Municipalità 1 – Quartiere Chiaia
Cap: 80122
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La piazza è intitolata a Jacopo Sannazzaro (Napoli, 28 luglio 1457 – Napoli, 6 agosto 1530), uno dei più celebri poeti rinascimentali, noto per la sua eleganza erudita. Sannazaro, membro dell’Accademia Untaniana e della corte del duca Alfonso di Calabria, scrisse opere fondamentali come le Ecloghe, il De Parto Virginis e, soprattutto, l’Arcadia, considerato il suo capolavoro: la sua poesia, seppur raffinata, non si distingue per momenti di sincera emozione, ma piuttosto per un linguaggio colto e una visione idealizzata della natura. La sua influenza sulla cultura dell’epoca fu notevole.
Piazza Sannazzaro, con la sua elegante conformazione ottocentesca e l’atmosfera sempre vivace, rappresenta uno degli snodi più iconici della città di Napoli. Situata nel cuore della zona di Mergellina, al confine tra Chiaia, Posillipo e Fuorigrotta, è intitolata al poeta umanista Jacopo Sannazaro, autore dell’Arcadia.
La piazza nacque tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, durante il grande risanamento urbanistico che trasformò il lungomare e diede vita a via Caracciolo, al Viale Gramsci e a numerosi palazzi borghesi. Proprio in quegli anni, l’area fu dotata della maestosa Galleria Laziale, un tunnel che collega Mergellina con Fuorigrotta, contribuendo a fare della piazza un punto di passaggio strategico e trafficato.
La piazza è circondata da palazzi di fine Ottocento e inizio Novecento, caratterizzati da architetture eclettiche, cornici in stucco e balconi in ferro battuto. Due di questi edifici segnano scenograficamente l’ingresso della Galleria, dando un’impronta monumentale all’intera area; in passato, qui sorgeva anche un casino nobiliare seicentesco appartenente alla duchessa di Pescolanciano.
Altre informazioni di interesse
- Curiosamente, il nome della piazza viene spesso scritto con due “z”, “Sannazzaro”, un errore ormai divenuto consuetudine nella toponomastica cittadina.
- Tra piazza e via nel secolo scorso, erano presenti tavolini, sedie e birrerie all’aperto dove i napoletani consumavano pizze e zuppa di cozze in un clima di festa familiare
- Il 31 ottobre 1973 un tram senza freni, uscito dalla Galleria Laziale, investì auto ferme in piazza e si fermò miracolosamente accanto alla fontana, senza danneggiarla. Purtroppo due persone persero la vita
Siti e monumenti di interesse
Fontana della sirena Parthenope
Realizzata nel 1869 da Onofrio Buccini, con la collaborazione del giovane Francesco Jerace, la fontana fu concepita per ornare i giardini della vecchia stazione ferroviaria di Garibaldi; nel 1924, in seguito ai lavori di urbanizzazione legati all’apertura della Galleria Laziale, venne trasferita al centro di Piazza Sannazzaro.
Il complesso scultoreo si articola in una vasca ellittica, attorno alla quale si erge uno “scoglio” in pietra vulcanica. Qui si posano quattro creature marine simboliche: un cavallo, un leone, un delfino e una tartaruga, evocando le tradizioni iniziatiche legate all’acqua.
Sospesa su questi elementi, la Sirena Partenope regge con grazia una lira nella mano destra, mentre con la sinistra indica il cielo, con la coda avvolta sui fianchi .
Negli ultimi anni, la fontana ha subito un ampio intervento di restauro: sono stati rinnovati impianti idraulici, pompe, ugelli e centraline, affinché l’opera potesse tornare a zampillare e a brillare come un tempo; questi lavori hanno incluso anche un impianto di ricircolo per ridurre gli sprechi e trattamenti per preservare il marmo e contrastare l’insorgenza di alghe.
La Sirena Partenope incarna la leggenda fondatrice di Napoli: si narra che, innamorata di Ulisse e respinta, si gettò tra le onde, e dal suo corpo emerse la città. La fontana celebra questa mitologia, unendo scultura, architettura urbana e bellezza paesaggistica.
Galleria Laziale
Da piazza Sannazzaro parte la Galleria Laziale, inaugurata il 20 maggio 1925, che collega l’area di Mergellina a Fuorigrotta. Progettata poco prima della Prima Guerra Mondiale e costruita tra il 1924 e il 1925 sotto il regime fascista, fu realizzata dalla Società Edilizia Laziale, da cui prende il nome. Con i suoi 900 metri di lunghezza, è più lunga di 200 metri rispetto alla Grotta Nuova e serviva a unire Napoli al nuovo agglomerato urbano di Fuorigrotta, agevolando i collegamenti tra la città e il quartiere, ispirato dalla storica Via Domiziana che collegava Campania e Lazio.
Link utili
Come raggiungere Piazza Sannazzaro a Napoli
Fonti
wikipedia.org
Le strade di Napoli – Gino Doria
Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
napolineiparticolari.altervista.org


