Municipalità 2 – Quartiere Porto
Cap: 80133
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La piazza, più nota come piazza delle Borsa, collocata tra il Corso Umberto I, Mia Marchese Campodisola, via Agostino De Pretis e via Cardinale Guglielmo Sanfelice è intitolata Giovanni Bovio (Trani, 6 febbraio 1837 – Napoli, 15 aprile 1903) che è stata una delle figure intellettuali e politiche più carismatiche dell’Italia post-unitaria. Filosofo, giurista e deputato repubblicano, fu un uomo dalla coerenza ferrea, tanto da essere soprannominato “l’apostolo del libero pensiero“.
Nato a Trani e stabilitosi a Napoli, Bovio fu un autodidatta prodigioso: ottenne la cattedra di Filosofia del Diritto all’Università di Napoli dopo un esame d’eccellenza, pur non avendo completato gli studi regolari. Il suo pensiero, laico e anticlericale, divenne il fondamento del Partito Repubblicano Italiano. In Parlamento sedette per decenni tra le file dell’Estrema Sinistra, battendosi per i diritti civili e l’istruzione, e fu tra i massimi esponenti della Massoneria italiana.
Il legame con il figlio Libero è racchiuso già nel nome scelto: chiamandolo Libero, Giovanni volle suggellare i propri ideali di emancipazione e libertà di coscienza. Nonostante la severità intellettuale del padre, Libero non seguì la carriera politica, ma ereditò la sensibilità artistica e l’amore per Napoli, diventando il poeta che avrebbe rivoluzionato la canzone napoletana.
La piazza è stata il cuore del Risanamento che egli stesso visse e descrisse, e dove oggi sorge il monumento che ne celebra l’impegno civile.
Altre informazioni di interesse
Al numero civico 33 morì Giovanni Bovio (Trani, 6 febbraio 1837 – Napoli, 15 aprile 1903), filosofo e politico, sistematizzatore dell’ideologia repubblicana e deputato al Parlamento del Regno d’Italia, padre del poeta Libero Bovio.

A piazza Giovanni Bovio vi è la stazione della Metropolitana Linea 1 Università.
La stazione è una delle tappe più spettacolari del circuito delle “Stazioni dell’Arte” della Linea 1. Inaugurata nel 2011 e progettata dal designer anglo-egiziano Karim Rashid, la stazione rappresenta un’esplosione di colori e forme futuristiche che celebrano l’era digitale, la connettività e il mondo accademico.
Appena scesi, ci si trova immersi in un ambiente pop e visionario: i pavimenti e le pareti sono rivestiti da pattern psichedelici e sculture sinuose, come le “Converging Profiles”, due grandi pilastri neri che riproducono profili umani stilizzati, metafora del dialogo tra le menti. Un altro elemento distintivo è la “Synapsi”, una scultura metallica che evoca la rete neurale del cervello umano, sottolineando il legame tra conoscenza e tecnologia.
Ogni dettaglio è pensato per comunicare ottimismo e creatività. Persino i gradini delle scale mobili riportano parole nate nell’ultimo secolo, come “software” o “virtual”, creando un ponte tra il lessico contemporaneo e la solennità dei palazzi ottocenteschi che attendono i viaggiatori in superficie. Più che una semplice fermata, la stazione Università è un’esperienza sensoriale che trasforma il transito quotidiano in un viaggio nell’innovazione e nel design.
Siti e monumenti di interesse
Palazzi
Palazzo della Borsa
Il Palazzo della Borsa domina Piazza Giovanni Bovio con una mole imponente che incarna perfettamente l’ambizione della Napoli di fine Ottocento. Edificato tra il 1895 e il 1899 su progetto di Alfonso Guerra e Luigi Ferraris, questo capolavoro neorinascimentale nacque per celebrare la potenza economica della città nel cuore del neonato Rettifilo. La sua struttura è celebre per la facciata curvilinea che segue armoniosamente l’andamento della piazza, creando un effetto di continuità monumentale tipico delle grandi capitali europee dell’epoca.
