Municipalità 5 – Quartiere Vomero
Cap: 80127
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La strada che va dalla confluenza tra Via Domenico Cimarosa con Via Gian Lorenzo Bernini e Via Filippo Palizzi intitolata è a Maria Luisa Sanfelice (Napoli, 28 febbraio 1764 – Napoli, 11 settembre 1800), nobildonna di origine spagnola, che è la figura centrale di una delle pagine più drammatiche della Repubblica Napoletana del 1799. Sposata ad Andrea Sanfelice, la sua vita fu inizialmente segnata da scandali e problemi finanziari, che portarono all’allontanamento dei figli e al trasferimento forzato in provincia.
Tornata a Napoli, la Sanfelice si trovò involontariamente coinvolta nella politica. Nonostante non fosse una convinta giacobina, frequentava ambienti sia monarchici che repubblicani. Un innamorato respinto, l’ufficiale filoborbonico Gerardo Baccher, le consegnò un salvacondotto per proteggerla da un’imminente cospirazione realista (la Congiura dei Baccher), volta a rovesciare la nascente Repubblica.
Luisa, a sua volta, diede il salvacondotto al suo amante, Ferdinando Ferri, ufficiale repubblicano, svelando così l’esistenza del complotto. La delazione permise al governo repubblicano, guidato da figure come Vincenzo Cuoco, di sventare l’attentato, portando all’arresto e alla fucilazione dei Baccher.
La restaurazione borbonica del re Ferdinando IV non la perdonò per aver protetto la Repubblica. Nonostante fosse acclamata come eroina dal Monitore Napoletano di Eleonora Pimentel Fonseca, Luisa fu condannata a morte. L’esecuzione fu ritardata a causa di una presunta gravidanza, ma fu infine giustiziata l’11 settembre 1800 a Napoli. Il suo martirio, percepito come una fredda vendetta reale, commosse l’opinione pubblica e la rese protagonista del celebre romanzo La Sanfelice di Alexandre Dumas.
Altre informazioni di interesse
In questa strada Eduardo Scarpetta, (Napoli, 13 marzo 1853 – 29 novembre 1925), attore e commediografo, si fece costruire, con il ricavato del suo lavoro teatrale, si fece costruire anche una villa, anche se egli continuò a vivere con la sua famiglia al numero 4 di Via Vittoria Colonna.
Siti e monumenti di interesse
Palazzi
Palazzo D’Amico
Si tratta di un palazzo residenziale di epoca signorile situato al civico 3/B.
Fu realizzato dall’architetto Gino Avena (figlio di Adolfo Avena) nel 1931. in stileLiberty napoletano e presenta elementi neo-romanici, evidente nelle linee e nelle decorazioni, seguendo la lezione architettonica del padre.
Villa “La Santarella” (Villa Scarpetta)
La villa, che si trova tra Via Luigia Sanfelice e Via Filippo Palizzi fu progettata dall’ingegnere Gioacchino Luigi Mellucci, seguendo le indicazioni precise di Eduardo Scarpetta, il celebre attore e commediografo napoletano, padre di Vincenzo, Eduardo, Titina e Peppino De Filippo.
La villa fu chiamata “La Santarella” perché fu costruita con i proventi dello straordinario successo della sua commedia omonima, “Na Santarella” (1889). e presenta uno stile Liberty napoletano ed eclettico, con la peculiare forma di un piccolo castello con quattro torri agli angoli. Scarpetta stesso, scherzando sulla sua architettura non convenzionale, la definì ironicamente un “comò sottosopra” (“Mi pare nu cumò sotto e ‘ncoppa!”).
Sulla facciata, Scarpetta fece incidere la celebre frase: “Qui rido io“: questa iscrizione voleva significare che, sebbene a teatro facesse ridere il suo pubblico, in quella dimora, frutto del suo lavoro, era lui a ridere godendosi la tranquillità e il successo.
Nell’androne sono presenti due statue: una a grandezza naturale che raffigura Eduardo Scarpetta e un’altra che ricorda l’attrice che interpretò la protagonista della commedia.
Nonostante l’amore di Scarpetta per la villa, la sua permanenza fu breve, in quanto fu costretto a venderla nel 1911, pare a causa dell’isolamento e della tranquillità che spaventavano la moglie Rosa quando l’attore era in tournée.
Link utili
Come raggiungere via Luigia Sanfelice
Fonti
- Wikipedia.org
- Le strade di Napoli – Gino Doria
- Le strade di Napoli – Romualdo Marrone


