Municipalità 4 – Quartiere S. Lorenzo
Cap: 80138
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La piazza si trova tra via dei Tribunali, piazzetta S. Gregorio Armeno e vico Cinquesanti e può essere considerata come la più antica piazza di Napoli, in quanto il Decumano, allargandosi, formava l’agorà, centro vitale della città.
Il nome deriva da una statua di bronzo di San Gaetano da Thiene presente nella piazza, avendovi il santo partecipato alla sua fondazione.
San Gaetano, fondatore dell’ordine dei Teatini, fece tanto per Napoli e per i napoletani durante la pestilenza del 1636, ragione per cui, per un ringraziamento postumo, gli fu eretta una statua (prima collocata sulla Porta Reale, poi trasferita a Port’Alba, dove si trova ancora). Successivamente un’altra statua in bronzo, come sopra detto, fu posta nella piazza nella prima metà del ‘700.
In precedenza la piazza prendeva il nome di piazza Augustale, poi di Mercato Vecchio. Gli antichi abitanti della città erano molto erano molto legati a tre divinità: Cerere, Apollo e i Dioscuri. Proprio a quest’ultimi era dedicato un tempio ove ora sorge la Basilica di San Paolo Maggiore, ove è possibile osservare tre colonne corinzie del tempio oltre ad alcune parti dei Dioscuri.
Altre informazioni di interesse
In precedenza la piazza prendeva il nome di piazza Augustale, poi di Mercato Vecchio.
Gli antichi abitanti della città erano molto erano molto legati a tre divinità: Cerere, Apollo e i Dioscuri. Proprio a quest’ultimi era dedicato un tempio ove ora sorge la Basilica di San Paolo Maggiore, ove è possibile osservare tre colonne corinzie del tempio oltre ad alcune parti dei Dioscuri.
Siti e monumenti di interesse
Chiese
Chiesa di San Lorenzo Maggiore
La basilica di San Lorenzo Maggiore (in napoletano Baseleca ‘e San Lurenzo Maggiore) è una delle chiese più antiche e monumentali di Napoli, situata nel centro storico, in piazza San Gaetano. Ospita il Museo dell’Opera di San Lorenzo Maggiore e gli scavi archeologici omonimi. Nel 1235, papa Gregorio IX autorizzò la costruzione di una chiesa dedicata a San Lorenzo, su un edificio paleocristiano esistente. La basilica fu ricostruita sotto Carlo I d’Angiò a partire dal 1270 in stile gotico, con un abside progettato da architetti francesi, unico nel suo genere in Italia. Con il tempo, lo stile gotico italiano prevalse nel transetto e nella navata.
Nel corso dei secoli, la basilica ha vissuto eventi storici rilevanti: tra questi, la consacrazione di San Ludovico da Tolosa e di Felice Peretti, futuro papa Sisto V. Nel 1334, Giovanni Boccaccio si innamorò di Fiammetta proprio durante una messa qui.
Subì rimaneggiamenti a partire dal XVI secolo, dovuti a terremoti e eventi storici, come la rivolta del 1547 contro Pedro de Toledo. Restauri nel XX secolo hanno cancellato le aggiunte barocche, preservando la facciata e altre strutture.
Adiacente alla basilica di San Lorenzo Maggiore, il convento ospita un chiostro con il pozzo di Cosimo Fanzago e le sale capitolare e di Sisto V, decorate con affreschi di Luigi Rodriguez. Sotto il convento si trovano gli scavi archeologici greco-romani, risalenti alla seconda metà del I secolo d.C., quando l’area ospitava l’agorà greca e il foro romano. Lato San Paolo Maggiore, sono visibili i resti dell’anfiteatro, mentre lato San Lorenzo si trova l’area del macellum, con botteghe e strutture greche del IV secolo a.C.
Basilica di San Paolo Maggiore

Wolfgang Moroder lusenberg.com
La basilica di San Paolo Maggiore, situata in piazza San Gaetano a Napoli, fu costruita sui resti del tempio dei Dioscuri, di cui si conservano due colonne corinzie; la prima chiesa dedicata a san Paolo fu eretta tra l’VIII e il IX secolo per celebrare la vittoria contro i Saraceni.
Nel 1538, il viceré Pedro de Toledo concesse la basilica a Gaetano Thiene, che vi fondò l’Ordine dei Chierici Regolari Teatini; la chiesa fu poi ricostruita nel Cinquecento sotto la direzione di Francesco Grimaldi, con il transetto e l’abside poligonale come prime opere.
I lavori continuarono nel Seicento, con l’aggiunta delle navate laterali ad opera di Giovan Giacomo di Conforto. Durante questo periodo, Massimo Stanzione affrescò il soffitto della navata centrale.
