Municipalità 1 – Quartiere Chiaia
Cap: 80122
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La strada, che corre lungo la costa tra Piazza della Repubblica e Piazza Vittoria, costeggiando Villa Comunale e il mare, è intitolata a Francesco Caracciolo (1752-1799) un ammiraglio e figura di spicco della storia navale italiana, in particolare durante il periodo della Repubblica Napoletana; nato a Napoli, proveniva da una famiglia aristocratica e iniziò la sua carriera nella Marina del Regno di Napoli.
Caracciolo si distinse per le sue abilità militari e fu nominato ammiraglio della flotta napoletana. Durante la Rivoluzione Francese, quando la monarchia borbonica fu minacciata, Caracciolo divenne un sostenitore della causa repubblicana e si alleò con le forze francesi, che avevano invaso il regno. Nel 1799, quando la Repubblica Napoletana fu proclamata, Caracciolo ricoprì un ruolo cruciale nel sostegno del nuovo governo. Tuttavia, la sua adesione alla Repubblica e alla causa francese gli costò caro.
Quando i Borbone riconquistarono Napoli, Caracciolo fu arrestato e processato per tradimento. Il 29 giugno 1799, fu condannato a morte e giustiziato per impiccagione nel golfo di Napoli, vicino a Mergellina, in un evento che simboleggiò la fine della Repubblica Napoletana.
Caracciolo è ricordato come un eroe per alcuni, e come un traditore per altri, ma la sua morte tragica e il suo contributo alla storia navale di Napoli sono ancora oggi oggetto di memoria.
Altre informazioni di interesse
In questa via è stata girata una scena de “Le Quattro Giornate di Napoli”, film del 1954 diretto da Nanni Loy che racconta della resistenza dei napoletani contro l’occupazione nazifascista del 1953.
Napoli fu la prima città d’Italia a liberarsi dall’occupazione, in modo totalmente autonomo, senza il supporto delle truppe di liberazione, venendo poi insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Nella scena si vedono i napoletani costretti a sgomberare dietro ordine dei tedeschi.
Fonte: www.davinotti.com
Siti e monumenti di interesse
Palazzo Bencini
I
l Palazzo Bencini è un elegante edificio storico situato al numero 16; costruito negli ultimi anni del XIX secolo dall’impresa Bencini, il palazzo è un esempio significativo di architettura neorinascimentale, realizzato in seguito alla colmata della litoranea di Chiaia.
Il Palazzo Bencini è composto da due unità condominiali distinte, ma integrate in un unico edificio, come evidenziato dalle diverse facciate su via Caracciolo e viale Gramsci. Entrambe le facciate presentano un basamento in bugnato, ma differiscono nei dettagli architettonici.
vi sono due facciate; quella su via Caracciolo, caratterizzata da finestre a edicola nel basamento e da balconate a loggia nei primi due piani, inquadrate da paraste e la facciata su viale Gramsci, che presenta una balconata continua al piano nobile, sostenuta da massicci mensoloni, con aperture dei balconi impostate ad arco e ad architrave a piani alterni.
Gli ingressi dei due fabbricati sono allineati, così come i tre atri e i due cortili interni, collegati da un atrio di passaggio sormontato da un ampio terrazzo.
All’interno del Palazzo Bencini si trova la Residenza Carlo III di Borbone, un appartamento storico che ha ospitato numerose personalità illustri, tra cui il principe Pignatelli Cortes d’Aragona e il calciatore Attila Sallustro. La residenza offre una vista privilegiata sul lungomare di Napoli
Palazzo al numero civico 15
Il palazzo è un edificio residenziale di pregio, riconosciuto per il suo valore architettonico e storico; secondo il Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura, l’edificio è attribuito agli architetti Ermanno e Oscar Du Mesnil e presenta caratteristiche tipiche dello stile neoclassico.
Il palazzo si sviluppa su una pianta pressoché rettangolare, con una parte laterale costituita da un unico livello sormontato da un ampio terrazzo. La struttura è realizzata con murature portanti in tufo e presenta orizzontamenti su volte e solai piani. La scala, posizionata lateralmente al vano androne centrale, è strutturata con una prima rampa rettilinea, probabilmente su arco rampante, seguita da tre rampe semivoltate a sbalzo e pianerottoli su archi a sesto ribassato.
