Addio ad Angela Luce: la “forza della natura” che incantò Eduardo e il Mondo

Oggi Napoli perde una delle sue luci più brillanti. Si è spenta a 88 anni Angela Luce (all’anagrafe Angela Savino), un’artista immensa che ha saputo attraversare il teatro, il cinema e la musica con la foga e l’eleganza di una vera figlia di Partenope.

Noi di dettinapoletani.it vogliamo ricordarla non solo come l’attrice da David di Donatello, ma come quella ragazzina che a soli quattordici anni, alla “Piedigrotta Bideri”, lasciò il pubblico senza fiato cantando Zì Carmilì: fu l’inizio di un boato che non si è mai spento.

Da via Mezzocannone ai palcoscenici mondiali

Nata nel cuore di Napoli, a via Mezzocannone, nel 1937, Angela Luce non ha solo cantato la città: l’ha incarnata partendo dal ventre di quei vicoli che profumano di mare e di storia. È da lì che ha portato con sé quella schiettezza e quella verità che avrebbero poi incantato Eduardo e i più grandi registi del mondo.

Angela non ebbe bisogno di provini. Quando Eduardo De Filippo la vide, disse semplicemente: «È una forza della natura». E con quella forza ha calcato i teatri più prestigiosi: da Wiesbaden a Parigi, da Londra a New York, portando la dignità del nostro teatro ovunque; ha lavorato con i giganti: i De Filippo, Nino Taranto, e poi al cinema con Totò, Mastroianni, Gassman e Sordi.

Oltre ottanta film, tra cui capolavori come Il Decameron di Pasolini e Lo straniero di Visconti. Ma è stato l’incontro con la “nuova Napoli” di Mario Martone in L’amore molesto a regalarle il David di Donatello, confermando che il suo talento non aveva tempo: era antico e modernissimo allo stesso tempo.

La voce che rimbomba nei vicoli

Come dimenticare la sua “Ipocrisia”? Quel secondo posto a Sanremo nel 1975 che per noi napoletani fu una vittoria morale. Angela è stata l’unica artista al mondo presente nell’Archivio storico della canzone napoletana con la doppia esecuzione di Bammenella di Raffaele Viviani. Una voce calda, di terra e di mare, che ha saputo cantare anche la Leggenda del Lupino in mondovisione dalla Basilica di Santa Chiara.

Un segno del nostro dolore

Per chi, come me, ama questa città visceralmente anche quando ne è lontano, Angela Luce era un punto di riferimento. Rappresentava la Napoli del rigore, dello studio e della bellezza fiera, lontana anni luce dalle caricature volgari che oggi purtroppo affollano certi social.

Era una modella per pittori come Aligi Sassu, una poetessa premiata, una studiosa di Viviani, ma soprattutto era una di noi.

Buon viaggio, Angela. La tua Luce non si spegnerà mai.

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