Municipalità 4 – Quartiere S. Lorenzo
Cap: 80135
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
Si tratta di un largo, posto tra via Pessina, via S. Teresa degli Scalzi e Piazza Cavour, che divide la Galleria Principe di Napoli dal Museo Archeologico Nazionale.
Altre informazioni di interesse
Nessuna informazione presente.
Siti e monumenti di interesse
Museo Nazionale
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), inaugurato nel 1816, è uno dei più importanti al mondo nel suo genere. Ospita principalmente la collezione Farnese, i reperti archeologici provenienti dagli scavi di Pompei, Ercolano e Stabia, e la collezione egizia, la prima in Italia. La sua storia risale al 1738, quando Carlo di Borbone iniziò la costruzione di un museo a Capodimonte. Nel corso dei decenni, le collezioni borboniche furono trasferite in vari edifici, culminando nell’inaugurazione del Museo nel 1816. Dopo l’Unità d’Italia, cambiò nome in Museo Nazionale e, sotto la direzione di Giuseppe Fiorelli (1863-1873), le collezioni vennero riorganizzate. Nel XX secolo, con Amedeo Maiuri (1924), vennero esposti nuovi reperti, tra cui quelli della villa dei Papiri. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il museo si modernizzò e nel 1957 riaccolse la collezione Farnese. Il MANN continua a essere un centro di ricerca e cultura, con un focus particolare sulla storia antica e archeologica. Nel 2005 è stata aperta la sezione Stazione Neapolis, che espone reperti trovati durante la costruzione della metropolitana.
Galleria Principe di Napoli
La Galleria Principe di Napoli è una storica galleria commerciale situata tra il Museo Archeologico Nazionale e l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. La zona su cui sorge la galleria era occupata dal deposito granario della città, le “fosse del grano”, che risalgono alla fine del XVI secolo. Con il tempo, l’area fu destinata a prigioni e caserme, e nel 1852 l’architetto Gaetano Genovese propose la demolizione delle fosse per ampliare via Toledo. I lavori di costruzione della galleria iniziarono nel 1870, con un progetto che prevedeva una copertura in ferro e vetro, ma furono sospesi per anni, venendo completati solo nel 1883. La galleria presenta tre bracci e una copertura in ferro e vetro, con scalinate di diverse lunghezze dovute al dislivello del terreno.
Nel 1965, a causa del degrado, la facciata nord crollò, ma nel 1969 iniziò un restauro che ne ha preservato la struttura fino ad oggi. Nonostante le intenzioni iniziali di trasformarla in un centro commerciale, la galleria ospita principalmente uffici comunali, restando poco frequentata.
Nel 2007-2008 è stata restaurata di nuovo e riaperta nel 2009, ma il rilancio definitivo è stato difficoltoso.
Link utili
Fonti
- wikipedia.org
- La strade di Napoli – Gino Doria
- Le strade di Napoli – Romualdo Marrone


