Mino Damato, il giornalista che portò la realtà in TV

Nel panorama giornalistico e televisivo italiano della seconda metà del Novecento, pochi nomi hanno saputo coniugare rigore, coraggio e passione civile come quello di Mino Damato: nato a Napoli il 1° dicembre 1937, fu una delle figure più originali della TV italiana, un giornalista capace di dare voce a chi non ne aveva, di guardare negli occhi la sofferenza e di raccontarla senza retorica.

Dopo gli studi classici e un percorso iniziale nel giornalismo scritto, Damato approdò presto alla televisione, dove la sua personalità empatica e incisiva trovò terreno fertile; negli anni Settanta e Ottanta divenne volto noto dei programmi di approfondimento e dei reportage internazionali: il suo modo diretto e mai banale di raccontare i fatti lo rese immediatamente riconoscibile.
Non era un giornalista da studio: amava stare tra la gente, nei luoghi dove la storia accadeva davvero.

Ma la sua fama crebbe soprattutto grazie all’impegno sociale: fu tra i primi a dare spazio in televisione alle tragedie dei bambini nei Paesi colpiti da guerre e malattie; in particolare, si legò alla causa dei piccoli malati di AIDS e di leucemia, portando le loro storie davanti al grande pubblico con una delicatezza che colpiva nel profondo. Il suo volto segnato dall’emozione, i suoi silenzi, valevano spesso più di mille parole.

La sua attività giornalistica non fu mai disgiunta dall’azione concreta: fondò associazioni e promosse campagne di solidarietà, convinto che chi informa ha anche una responsabilità verso chi soffre. Proprio questo impegno gli valse l’affetto di milioni di italiani.

Mino Damato se ne andò nel 2010, lasciando dietro di sé l’immagine di un uomo autentico, che seppe dare alla TV un’anima civile e alla parola “giornalista” un significato pieno; a Napoli, sua città natale, è ancora ricordato con affetto per la sua capacità di guardare al mondo senza mai dimenticare le proprie radici.

Fonti

  • Treccani – Dizionario Biografico

  • Rai Teche – Archivio storico

  • Corriere della Sera – Archivio digitale

  • La Repubblica – articoli commemorativi (2010)

Comments
All comments.
Comments
error: Questo contenuto è protetto da Copyright!