Il basamento dell’edificio è adornato da gruppi scultorei in bronzo di rara bellezza, opera di Luigi De Luca, che raffigurano il Genio che doma la forza, simboleggiato da un giovane che trattiene un toro. Questi dettagli plastici non sono semplici decorazioni, ma rappresentano l’aspirazione dell’uomo al controllo delle energie naturali attraverso l’intelligenza e il commercio. Superato l’ingresso, l’interno rivela il magnifico Salone delle Contrattazioni, uno spazio inondato di luce grazie a una grande copertura in ferro e vetro, dove stucchi raffinati e pavimentazioni preziose ricordano i fasti delle borse internazionali.
Oggi il Palazzo è la sede storica della Camera di Commercio di Napoli e resta uno dei punti fermi dell’identità cittadina, testimoniando il passaggio di Napoli verso una modernità fatta di istituzioni solide e architetture di pregio. La sua collocazione, proprio di fronte al monumento a Giovanni Bovio, crea una scenografia urbana unica, dove la solidità del potere economico incontra lo spirito laico e intellettuale della città, rendendo Piazza Borsa un luogo in cui la storia e la finanza continuano a dialogare nel tempo.
Palazzo dei Telefoni
Il Palazzo dei Telefoni, situato all’angolo tra Piazza Bovio e via Depretis, rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura funzionale e monumentale della Napoli del primo Novecento. Edificato tra il 1922 e il 1925 su progetto dell’architetto Camillo Guerra, l’edificio nacque per ospitare la sede della società telefonica, diventando immediatamente un simbolo del progresso tecnologico che stava trasformando la comunicazione urbana. Nonostante sia stato costruito alcuni decenni dopo il completamento del Rettifilo, il palazzo riesce a integrarsi armoniosamente con l’estetica umbertina circostante, grazie a un linguaggio stilistico che media tra il rigore neoclassico e le prime influenze del modernismo.
La struttura colpisce per la sua solidità visiva, caratterizzata da un basamento bugnato e da una facciata scandita da imponenti paraste che ne accentuano la verticalità. Gli elementi decorativi, pur essendo più sobri rispetto al vicino Palazzo della Borsa, conservano una solennità istituzionale tipica degli edifici pubblici del tempo. Di particolare pregio sono i dettagli nei cornicioni e il portale d’ingresso, che conferiscono all’edificio un’aura di eleganza tecnica.
Oggi il Palazzo dei Telefoni non è solo un testimone della storia delle telecomunicazioni italiane, ma resta un elemento architettonico fondamentale che definisce il carattere sobrio e borghese di Piazza Bovio. La sua posizione strategica all’incrocio con via Depretis lo rende un perno visivo per chi si muove verso il porto o verso Piazza Municipio, confermando come la zona della “Borsa” sia stata capace di evolversi mantenendo una coerenza formale che ancora oggi affascina chi osserva la città con occhio attento.
Chiese
Chiesa di Sant’Agostino alla Zecca
La Chiesa di Sant’Agostino alla Zecca è uno dei complessi religiosi più imponenti e ricchi di storia dell’intero centro antico di Napoli. Situata a brevissima distanza da Piazza Bovio, nell’area storicamente dedicata al conio della moneta, questa basilica fondata nel XIII secolo per volontà di Carlo I d’Angiò ha subito nel corso dei secoli profonde trasformazioni che ne hanno stratificato lo stile e il fascino. Il suo alto campanile e la monumentale facciata barocca, frutto dei rimaneggiamenti settecenteschi di Bartolomeo Vecchione, dominano l’area circostante, rendendo la struttura un punto di riferimento visivo inconfondibile tra i vicoli che si diramano verso il mare.
L’interno della chiesa, caratterizzato da vaste proporzioni che la rendono una delle più grandi della città, custodisce tesori d’arte inestimabili, nonostante le ferite inflitte dal tempo e dai terremoti. Di straordinario valore è la sacrestia, decorata con affreschi di pregio, e l’ampia navata che un tempo ospitava opere di maestri assoluti del barocco napoletano. Oltre al suo valore artistico, il complesso è legato a episodi cruciali della vita civile napoletana: qui, infatti, si tenevano storicamente le adunanze dei sedili di popolo, gli organi amministrativi della città, conferendo al luogo un’importanza che trascendeva l’ambito puramente spirituale.
