Franco Ricci: il tenore del popolo e delle Americhe

Nato Salvatore Sebastiano il 18 febbraio 1916, Franco Ricci cresce tra i vicoli della Sanità con una dote naturale fuori dal comune: una voce potente, dai toni morbidi, capace di virtuosismi che ammaliavano le chiese del quartiere; sebbene il padre lo volesse operaio nella fabbrica di famiglia, la sua strada era già segnata tra i banchi del Conservatorio di San Pietro a Majella.

Dal San Carlo alla trincea di Piedigrotta

Dopo aver interrotto gli studi a causa della guerra, Ricci esordisce nel tempio della lirica, il Teatro San Carlo, partecipando a opere colossali come il Requiem di Berlioz. Ma è nel 1945 che avviene la svolta: con lo pseudonimo di Franco Ricci, interpreta Vierno alla Piedigrotta. È un successo folgorante: il brano balza in cima alle classifiche e il suo nome diventa sinonimo di una Napoli che vuole ricominciare a cantare dopo il dolore del conflitto.

L’ascesa nazionale: Sanremo e i trionfi festivalieri

Ricci è stato un pioniere: nel 1952 vince la prima edizione del Festival della Canzone Napoletana con Desiderio ‘e sole, in coppia con Nilla Pizzi; nel 1954, su esplicito invito di Totò, diventa il primo cantante napoletano a sbarcare al Festival di Sanremo, dove conquista il terzo posto con la celebre …e la barca tornò sola.
La sua tecnica impeccabile gli permetteva di scherzare con il pubblico emettendo suoni anche a bocca chiusa, un “marchio di fabbrica” che testimoniava la sua assoluta padronanza del mezzo vocale.

La “star” internazionale

Dagli anni ’60, Ricci diventa un’icona mondiale; mentre in Italia la musica cambiava, lui conquistava gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia. New York, Chicago e Sydney lo acclamavano come il simbolo vivente della melodia partenopea. Era l’uomo che portava un pezzo di Napoli a chi era lontano da casa, rendendo meno amara la nostalgia con la sua voce da tenore “prestato” alla musica leggera.

Si ritira nel 1971 per dedicarsi alla pittura e alla composizione, tornando solo raramente in TV per regalare al pubblico le ultime perle di una carriera leggendaria, conclusasi nel 1997 proprio dopo un’apparizione da Paolo Limiti.

Ho cantato per i re e per gli emigranti, ma la mia voce è rimasta sempre quella di un ragazzo della Sanità.

Franco Ricci ha saputo nobilitare la canzone napoletana senza mai renderla distante. Ha portato la tecnica della lirica dentro la melodia popolare, creando uno stile elegante e potente che ha fatto scuola. È stato il ponte tra la tradizione colta del Conservatorio e il cuore pulsante dei vicoli, diventando il volto di una Napoli orgogliosa e universale.

Fonti

  • Wikipedia.org

  • Festival e Premi

    • Archivio storico del Festival della Canzone Napoletana (Vincitore 1952).

    • Archivio Festival di Sanremo (1954).

  • Discografia

    • Incisioni storiche Phonotype e Columbia (1945-1960).

    • Raccolte di classici napoletani pubblicate per il mercato estero (USA/Australia).

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