Nel 1688, la facciata crollò a causa di un terremoto, aggravato dai lavori di Dionisio Lazzari. Nel Settecento, Domenico Antonio Vaccaro e Francesco Solimena curarono i lavori di abbellimento, utilizzando i marmi antichi.
Nel 1943, un bombardamento danneggiò gravemente la basilica.
Durante i restauri del 1962, furono scoperti resti del tempio e un cimitero.
Nel 1951, papa Pio XII elevò la basilica a basilica minore.
Oratorio della Congregazione del Divino Amore (nella Basilica di San Paolo Maggiore)
L’Oratorio della Congregazione del Divino Amore si trova a Napoli, nel basamento della basilica di San Paolo Maggiore Tribunali. Questo luogo di culto storico è noto anche come Chiesa del Santissimo Crocifisso detta la Sciabica.
La struttura sorge sull’antico tempio romano dedicato ai Dioscuri, e alcune tracce delle strutture in opus reticulatum sono visibili nella facciata dell’edificio. Nel corso dei secoli, l’oratorio ha subito modifiche, tra cui un intervento negli anni Sessanta del Novecento che ha collegato il fabbricato al Succorpo, alterando l’impianto originario.
L’interno dell’oratorio è composto da tre navate: la principale è adibita a luogo di culto, mentre le laterali ospitano la sacrestia, gli uffici e il cimitero. L’altare maggiore ottocentesco è sovrastato da un Crocifisso con la Madonna e san Giovanni Battista risalente al XV secolo. I dipinti del XVIII secolo, tra cui opere di Paolo De Matteis, adornano l’interno. È conservato anche un organo del medesimo secolo e delle reliquie di devozione popolare.
Attualmente, l’oratorio è un condominio privato, ma conserva il suo valore storico e architettonico come parte integrante del patrimonio religioso di Napoli.
Sacrestia di Solimena (nella Basilica di San Paolo Maggiore)
La Sacrestia di Solimena è uno degli ambienti più straordinari della Basilica di San Paolo Maggiore ed è considerata una delle espressioni artistiche di Francesco Solimena ed un esempio emblematico del barocco napoletano. La sua decorazione, ricca di simbolismo e di raffinatezza tecnica, offre un’esperienza visiva intensa e coinvolgente, che testimonia la maestria di Solimena e la spiritualità dell’epoca.
Le due grandi pareti frontali ospitano affreschi monumentali:
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La Caduta di San Paolo (1689): raffigura il momento in cui Saulo, folgorato dalla luce divina, cade da cavallo sulla via di Damasco. La scena è dominata da un cavallo bianco e nero e da Saulo a terra, mentre Dio appare tra le nubi dorate.
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La Caduta di Simon Mago (1690): rappresenta la punizione dell’eretico Simon Mago, gettato nel vuoto dai suoi stessi demoni, mentre San Pietro e San Paolo, con le braccia alzate, assistono alla scena.
Queste opere, firmate e datate da Solimena, sono eseguite con una tavolozza cromatica ricca e luminosa, che anticipa le tendenze rococò. La composizione è dinamica e teatrale, con figure dai contorni netti e ben definiti.
Le pareti laterali e la volta sono decorate con un tripudio di angeli, allegorie e virtù teologali e cardinali. Nelle centine laterali, incorniciate da stucchi dorati realizzati da Lorenzo Vaccaro nel 1687, si trovano figure femminili che rappresentano la Fede, la Speranza, la Carità, la Temperanza, la Prudenza, la Fortezza, l’Abbondanza, la Giustizia e la Pace. Al di sotto, coppie di angeli reggono medaglioni con i ritratti dei quattro fondatori dell’Ordine dei Teatini: San Gaetano da Thiene, Papa Paolo IV (Gian Pietro Carafa), Bonifacio de’ Colli e Paolo Consiglieri-
La decorazione della sacrestia fu commissionata dalla nobile famiglia Carafa, discendente di Papa Paolo IV, fondatore dell’Ordine dei Teatini. I lavori iniziarono nel 1689 e furono finanziati anche dall’allora arcivescovo di Napoli, Antonio Pignatelli, futuro Papa Innocenzo XII, che versò i primi 1.000 ducati per vincolare Solimena al progetto. Il compenso totale per l’artista ammontò a circa 6.000 ducati.
Nel corso del tempo, la sacrestia ha subito restauri, in particolare negli anni Settanta del Novecento, per preservare gli affreschi esposti a rischi esterni.
