Municipalità 1 – Quartiere Chiaia
Cap: 80122
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La strada prende il nome dalla zona di Mergellina: che si estende tra largo Sermoneta e largo Torretta, vicino a Piedigrotta e alla riviera di Chiaia.
Il nome potrebbe derivare dal termine “mergoglino” (uccello marino tuffatore) o dal latino “mare ialinum“, che significa mare chiaro, ma potrebbe anche riferirsi al corallo, tradotto dal greco bizantino quindi Mergellina equivarrebbe a corallina, ossia “marina corallina” (non è infatti da escludere che la costa di Posillipo fosse anticamente pescosa di corallo come quella di Torre del Greco.
La zona è famosa per la sua bellezza, celebrata da poeti e pittori come Giacomo Leopardi. Sebbene la costa sia stata modificata da colmate nel XIX secolo, Mergellina conserva ancora il suo fascino, con la fontana del Sebeto, il porticciolo turistico e storici luoghi come la Fontana del Leone e la chiesa di Santa Maria del Parto.
Fontana del Leone
La Fontana del Leone (già fontana del Mergoglino) fu costruita nel XVIII secolo, durante il rifacimento del Casino reale a Mergellina, voluto da Ferdinando I delle Due Sicilie.
La fontana sfruttava l’acqua pregiata che sgorgava sotto l’altura di Monteleone, utilizzata per l’approvvigionamento della famiglia reale.
La struttura è composta da due livelli semicircolari, con un leone al centro, posato su un basamento. Rampe di scale conducono al piano inferiore, dove l’acqua scorreva da due cannule nelle vasche sottostanti.
Altre informazioni di interesse
Nessuna informazione presente.
Siti e monumenti di interesse
Chiese
Chiesa di Santa Maria del Parto

La Chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina, situata nel quartiere Chiaia di Napoli, fu fondata nel 1504 dal poeta Jacopo Sannazaro. La chiesa inferiore, scavata nel tufo e dedicata a Santa Maria del Parto, fu completata nel 1525, mentre la chiesa superiore, incompiuta, fu dedicata a San Nazario. Nel 1529, Sannazaro la donò ai frati Servi di Maria, che la abbellirono nel corso dei secoli. La chiesa ospita la tomba di Sannazaro, realizzata da Giovanni Angelo Montorsoli, e affreschi di Nicola Russo, oltre al presepe di Giovanni da Nola. La chiesa divenne parrocchia nel 1935.
Nella Chiesa di Santa Maria del Parto, il dipinto “San Michele che scaccia il demonio”, noto come “Il Diavolo di Mergellina”, racconta la storia di una tentazione. Il quadro, commissionato dal Vescovo Diomede Carafa nel 1542, rappresenta l’arcangelo Michele che sconfigge un demonio, personificato da una donna seducente, forse Vittoria Colonna D’Avalos. La leggenda narra che, usando un elisir d’amore preparato da una strega, la donna indusse il Vescovo a rompere il suo voto di castità. Per liberarsi, Carafa commissionò il dipinto, come protezione contro la magia
Palazzi
Palazzo Cantalupo
Situato in una posizione privilegiata, il Palazzo Cantalupo, situato al numero 1, si affaccia su largo Sermoneta e si trova nelle immediate vicinanze del lungomare di Mergellina; si tratta di un elegante edificio in stile classicheggiante che si distingue per la sua architettura e la sua storia legata alla nobiltà napoletana.
Il palazzo si sviluppa su tre livelli: il piano terra, caratterizzato da un basamento bugnato che conferisce solidità all’edificio; il piano nobile, che presenta una balconata continua e due nicchie con statue classiche, incorniciate da lesene a bugna; il piano superiore: dotato di un loggiato che alleggerisce la struttura e offre una vista panoramica.
Questi elementi conferiscono al palazzo un aspetto armonioso e raffinato, tipico dell’architettura classicheggiante napoletana.
Il Palazzo Cantalupo è storicamente associato al Reggente Andrea di Gennaro, nobile del Sedile di Porto e duca di Cantalupo, vissuto nel XVIII secolo. Secondo Carlo Celano, storico napoletano del Settecento, l’edificio era noto come “palazzo Cantalupo” e comprendeva anche delle grotte in comunicazione con il mare.
Il palazzo è rappresentato anche sulla pianta della città di Napoli redatta nel 1878 sotto la direzione del Prof. Schiavone, confermando la sua importanza storica e architettonica.
Palazzo Mele
Il Palazzo Mele, situato al numero 32, è un edificio storico di fine Ottocento che unisce eleganza architettonica e memoria culturale.
Costruito nel 1898 in stile tardo neorinascimentale, il palazzo si compone di due corpi di fabbrica di cinque piani, oltre a un piano rialzato, collegati da un corpo centrale più basso sormontato da un terrazzo. Un elemento distintivo è la balconata liberty in ferro e vetro addossata al lato sinistro dell’edificio, probabilmente residuo di una diversa sistemazione della terrazza.
