Municipalità 1 – Quartiere S. Ferdinando e Chiaia
Cap: 80121
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La piazza della Vittoria celebra la grande vittoria cristiana nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 contro i turchi.
e si apre sul mare dove ospita il monumento ai caduti del mare, che unisce un basamento ottocentesco a una colonna romana rinvenuta in via dell’Anticaglia.
Altre informazioni di interesse
La piazza ospitava, all’interno del palazzo Statella, anche l’Albergo della Vittoria, citato da Dumas, il Caffè Recupero, un punto di ritrovo per la nobiltà napoletana e il Caffettuccio, ora sede del negozio Marinella, uno dei più famosi al mondo.
Siti e monumenti di interesse
Chiese
Chiesa di Santa Maria della Vittoria
La Chiesa di Santa Maria della Vittoria, un significativo esempio di architettura religiosa barocca, fu edificata nel 1572 per commemorare la vittoria della Lega Santa contro l’Impero Ottomano nella Battaglia di Lepanto del 1571.
La costruzione fu promossa dai padri Carmelitani, successivamente passata ai padri teatini grazie a una donazione di Giovanna d’Austria, figlia del comandante Giovanni d’Austria, vincitore della battaglia.
La chiesa presenta una struttura rettangolare con muri perimetrali in tufo, volta a botte e cupola. Nel corso degli anni, l’edificio è stato inglobato da costruzioni successive, rendendo la facciata meno riconoscibile.
Attualmente, la chiesa è sconsacrata e non è aperta al culto. Tuttavia, rappresenta un importante patrimonio storico e culturale della città di Napoli.
Palazzi
Palazzo Statella
Il Palazzo Statella, che fu costruito negli anni ’30 del XIX secolo per volere della famiglia Statella, principi di Cassaro, rappresenta un esempio significativo di architettura neoclassica nella città: si distingue per la sua facciata neoclassica, caratterizzata da un portale centrale a tutto sesto in piperno con bugne lievemente accennate.
La struttura si eleva su quattro piani, escluso il mezzanino, e presenta finestre decorate con semplici cornici sormontate da trabeazioni. Nel dopoguerra, l’edificio è stato sopraelevato di un piano.
Recentemente, i prospetti esterni del palazzo sono stati restaurati, restituendo all’edificio il suo aspetto originario.
Altri siti di interesse
Galleria della Vittoria
Non distante dalla piazza esiste la terza Galleria cittadina: la Galleria della Vittoria. Inaugurata nel 1929, è un’imponente opera urbana del regime fascista, lunga 609 metri, larga 36 e alta 22. Collega Via Acton al Molosiglio con l’incrocio tra via Chiatamone, via Morelli e via Arcoleo.
Per realizzarla, furono abbattuti edifici storici come l’Arsenale Borbonico e il Bastione Spagnolo. Il progetto, inizialmente curato dall’ingegnere Monticelli, fu modificato da Michele Guadagno.
La galleria, che ha migliorato il traffico cittadino, fu completata nel 1933.
Villa Comunale
La Villa Comunale di Napoli, un tempo chiamata Villa Reale, è uno dei giardini storici più importanti della città. Si estende lungo la Riviera di Chiaia e via Caracciolo, per oltre un chilometro, e ospita numerose specie arboree tra cui lecci, pini ed eucalipti. Il suo primo nucleo risale al 1697, quando il viceré duca di Medinacoeli piantò un doppio filare di alberi lungo la riviera. Tuttavia, fu tra il 1778 e il 1780 che Ferdinando IV di Borbone trasformò l’area in un giardino urbano, ispirato ai grandi giardini europei come quelli del Prado di Madrid. Il progetto fu affidato a Carlo Vanvitelli, figlio del celebre Luigi.
Nel XIX secolo, la villa fu ampliata e riorganizzata con l’intervento degli architetti Stefano Gasse e Paolo Ambrosino, e fu aggiunta una nuova area verso piazza della Repubblica. Nel 1869 assunse la denominazione di “Villa Comunale”, e negli anni successivi vennero realizzati numerosi interventi di ristrutturazione, tra cui l’ampliamento verso il mare dopo la colmata di via Caracciolo.
Oggi la villa ospita numerose sculture, fontane e monumenti architettonici, tra cui il Tempietto di Torquato Tasso, la Casina Pompeiana e la Cassa Armonica. La villa è anche sede di eventi culturali, come concerti e spettacoli, ed è un punto di riferimento per i napoletani e i turisti.
La stazione Zoologica Anton Dohrn

La Stazione Zoologica di Napoli, fondata nel 1872 dal naturalista tedesco Anton Dohrn, è un’importante istituzione di ricerca scientifica e il più antico acquario d’Italia; situata nella Villa Comunale, tra via Caracciolo e la Riviera di Chiaia, è dedicata allo studio della biologia marina, in particolare dell’evoluzione e della fauna del Mediterraneo.
L’idea di Dohrn di creare una stazione zoologica a Napoli nasce dalla sua passione per la teoria dell’evoluzione di Darwin e dalla ricca biodiversità del mar Mediterraneo. Dopo aver ottenuto un terreno dal comune, il progetto si concretizzò nel 1873 con la costruzione del primo edificio. L’acquario, supervisionato dall’ingegnere inglese William Alford Lloyd, aprì nel 1874 ed è il secondo più antico acquario ancora in funzione, preceduto solo dal Sea Life di Brighton.
La stazione si distinse per l’innovativa organizzazione, che prevedeva la libera ricerca scientifica, il supporto tecnologico avanzato e la vendita di campioni biologici. Più di 2.000 scienziati internazionali vi hanno lavorato, contribuendo allo sviluppo delle scienze biologiche. Dohrn riuscì a garantire l’indipendenza finanziaria della Stazione, facendola autofinanziare attraverso l’affitto di spazi di ricerca e la vendita di preparati biologici.
Anton Dohrn
Anton Dohrn (29 settembre 1840 – 26 settembre 1909) è stato un biologo, zoologo e naturalista tedesco; originario di Stettino (oggi Szczecin, in Polonia), Dohrn studiò medicina e scienze naturali nelle università di Königsberg, Berlino e Jena. Fu allievo del celebre biologo Ernst Haeckel, con il quale condivise l’interesse per l’evoluzionismo darwiniano.
Dohrn si appassionò all’idea che la ricerca biologica dovesse avere un carattere sperimentale e interdisciplinare. Il suo sogno era creare un luogo dove scienziati da ogni parte del mondo potessero condurre ricerche sul mare e sulla fauna marina.
Nel 1872 fondò, a Napoli, la Stazione Zoologica, oggi nota come Stazione Zoologica Anton Dohrn.
Anton Dohrn fu un innovatore: promosse il concetto di ricerca internazionale e collaborativa molto prima che diventasse norma; sostenne la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin, da cui trasse ispirazione anche per il nome di una delle sale del museo (Darwin-Dohrn); contribuì allo sviluppo della biologia marina come disciplina autonoma
Link utili
Come raggiungere Piazza Vittoria
Link utili
wikipedia.org