Palazzo al numero civico 13
Il Palazzo situato al numero 13 è un elegante edificio residenziale costruito nel 1921 su progetto dell’architetto Pier Paolo Quaglia; l‘edificio rappresenta un esempio significativo di architettura neorinascimentale, armoniosamente inserito nel contesto urbano del lungomare napoletano.
La facciata principale, articolata su cinque piani escluso il piano terra, è suddivisa in tre ordini. Il primo ordine presenta un portale d’ingresso rettangolare in pietra con bordi smussati, affiancato da due colonne doriche che sorreggono una balconata a balaustra. Sopra il portale è visibile un cartiglio in stucco con la data di completamento in numeri romani (1921).
I piani superiori sono caratterizzati da balconi a tre fornici inquadrati da paraste giganti nella parte centrale, mentre le aperture laterali sono dotate di balconi singoli separati da lesene con capitelli corinzi in stucco.
Una delle peculiarità dell’edificio è l’angolo tra via Caracciolo e via Tommaso Campanella, costituito da un corpo cilindrico che ospita balconate continue a profilo circolare al piano nobile e al terzo piano.
Il palazzo si inserisce in un lotto condiviso con l’edificio di viale Gramsci 19, anch’esso progettato da Pier Paolo Quaglia nello stesso anno. Nonostante la riproposizione di elementi neorinascimentali in un periodo successivo, l’opera si integra armoniosamente nel contesto architettonico della zona, caratterizzata da edifici tardo-ottocenteschi ed eclettici.
Attualmente, il palazzo è in ottime condizioni di conservazione e svolge la funzione di lussuoso condominio privato.
Palazzo De Donatis
Il Palazzo De Donatis, situato al numero 10 è un edificio residenziale di pregio, noto anche come Palazzo dell’Hotel Savoy; costruito nell’ultimo decennio del XIX secolo, l’edificio fu inizialmente destinato all’uso alberghiero, ospitando la pensione Rossanigo e successivamente, nel 1901, l’Hotel Savoy, in onore della casa regnante italiana dell’epoca.
Attorno al 1905, l’hotel fu completamente ristrutturato per offrire una capienza di 100 camere. Nel primo dopoguerra, divenne sede dell’Hotel Splendid, con una capienza di 150 posti letto. Prima della Seconda Guerra Mondiale, l’edificio fu definitivamente adibito a condominio.
Il palazzo si sviluppa su cinque piani e presenta una pianta quadrata. Un corpo laterale basso, sormontato da una terrazza con una lunga balaustra ornata da una teoria di colonnine, conferisce una forma rettangolare all’ordine basamentale.
Al piano terra, le aperture arcuate a tutto sesto sono affiancate da colonne e paraste di tipo tuscanico che sorreggono la balconata continua del piano nobile. Il terzo piano presenta anch’esso una balconata continua, mentre le ringhiere di tutti i balconi sono realizzate in ghisa. L’ultimo piano è caratterizzato da un corpo centrale affiancato da due terrazzi d’angolo, con un coronamento sagomato a lunetta sormontato da un fregio in stucco contenente lo stemma dei Savoia sormontato da un’aquila.
Attualmente, il palazzo ospita una filiale della Zurich Bank al piano terra, mentre i piani superiori sono adibiti a uffici, studi e appartamenti privati.
Tra il 2021 e il 2022, è stato effettuato un restauro completo di tutti i prospetti esterni dell’edificio.
Palazzo Passalacqua
Il Palazzo Passalacqua, situato al numero 11 è un edificio residenziale di valore storico e architettonico. Secondo il Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura, l’edificio è attribuito agli architetti Ermanno e Oscar Du Mesnil e presenta caratteristiche tipiche dello stile neoclassico.
Il palazzo si sviluppa su una pianta trapezoidale con corte centrale. La configurazione strutturale è realizzata con murature portanti in tufo e presenta orizzontamenti su volte e solai piani.
L’impianto scala principale è posto lateralmente al vano androne principale, preceduto da un ambiente con voltine a vela a base quadrata e rettangolare. La scala si sviluppa con tre rampe a sbalzo semivoltate e pianerottoli su archi a sesto ribassato.
Attualmente, il palazzo è in buone condizioni di conservazione e svolge la funzione di condominio privato.
Link utili
Come arrivare a via Francesco Caracciolo
Fonti
wikipedia.org
Le strade di Napoli – Gino Doria
Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
palazzidinapoli.it
catalogo.beniculturali.it


