Antonio Buonomo, la voce e il ritmo di Napoli

Napoli, 11 dicembre 1950: in una città dove la musica scorre come il mare tra i vicoli e le piazze, nasce Antonio Buonomo, cantautore e attore destinato a lasciare un’impronta originale nella cultura musicale e teatrale italiana.
Giovanissimo, Buonomo firma un contratto con la piccola etichetta napoletana CRP e partecipa al Festival di Napoli del 1967 con le canzoni Nun spezza ‘sta catena, in abbinamento con Mirna Doris, e Sincerità, insieme a Gino Di Procida.

Negli anni successivi, ritorna alla manifestazione napoletana, ottenendo un terzo posto nel 1968 con Guappetella in abbinamento con Giacomo Rondinella e partecipando nel 1969 con ‘O masto, insieme a Mario Merola. Il giovane artista cambia poi etichetta passando alla Zeus e nel 1970 partecipa al Festival di Napoli con ‘Nnammurata ‘e Marechiaro, cantata con Mario Abbate, e con l’ironica Casanova ’70, abbinata al comico Oreste Lionello.

Il teatro entra presto nella sua vita: nel 1972 debutta nella sceneggiata ‘O carabiniere di Mario Trevi, scritta da Gaetano Di Maio, e nel 1973 partecipa alla Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli; nel 1976, con il brano provocatorio La femminista al Festival di Sanremo, Buonomo crea scalpore per il testo ironico e satirico, al punto da attirare l’ira di un gruppo di femministe che lo malmenano in un episodio rimasto celebre.

Accanto alla carriera musicale, Antonio Buonomo esplora il cinema e il teatro, recitando nel 2008 in Il mattino ha l’oro in bocca di Francesco Patierno, e nel 2009 nel film Fortapàsc di Marco Risi, dove interpreta Lorenzo Nuvoletta, camorrista del clan Nuvoletta di Marano; nello stesso anno riceve il premio Carosone alla carriera, un riconoscimento alla sua dedizione per la musica napoletana e italiana.

La sua storia è quella di un artista che ha saputo coniugare ironia, impegno e talento, portando la voce di Napoli oltre i confini della città e trasmettendo la passione per la musica e il teatro alle generazioni future. Antonio Buonomo rimane un simbolo di creatività partenopea, capace di far vibrare cuore e platea con le sue note, la sua ironia e la sua presenza scenica.

Fonti

Wikipedia.org

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