Municipalità 4 – Quartiere S. Lorenzo
Cap: 80138
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
In origine, questo luogo di Napoli era noto come Somma Piazza e Corte Torre; successivamente, l’area prese il nome dalla Chiesa e dal Monastero di Santa Maria, fondati nel VII secolo e dedicati dai Benedettini.
Nel Trecento il monastero passò ai Francescani e il nome Donna Regina fu ritenuto un omaggio a Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò, che tra il 1307 e il 1320 volle ricostruire la chiesa dopo il terremoto del 1293.
Altre informazioni di interesse
Più suggestiva è la leggenda narrata da Matilde Serao, che racconta di tre nobili sorelle medievali: Donna Regina, Donna Alpina e Donna Romita. Sebbene la scrittrice collochi la storia nel periodo angioino, il toponimo Donna Regina risale a epoche molto anteriori. È probabile che si riferisse a una donna vissuta nei primi decenni dell’anno mille, proprietaria dei terreni su cui poi sorse il convento.
Siti e monumenti di interesse
Chiesa di Santa Maria Donnaregina nuova
La Chiesa è una monumentale testimonianza del barocco napoletano. Edificata all’inizio del XVII secolo, fu progettata dall’architetto Giovan Giacomo di Conforto, con i lavori che iniziarono nel 1617; la nuova chiesa nacque per affiancare e integrare la vicina chiesa Vecchia, creando così un grande complesso monastico destinato alle monache clarisse
La facciata venne completata nel 1626, mentre il portale marmoreo di Bernardino Latini fu aggiunto nel 1647.
Nel 1654 la vecchia copertura provvisoria fu sostituita da una maestosa cupola, decorata l’anno successivo da Agostino Beltrano: gli affreschi della volta, opera di Francesco Maria De Benedictis, e gli altri interventi decorativi continuarono per tutto il Seicento e Settecento, con artisti del calibro di Francesco Solimena e Luca Giordano che impreziosirono gli spazi del coro e delle cappelle laterali.
Nel 1727 il sepolcro della regina Maria d’Ungheria, fondatrice della chiesa Vecchia, fu trasferito all’interno del complesso monastico. Nei decenni successivi vennero realizzati ulteriori affreschi e stucchi, completando la ricca decorazione barocca della chiesa.
Il grande progetto urbanistico noto come Risanamento di Napoli, avviato nel XIX secolo, portò però alla soppressione del monastero nel 1861 e alla parziale demolizione del complesso.
La chiesa Nuova rimase attiva fino al 1972, mentre la chiesa Vecchia passò al Comune di Napoli. Tra il 1928 e il 1934, a causa di lavori di ricostruzione dell’abside gotica della chiesa Vecchia, le due chiese furono separate, perdendo così il collegamento originario.
Dal 2007, la Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova ospita il Museo Diocesano di Napoli, diventando parte integrante del circuito culturale cittadino insieme alla chiesa adiacente di Donnaregina Vecchia.
Il palazzo arcivescovile
Di fronte alla chiesa sorge il Palazzo Arcivescovile, risalente al Quattrocento e caratterizzato da un elegante portale durazzesco. Voluto nel 1289 dal cardinale Enrico Minutolo, aveva l’ingresso originario in via Sedil Capuano, poi trasformato in porta carrabile del seminario.
Nel 1613 fu ampliato dal cardinale Decio Carafa e, nel 1647, dal cardinale Ascanio Filomarino, che fece allargare la piazza antistante e affrescare il suo appartamento dal Lanfranco.
Nel palazzo si custodiva un prezioso calendario marmoreo paleocristiano proveniente da San Giovanni Maggiore; ulteriori lavori furono eseguiti nel 1725 dal cardinale Spinelli e successivamente dagli arcivescovi Serafino Filangieri e Giuseppe Maria Zurlo.
Link utili
Come arrivare a via Donnaregina
Fonti
wikipedia.org (contenuti e foto)
Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
Le strade di Napoli – Gino Doria


