Cuoppo fritto napoletano

Passeggiare per Napoli significa lasciarsi guidare da profumi che raccontano storie. Uno dei più irresistibili è quello del cuoppo fritto, il cono di carta paglia colmo di fritture dorate, simbolo dello street food napoletano più autentico. Un piatto che non si siede a tavola: si gusta per strada, con le dita, ancora caldo e croccante.

Il termine “cuoppo” indica proprio il foglio di carta arrotolato a cono, usato fin dall’Ottocento nelle friggitorie dei Quartieri Spagnoli e di Santa Lucia. In origine veniva farcito con ciò che restava dalle fritture quotidiane: alici, zeppoline di pasta cresciuta, panzarotti di patate, crocchè, zucchine o melanzane fritte. Ogni cuoppo era diverso, improvvisato e generoso, come la città che lo ha creato.

Ingredienti (per un cuoppo misto tradizionale)

  • Zeppoline di pasta cresciuta
  • Panzarotti (crocchette di patate)
  • Anellini di calamaro o piccoli pesci di paranza
  • Polpette di alghe (facoltative)
  • Zucchine o melanzane a bastoncini
  • Olio di semi o strutto per friggere
  • Sale q.b.
  • Carta paglia o carta per alimenti per servire

Zeppoline di pasta cresciuta (base del cuoppo)

  • 300 g di farina 00
  • 250 ml di acqua tiepida
  • 5 g di lievito di birra
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • Sale q.b.
  1. Sciogliete il lievito nell’acqua e unite alla farina. Aggiungete sale e prezzemolo.
  2. Fate lievitare l’impasto per almeno 1 ora.
  3. Friggete cucchiaiate di impasto in olio caldo finché gonfie e dorate.

Composizione del cuoppo

  1. Friggete separatamente pesci, verdure e crocchè in abbondante olio caldo.
  2. Scolate su carta assorbente e salate leggermente.
  3. Riempite il cono di carta paglia alternando zeppoline, panzarotti, pesce, verdure.
  4. Servite subito, ancora bollente.

Curiosità: nella Napoli dell’Ottocento, le friggitorie esponevano il cuoppo appeso all’esterno del negozio. Quando era esaurito, il cuoppo veniva capovolto: era il modo silenzioso per dire ai passanti “oggi nun ce sta cchiù niente!”. Oggi, il cuoppo è tornato protagonista nelle sagre e nei mercatini, simbolo dell’anima popolare e conviviale della città.

Fonti

La Cucina Napoletana di Jeanne Caròla Francesconi; tradizione popolare e friggitorie storiche di Napoli.
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