Devo ammetterlo: a volte, i migliori progetti nascono per pura e fortuita casualità.
Qualche giorno fa, mi è capitato tra le mani l’estratto di un’opera monumentale: le “Notizie del bello e dell’antico e del curioso della città di Napoli” del Canonico Carlo Celano, ripubblicate e aggiornate da Giovanni Battista Chiarini scrittore francescano, nel 1856.
Non si tratta di un semplice libro, ma di una vera e propria macchina del tempo; leggere le descrizioni di Celano, arricchite dalle note del Chiarini che portano la narrazione fino alla metà dell’Ottocento, è stato come ricevere una mappa segreta per esplorare una Napoli che oggi non c’è più, o che esiste solo per occhi molto attenti.
Il fascino del passato e la rinascita di Porta Capuana
La mia curiosità è stata subito catturata, ad esempio, dalle pagine dedicate all’area di Porta Capuana e della strada di Carbonara, quando l’autore mi ha trascinato indietro fino al drammatico 1656, l’anno della grande pestilenza.
È qui che si sviluppa l’episodio straordinario che unisce arte e destino: la storia di “Fra” Mattia Preti (Taverna, 25 febbraio 1613 – La Valletta, 3 gennaio 1699) pittore calabrese, detto il Cavaliere Calabrese, in quanto nato proprio nella vicina Calabria, cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano (o Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, oggi noto come Ordine di Malta).
L’appellativo di “Fra” che a volte lo precede, come in “Fra Mattia Preti”, si riferiva al suo status di Cavaliere di Giustizia all’interno dell’Ordine, un titolo onorifico che portava l’abito religioso (di conseguenza, era un religioso, ma non un frate nel senso stretto di appartenente a un ordine mendicante come Francescani o Domenicani).
Mattia Preti era in fuga, in quanto reo di omicidio e condannato a morte; ma il Consiglio Collaterale (organo politico e giurisdizionale supremo e più importante del Regno di Napoli durante il lungo periodo del Vicereame spagnolo de XVI-XVIII secolo), con una decisione memorabile, lo graziò in nome della sua arte, pronunciando la sentenza illuminata: “Excellens in arte non debet mori“ (l’eccellente nell’arte non deve morire).
Il suo riscatto? Affrescare le porte della città come voto alla Vergine e ai Santi Protettori, dipingendo una Napoli straziata dai cadaveri e supplicante; quegli affreschi, pur deteriorati e rifatti nel tempo (come quello di Gennaro Maldarelli), racchiudono il trauma e la fede di un’epoca.

E come non emozionarsi di fronte alla descrizione del 10 maggio 1734, quando Porta Capuana divenne un arco di trionfo per l’ingresso di Carlo Borbone, evento che segnò la rinascita dell’indipendenza del Regno?
Il progetto: ridisegnare le “Giornate” del Celano
Questo ritrovamento è più di una semplice lettura; è una vera e propria ispirazione. Chi mi segue sa che il mio sito ha una sezione dedicata alla Toponomastica Napoletana, con oltre 500 strade descritte, un viaggio costante alla scoperta del perché le nostre vie portano certi nomi e cosa è presente in esse. Ora, grazie al Canonico Celano e all’editore Chiarini, ho tra le mani il perfetto canovaccio per un progetto ambizioso: rifare il loro percorso, modernizzandolo.
L’idea è semplice e affascinante: ora che sono ritornato a vivere a Napoli, seguire le antiche “Giornate” descritte nel libro, muovendomi fisicamente sui luoghi citati. Voglio scoprire cosa resta oggi di quelle memorie:
- com’è oggi Porta Capuana? sopravvive ancora lo spirito della pittura votiva?
- cosa rimane del Monumento a San Gennaro presso Santa Caterina a Formello, eretto per lo scampato pericolo dell’eruzione del 1707?
- le navate della Chiesa di S. Caterina, lodate per l’architettura e la cupola che fu la prima a Napoli, conservano ancora i sepolcri degli Spinelli e la memoria dei 240 Martiri di Otranto?
Il mio obiettivo non è solo descrivere i monumenti, ma confrontare il “bello e l’antico” del 1856 con il “curioso” della Napoli di oggi.
È un’occasione unica per onorare il lavoro storiografico di questi eruditi e fornire ai lettori del mio sito un doppio sguardo sulla città: quello cristallizzato della storia e quello dinamico della contemporaneità.
Tenetevi pronti, perché il viaggio sulle orme del Canonico Celano… potrebbe cominciare a breve.


