Municipalità 1 – Quartiere Chiaia
Cap: 80122
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
Vedi Via Piedigrotta
Altre informazioni di interesse
- Oltre a quella Laziale, l’altra galleria esistente in zona, che collega Piazza Piedigrotta a Fuorigrotta, è la Galleria Nuova. È stata inaugurata nel 1951 e si estende per circa 700 metri, attraversando la collina di Posillipo, e rappresenta un altro importante collegamento tra queste due zone di Napoli, risolvendo la difficoltà di attraversare la collina che separa le due aree.
- La Crypta Neapolitana, situata nel parco Virgiliano, è una suggestiva galleria lunga 700 metri scavata nel tufo nel I secolo a.C., che collega Napoli ai campi Flegrei. Conosciuta anche come la Grotta Vecchia di Pozzuoli, è un luogo intriso di leggende e di una bellezza che ha incantato poeti come Petrarca e Goethe. La galleria è celebre per la sua orientazione, che in occasione degli equinozi permette al sole di allinearsi perfettamente tra i due ingressi, illuminando completamente il tunnel in un momento di buio profondo. La Crypta non fu solo una via di comunicazione tra Napoli e il porto di Pozzuoli, ma anche un luogo di culto e riti misterici. Si narra che Virgilio, grazie alla sua magia, la scavò in una sola notte. Secondo Petronio, nel I secolo d.C., la grotta era consacrata a Priapo, dio della fertilità, e vi si celebravano cerimonie orgiastiche. Durante l’epoca cristiana, Petrarca menzionò la grotta nel suo Itinerarium Syriacum, riferendosi a una piccola cappella, Santa Maria dell’Idria, costruita da un eremita vicino all’ingresso. Il nome “Idria”, che significa “colei che indica la via”, si riferisce alla Madonna rappresentata nel tempietto, che portava fortuna ai viaggiatori diretti verso Pozzuoli. Nonostante il passare del tempo e le vicissitudini storiche, la Crypta Neapolitana conserva ancora oggi un fascino misterioso e inalterato, testimone di un passato ricco di storia e leggende.
- Il Parco Virgiliano, situato alle spalle della chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, nelle vicinanze della stazione di Mergellina, ospita importanti testimonianze storiche legate alla città di Napoli. L’area comprende una parte delle pendici orientali del promontorio di Posillipo, noto per la villa romana che vi sorgeva, che nel I secolo a.C. fu denominata Pausilypon, “pausa del dolore”, per la sua bellezza e tranquillità. Il parco prende il nome dal poeta Virgilio, il cui sepolcro romano si trovava in questa zona. L’area fu restaurata nel 1930 e oggi è un importante punto panoramico.
All’ingresso del parco, si trova un’edicola eretta nel 1668 dal viceré Pietro d’Aragona, che ricorda la presenza della tomba virgiliana. Un busto del poeta, donato nel 1931, è situato vicino alla tomba di Giacomo Leopardi, trasferita qui nel 1939. Proseguendo, si arriva alla Crypta Neapolitana, una galleria scavata in età augustea, che collega Napoli ai Campi Flegrei. La tradizione popolare associa la grotta a Virgilio, che secondo alcune leggende l’avrebbe costruita tramite la magia. La grotta è anche legata ai culti misterici, con tracce di culto mitriaco rinvenute nel sito.
Siti e monumenti di interesse
Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta
La Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, situata nel cuore del quartiere, è il centro spirituale e simbolico di questa festa. La chiesa, risalente al XIII secolo, venne citata già da Boccaccio nella sua lettera del 1339, in cui raccontava di essersi recato in questo luogo per chiedere grazie alla Madonna. La chiesa inizialmente dedicata alla Madonna del Serpente (perché raffigurata mentre schiacciava il serpente, simbolo del demonio) divenne nel XIV secolo conosciuta come Santa Maria di Piedigrotta, dal nome del luogo in cui sorgeva. Alfonso d’Aragona, nel 1440, ne curò l’ampliamento, affidandone la gestione ai Canonici Lateranensi, che vi costruirono un convento con un chiostro rinascimentale. Nel XVI secolo, la chiesa subì un ulteriore ingrandimento grazie a Alfonso Galeota, ma durante il XIX secolo venne restaurata in modo non del tutto felice, compromettendo le strutture originali. La festa, che inizialmente aveva un carattere sacro, divenne nel corso dei secoli sempre più popolare, con il coinvolgimento di personaggi illustri come i sovrani angioini, che celebrarono lì importanti vittorie, come quella sui francesi nel 1495. Successivamente, anche Giovanni d’Austria, Carlo III di Borbone e Pio IX vi si recarono per celebrare eventi importanti. Con l’arrivo di Ferdinando I di Borbone, la festa assunse una nuova dimensione, con sfarzosi carri allegorici e feste di corte, che si sono evolute nella tradizione che conosciamo oggi.
La facciata della chiesa, progettata da Enrico Alvino nel 1853, rispecchia il gusto architettonico dell’epoca, mentre il campanile fu rifatto nel 1937. All’interno, gli affreschi della navata, realizzati da Gaetano Gigante, decorano l’ambiente, e la cappella di destra ospita una statua della Madonna di Piedigrotta, simbolo della devozione popolare. La chiesa, purtroppo deturpata nei secoli, continua a essere un luogo di grande valore storico e culturale, testimone delle radici e delle tradizioni di Napoli.
Link utili
Come raggiungere Piazza Piedigrotta