Chiesa del Santissimo Crocifisso detta la Sciabica (nella basilica di San Paolo Maggiore)
La chiesa del Santissimo Crocifisso, conosciuta anche come la Sciabica, è un antico luogo di culto situato nel basamento della basilica di San Paolo Maggiore a Napoli; edificata sulla base dell’antico tempio romano dedicato ai Dioscuri, conserva tracce delle strutture originarie in opus reticulatum visibili sulla facciata. Negli anni Sessanta del Novecento, il fabbricato è stato collegato al Succorpo, un intervento che ha modificato significativamente l’impianto originario.
L’interno si articola in tre navate: quella centrale è adibita al culto, mentre le laterali ospitano la sacrestia, gli uffici e il cimitero. L’altare maggiore, risalente all’Ottocento, è sovrastato da un Crocifisso del XV secolo accompagnato da figure della Madonna e di San Giovanni Battista. Le opere pittoriche del Settecento sono firmate da Paolo De Falco.
All’interno si trovano inoltre un organo d’epoca e reliquie di grande devozione popolare.
Santuario di San Gaetano Thiene (nella Basilica di San Paolo Maggiore)
Il Santuario di San Gaetano Thiene, noto anche come Succorpo o Cripta di San Paolo Maggiore, è una chiesa monumentale di Napoli che fa parte del vasto complesso della basilica di San Paolo Maggiore.
Situato sotto la basilica, il santuario si trova sul lato destro dell’edificio sacro e dispone di un ingresso autonomo in piazza San Gaetano, al civico 80. Un secondo accesso, quasi sempre chiuso, si apre su vico Cinquesanti, mentre un terzo si trova all’interno della basilica, nella navata di destra, subito dopo la seconda cappella, dove si trovano le scale che conducono all’ingresso laterale.
Realizzato in contemporanea con la chiesa maggiore, il santuario fu progettato da Francesco Solimena, che ne decorò anche la navata con pregevoli affreschi. I bassorilievi che illustrano la storia di San Gaetano Thiene, figura di rilievo nella storia religiosa di Napoli, sono opera di Domenico Antonio Vaccaro. Il raffinato pavimento maiolicato, realizzato nel 1724, è invece attribuito a Donato Massa, artigiano noto anche per le maioliche del chiostro delle Clarisse nella basilica di Santa Chiara.
La tomba che custodisce il santo e l’attuale ingresso risalgono invece a interventi successivi alla Seconda guerra mondiale.
Oratorio del Santissimo Crocifisso dei Cavalieri (nella Basilica di San Paolo Maggiore)
L’Oratorio del Santissimo Crocifisso dei Cavalieri è uno degli ambienti storici più significativi all’interno della Basilica di San Paolo Maggiore a Napoli. Fondato dai Padri Teatini, questo oratorio era sede di una confraternita composta da membri appartenenti a illustri famiglie napoletane. La confraternita, come detto, si dedicava principalmente all’assistenza dei poveri imprigionati, specialmente di coloro che si trovavano in carcere per debiti. Oltre a pagare i debiti per liberare i prigionieri, i membri si impegnavano nell’evangelizzazione, avvicinandoli alla fede e alla confessione, con l’obiettivo di guidarli verso un cambiamento di vita.
Presso l’oratorio sorsero anche altre istituzioni caritative, come il Monte dei Maritaggi, che forniva doti alle giovani donne povere per consentire loro di sposarsi, e il Monte dei Morti, noto successivamente come “Sciabica”, che organizzava funerali e sepolture per i poveri. Inoltre, vennero istituiti gli Oratori della Disciplina, luoghi dedicati all’orazione e agli esercizi spirituali.
L’Oratorio del Santissimo Crocifisso dei Cavalieri rappresenta un esempio emblematico della tradizione napoletana di solidarietà e assistenza verso i più bisognosi, incarnando i valori di carità e devozione promossi dai Padri Teatini nel corso dei secoli.
Oratorio della Confraternita di Sant’Antonio da Padova (nella Basilica di San Lorenzo Maggiore)
All’interno della Basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli si trova il Cappellone di Sant’Antonio, un’importante espressione del barocco napoletano, realizzata su commissione della Confraternita di Sant’Antonio da Padova.
La confraternita, attiva nella basilica fin dal 1482, decise di edificare una nuova cappella per dare maggiore risalto alla venerazione di Sant’Antonio. Per realizzare questo progetto, vennero demolite due cappelle preesistenti, una delle quali era legata alla regina Margherita d’Angiò Durazzo. Nel 1635, sotto la guida del padre Ilario de’ Rossi, iniziarono i lavori per la costruzione del cappellone, affidati all’architetto Cosimo Fanzago. Il progetto faceva parte di un più ampio intervento di rinnovamento barocco della crociera della basilica.