Il palazzo è legato alla famiglia Mele, fondatrice dei celebri Magazzini Mele, noti per i manifesti pubblicitari d’epoca oggi esposti al Museo di Capodimonte. L’edificio è stato residenza dei discendenti della famiglia, consolidando il suo ruolo nella storia culturale napoletana.
Oggi, il Palazzo Mele ospita il Palazzo Mele Residence, una struttura ricettiva che offre camere climatizzate con vista sul Golfo di Napoli, connessione Wi-Fi gratuita e parcheggio privato a pagamento. La struttura è apprezzata per la posizione centrale e la vista panoramica
Palazzo Torlonia
Il Palazzo Torlonia è un prestigioso edificio storico situato al numero 34 ; con origini settecentesche, il palazzo è stato testimone di importanti trasformazioni architettoniche e di illustri proprietari nel corso dei secoli.
Già presente in un dipinto di Leonardo Coccorante del 1739 e nella Mappa del Duca di Noja del 1775, l’edificio fu acquistato intorno al 1785 dal re Ferdinando IV di Borbone, che lo utilizzò come casino di pesca per la sua vicinanza al mare; successivamente, passò al principe Giuseppe Pignatelli di Cerchiara e poi alla famiglia Balsamo.
Nel 1862, il banchiere romano Alessandro Torlonia lo acquistò, ampliandolo e conferendogli un aspetto neorinascimentale, mantenendo le caratteristiche due torrette laterali. Un elemento di rilievo è la scala di rappresentanza ottocentesca, composta da una rampa centrale con una nicchia contenente una statua marmorea e due rampe simmetriche retroverse.
Il palazzo ha ospitato anche lo scienziato tedesco Anton Dohrn, fondatore della Stazione Zoologica di Napoli, che vi soggiornò durante il suo periodo di attività nella città.
Palazzo di via Mergellina 2
Il palazzo situato al numero 2, è un esempio significativo dell’architettura razionalista del secondo dopoguerra. Progettato dall’architetto Vittorio Amicarelli e realizzato dall’impresa dell’ingegner Caputo tra il 1949 e il 1951, il complesso si compone di due edifici distinti: uno affacciato su largo Sermoneta e l’altro arretrato, incastonato nel banco tufaceo sottostante villa Oro.
Il progetto riflette i principi del razionalismo italiano, con una particolare attenzione alla funzionalità e all’integrazione con il contesto urbano. La disposizione dei volumi e l’uso dei materiali evidenziano un dialogo armonioso tra l’architettura moderna e il paesaggio circostante.
Palazzo di via Mergellina, 43
Il palazzo situato al numero 43 è un elegante esempio di architettura neorinascimentale; la sua facciata presenta un basamento bugnato con finestre centinate, un piano nobile arricchito da balconi a balaustra e i piani superiori caratterizzati da un’alternanza di balconi e finestre disposte a scacchiera.
Sebbene non siano disponibili informazioni dettagliate sulla storia o sull’architetto del palazzo, il suo stile e le caratteristiche architettoniche lo inseriscono nel contesto delle residenze signorili costruite tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, periodo in cui Mergellina si trasformò da borgo marinaro a zona residenziale di prestigio.
Palazzo di via Mergellina 44-45
Il palazzo situato ai numeri 44 e 45 è un notevole esempio di architettura residenziale del periodo tra le due guerre.
Realizzato tra il 1938 e il 1940, il progetto è attribuito all’architetto Ferdinando Chiaromonte. L’edificio presenta una pianta rettangolare allungata con tre volumi poligonali sul retro. La facciata principale, rivestita in mattoni a vista alternati a fasce di intonaco, è arricchita da un balcone esagonale d’angolo e dettagli come travi emergenti, cassettonati in cemento armato e vetrocemento nei soffitti dei balconi. L’angolo con via Orazio interrompe la simmetria della facciata, conferendo dinamismo all’insieme.
Palazzo in via Mergellina 50

Il palazzo situato al numero 50, è un elegante edificio ottocentesco che testimonia il prestigio residenziale della zona durante quel periodo.
L’edificio presenta un corpo di fabbrica principale notevolmente arretrato rispetto al piano stradale, creando così un ampio terrazzo antistante. Al centro della struttura, in corrispondenza del portone d’ingresso, si erge un corpo più alto che culmina anch’esso con una terrazza sovrastante. La facciata è scandita da paraste giganti con capitelli ionici, conferendo all’edificio un aspetto monumentale e armonioso.
Le due terrazze dell’edificio indicano un’epoca in cui il palazzo godeva di una vista diretta sul mare, prima che la costruzione di edifici sul lato opposto della strada, avvenuta intorno al 1870, interrompesse questa visuale. Questa caratteristica riflette il periodo in cui Mergellina si trasformò da borgo marinaro a zona residenziale di prestigio, attirando l’alta borghesia e la nobiltà napoletana.
Link utili
Come raggiungere via Mergellina
Fonti
wikipedia.org
Le strade di Napoli – Gino Doria
le strade di Napoli – Romualdo Marrone
palazzidinapoli.it
napolicapitalediunregno.altervista.org


