco d’ingresso a tutto sesto con una rosta lignea del Seicento; ai lati del portale si ergono coppie di paraste tuscaniche sovrapposte in bugne alternate, sormontate da una trabeazione interrotta da un apparato scultoreo in cartigli e da un’edicola tonda cava che ospitava il busto di Diomede V Carafa.
All’interno, il palazzo presenta un androne con volta affrescata da Fedele Fischetti e un cortile di pianta rettangolare con una rampa di scale a due luci. Al piano nobile si trovano diverse sale affrescate da artisti come Giacomo del Pò, Francesco Di Maria, Francesco De Mura e lo stesso Fischetti.
Tra le sale principali spicca la Sala Maddaloni, una grande galleria da ballo decorata con affreschi raffiguranti le Storie del trionfo di Alfonso d’Aragona, iniziati da Giacomo del Pò e completati da Fedele Fischetti tra il 1766 e il 1770. Questa sala fu utilizzata per eventi teatrali, musicali e di danza, ospitando artisti come Alessandro e Domenico Scarlatti, Giovanni Battista Pergolesi e Leonardo Leo.
Nel corso del tempo, il palazzo ha subito diverse trasformazioni. Nel 1806, a causa di debiti, la famiglia Carafa fu costretta a vendere la proprietà, che fu frazionata e ceduta a vari nobili. Nel corso del XIX e XX secolo, l’edificio ospitò la Suprema Corte di Giustizia e fu residenza di personalità come il sindaco di Napoli Luigi Miraglia.
Oggi, il palazzo è in parte adibito a residenza privata e in parte utilizzato per eventi culturali e mostre temporanee, rappresentando un patrimonio vivo che continua a raccontare la storia di Napoli.
Link utili
Catalogo Generale dei Beni Culturali.catalogo.beniculturali.it
Come raggiungere via Maddaloni
Fonti
wikipedia.org