Negli ultimi anni, la Chiesa di Sant’Agostino alla Zecca è diventata il simbolo di un complesso e appassionato lavoro di recupero e restauro, volto a restituire alla cittadinanza e ai visitatori uno spazio che per troppo tempo è rimasto celato. Passeggiare all’ombra della sua mole monumentale significa confrontarsi con la Napoli dei re e dei mercanti, scoprendo un edificio che, pur trovandosi a pochi metri dal traffico moderno del Corso Umberto I, conserva intatto il silenzio e la maestosità della grande tradizione monumentale partenopea.
Chiesa di Santa Maria di Portosalvo
La Chiesa di Santa Maria di Portosalvo si erge come un candido guardiano all’estremità di via Alcide De Gasperi, a pochi passi da via Marina, rappresentando uno degli esempi più aggraziati di barocco napoletano d’ispirazione marittima. Fondata nel 1554 da una confraternita di marinai e armatori che erano scampati a una violenta tempesta, la chiesa divenne rapidamente il centro spirituale di chiunque affidasse la propria vita alle acque del Mediterraneo. La sua facciata, restaurata nel Settecento, si distingue per la purezza del bianco e per l’eleganza delle decorazioni che incorniciano il portale e le finestre, stagliandosi nitidamente contro il cielo e il blu del vicino porto.
L’interno, sebbene di dimensioni raccolte rispetto alle grandi basiliche cittadine, è uno scrigno di devozione e arte. Le pareti sono arricchite da stucchi raffinati e opere che celebrano il legame indissolubile tra Napoli e il mare, tra cui spiccano dipinti che invocano la protezione della Vergine sui naviganti. Un dettaglio che rende questo luogo unico è la guglia di Portosalvo, situata proprio accanto alla chiesa: un piccolo monumento votivo eretto come ringraziamento per la protezione divina, che ancora oggi funge da bussola spirituale per il quartiere.
Nonostante il frenetico scorrere del traffico moderno che la lambisce, la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo conserva un’atmosfera sospesa e serena. La sua posizione isolata, sopravvissuta ai grandi abbattimenti del Risanamento e alle trasformazioni post-belliche, la rende una preziosa testimonianza della Napoli che viveva in simbiosi con il suo litorale. Per chi passeggia dal Corso Umberto verso il mare, questo gioiello barocco offre una sosta di bellezza autentica, ricordando che ogni pietra della città è legata a una storia di fede, coraggio e gratitudine.
Cose di interesse e curiosità
La statua di Vittorio Emanuele II
Il cuore di Piazza Bovio è dominato dal monumentale gruppo scultoreo dedicato a Vittorio Emanuele II, un’opera che suggella l’identità sabauda e unitaria impressa alla città durante il Risanamento. Realizzata dagli scultori Tommaso Solari e Alfonso Balzico, la statua equestre ritrae il “Re Gentiluomo” in una posa fiera e solenne, mentre impugna la spada, simboleggiando la guida della nazione verso l’indipendenza. Il monumento, inaugurato nel 1897, non è solo una celebrazione dinastica, ma un perno urbanistico attorno al quale ruota l’intera architettura neorinascimentale della piazza.
Ai piedi del re, il basamento è arricchito da elementi simbolici di grande impatto, come l’aquila sabauda e la figura del leone che calpesta le catene, a rappresentare la liberazione dal dominio straniero. La collocazione della statua proprio di fronte al Palazzo della Borsa crea un asse visivo di estrema potenza, che unisce l’autorità dello Stato al vigore del commercio e della finanza.
Curiosamente, sebbene la piazza porti oggi il nome di Giovanni Bovio, la presenza fisica del sovrano a cavallo continua a essere il punto di riferimento visivo più immediato per i napoletani. Questa convivenza tra il nome di un pensatore repubblicano e l’effigie di un re testimonia la complessità storica di Napoli, una città dove le diverse anime del Risorgimento si fondono in un unico, scenografico spazio urbano.
Link utili
Come raggiungere piazza Giovanni Bovio
Fonti
- Wikipedia.org
- Treccani.it
- Le strade di Napoli – Gino Doria
- Le strade di Napoli – Romualdo Marrone


