Nascita: ca. 1381, Roccaporena (Cascia)
Morte: 22 maggio 1457, Cascia
Protettore di: casi impossibili e disperati, donne malmaritate, famiglie, esami, serenità coniugale
Proclamazione come patrona di Napoli: 1928
Si festeggia il: 22 maggio
Racconto della vita
Nata nel piccolo borgo di Roccaporena, Margherita Lotti — detta Rita — desiderava fin da giovanissima consacrarsi a Dio, ma per volere della famiglia andò in sposa a Paolo di Ferdinando di Mancino, uomo dal carattere aspro e incline alla violenza. Con straordinaria pazienza, dolcezza e costante preghiera, Rita riuscì a trasformare il cuore del marito, conducendolo a una vita pacifica.
La sua esistenza fu tuttavia segnata da tragedie immense: dopo l’uccisione del consorte in un’imboscata, Rita pregò affinché i due figli giovani non si macchiassero del peccato di vendetta sanguinosa; entrambi morirono poco tempo dopo per malattia, salvando così la propria anima. Rimasta sola, superò l’odio e pacificò la faida tra le famiglie rivali, riuscendo infine a coronare il sogno di entrare nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia.
Lì visse per quarant’anni in rigorosa penitenza e contemplazione della Passione di Cristo. Nel 1442 ricevette sulla fronte la prodigiosa stigmata di una spina della corona di Gesù, che portò con dolore e amore fino alla morte. A lei è associato il celebre miracolo della rosa e dei fichi maturati in pieno inverno nella sua Roccaporena, simbolo della fioritura della speranza anche nei momenti più aridi.
Perché è patrona di Napoli
Il popolo napoletano nutre una devozione visceralmente profonda per Santa Rita, trovando nella sua figura un punto di riferimento morale e spirituale immenso. La città, da sempre segnata da forti contrasti e da una profonda sofferenza riscattata dalla dignità, vede in Rita la “Santa degli impossibili”: un’icona di resilienza femminile, capace di affrontare il dolore familiare, la perdita e l’ingiustizia con la sola forza della fede e dell’amore. Proclamata compatrona nel 1928, è invocata quotidianamente dalle madri, dalle spose e da chiunque viva situazioni umane apparentemente senza via d’uscita.
La festa a Napoli
Il 22 maggio la città di Napoli si profuma di rose in occasione della memoria liturgica della Santa di Cascia. Le celebrazioni toccano il vertice nella chiesa di San Nicola alla Carità in Via Toledo e nel complesso di Sant’Agostino alla Zecca, oltre che in numerose parrocchie rionali. Migliaia di fedeli partecipano al tradizionale rito della benedizione delle rose, portando i fiori benedetti alle persone malate e alle famiglie come segno di protezione e di grazia.