Il cappellone presenta una struttura architettonica a serliana, tipica delle opere di Fanzago, con parati marmorei commessi che conferiscono all’ambiente un’eleganza raffinata. Al centro dell’altare è collocata una tavola raffigurante Sant’Antonio e angeli, realizzata da Leonardo da Besozzo nel 1438 e successivamente ritoccata nella figura del santo dal cosiddetto Maestro di San Giovanni da Capestrano. Ai lati dell’altare, sopra due porticine per il servizio liturgico, si trovano due dipinti di Francesco Di Maria: a sinistra l’Ascensione di Cristo e a destra l’Assunzione della Madonna. Le pareti est e ovest sono adornate da due grandi tele di Mattia Preti del 1660: a sinistra San Francesco che adora il Crocifisso e a destra la Madonna che mostra Gesù Bambino a santa Chiara e alle clarisse.
Il Cappellone di Sant’Antonio non solo rappresenta un capolavoro artistico, ma testimonia anche la profonda devozione della confraternita e della comunità napoletana verso Sant’Antonio da Padova. La sua realizzazione riflette l’importanza attribuita al culto del santo e l’impegno della confraternita nel promuovere opere di carità e spiritualità.
Altri siti e monumenti di interesse
Scavi archeologici di S. Lorenzo
Gli scavi archeologici sotto la Basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli, noti come Neapolis Sotterrata, offrono un’affascinante testimonianza della stratificazione storica della città, dalla fondazione greca fino all’epoca moderna.
Gli scavi, avviati nel 1976, hanno riportato alla luce il macellum, l’antico mercato romano situato lungo il decumano maggiore. Al centro del complesso si trova una edicola colonnata a tholos, probabilmente destinata a ospitare una fontana, come indicano i resti dell’impianto idrico. Ai lati del chiostro attuale si aprono porticati con ambienti sul fondo, destinati a botteghe, e il mercato era organizzato su terrazzamenti per adattarsi alla conformazione del terreno.
La stratificazione degli scavi ha permesso di ricostruire le varie fasi storiche della città. Le strutture di epoca greca, risalenti al IV secolo a.C., con fondazioni in blocchi di tufo, si sovrappongono a un complesso di età imperiale del I secolo d.C. Successivamente, nel VI secolo, fu costruita una basilica paleocristiana, la cui pavimentazione musiva è ancora visibile sotto il transetto della basilica.
Un tratto di strada romana, lungo circa 60 metri e corrispondente all’attuale vico Giganti, è stato rinvenuto durante gli scavi; lungo questa strada si aprivano botteghe commerciali e, forse, l’antico Aerarium, dove era custodito il tesoro cittadino.
Il complesso di San Lorenzo Maggiore è aperto alle visite e offre un percorso che include la basilica, l’area archeologica della Neapolis Sotterrata, la Sala Sisto V, la Sala Capitolare e il Museo dell’Opera.
La visita consente di esplorare le diverse epoche storiche della città, dal V secolo a.C. fino al XVIII secolo d.C.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni, è possibile consultare il sito ufficiale La Neapolis Sotterrata.
Statua di S. Gaetano
La statua di San Gaetano Thiene si erge al centro di Piazza San Gaetano, nel cuore del centro storico di Napoli. Questo monumento, noto anche come guglia di San Gaetano, fu realizzato tra il 1657 e il 1664 come voto per la scampata pestilenza del 1656. La sua costruzione fu affidata ai padri teatini della basilica di San Paolo Maggiore, che incaricarono Cosimo Fanzago per il progetto e l’esecuzione, con la collaborazione dello scultore Andrea Falcone.
La statua. che si trova tra due importanti edifici religiosi quali la basilica di San Paolo Maggiore e quella di San Lorenzo Maggiore, raffigura San Gaetano con le braccia aperte verso i fedeli, simboleggiando la sua intercessione durante l’epidemia.
Un’altra statua di San Gaetano, in travertino, è conservata nel cortile di Palazzo Vittozzi, situato all’angolo tra via Broggia e via Pessina. Questa statua, ritrovata nel 1880 durante gli scavi per le fondazioni del palazzo, proviene probabilmente da una delle antiche porte della città demolite tra il XVIII e il XIX secolo
Palazzo Vittozzi, realizzato tra il 1870 e il 1883, è un edificio monumentale ottocentesco che fa parte del contesto urbanistico del Rione Museo, in prossimità della Galleria Principe di Napoli.
Link utili
Come raggiungere piazza San Gaetano
Consigliamo di utilizzare la Metro 1, scendendo alle stazioni di Dante o del Museo.
In alternativa si può utilizzare la Linea 2 e scendere alla fermata di Piazza Cavour proseguendo poi a piedi.


