Municipalità 4 – Quartiere S. Lorenzo
Cap: 80138
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
Questa zona rappresenta l’ultimo tratto dell’antico decumano superiore, prima dell’incrocio con Via Duomo (Cardo Radii Solis), e prende il nome dalla Chiesa di San Giuseppe dei Ruffi e dal suo monastero.
La piazzetta era nota anche come “delle Sacramentiste” per la presenza delle suore adoratrici del Santissimo Sacramento.
Nel 1604 quattro nobili napoletane fondarono qui il Monastero di San Giuseppe, poi affidato alle Sacramentine grazie a Suor Maria Giuseppa dei Sacri Cuori.
Altre informazioni di interesse
Anticamente la strada era detta “Pozzo Bianco” per una fontana decorata con un marmo bianco scolpito con figure marine, ritenute sanguisughe; la tradizione popolare attribuiva al poeta Virgilio un incantesimo per liberare la città da queste infestazioni.. La via, detta anche “del Gugite” per il continuo sgorgare delle acque, è menzionata persino da Boccaccio nella novella di Andreuccio da Perugia.
Siti e monumenti di interesse
Chiese
Chiesa di San Giuseppe dei Ruffi
La chiesa affaccia sulla piccola piazzetta omonima e faceva parte di un monastero fondato nel 1604 da nobildonne napoletane, tra cui Cassandra Caracciolo e le sorelle Ruffo, secondo la regola agostiniana.
Nel 1611, le monache si trasferirono nel convento di Santa Maria degli Angeli, che fu rinominato San Giuseppe, e qualche anno dopo si decise di costruire una nuova chiesa, demolendo quella precedente e ampliando il complesso con nuovi chiostri.
Il primo progetto risale al 1630 ed è opera di Dionisio Nencioni di Bartolomeo, architetto fiorentino già attivo a Napoli presso i Girolamini. Durante i lavori, venne completato il terzo lato del chiostro di clausura grazie all’acquisizione di case vicine; già nel 1636 molti ambienti erano ultimati e arredati.
La costruzione della chiesa vera e propria iniziò a metà Seicento, con un progetto affidato a Dionisio Lazzari. Nel 1669 furono realizzati i piloni della prima cupola; nel 1720 venne aggiunta la seconda calotta, opera di Arcangelo Guglielmelli, mentre la terza cupola, completata nel 1734, fu decorata con affreschi successivamente.
La navata centrale fu costruita contemporaneamente ai piloni e l’altare maggiore, disegnato da Lazzari, fu eretto tra il 1681 e il 1686.
Alla morte di Lazzari nel 1689, Guglielmelli ne proseguì i lavori, completando la navata e dirigendo la costruzione dell’atrio, cantiere che si protrasse fino al 1725, rallentato da dispute con i monasteri vicini.
Il figlio Marcello Guglielmelli continuò l’opera fino alla sua sostituzione da parte di Nicola Tagliacozzi Canale, che si occupò di mettere in sicurezza la struttura e decorare l’interno con marmi pregiati.
In seguito a ulteriori problemi strutturali, l’ingegnere Mario Gioffredo fu chiamato a consolidare l’edificio.
Nel XIX secolo, parte del grande chiostro venne demolita per l’apertura di via Duomo, sostituita da un complesso residenziale all’interno dell’area conventuale.
Link utili
Come arrivare a via S. Giuseppe de Ruffi
Fonti
wikipedia.org (foto e contenuti)
Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
Le strade di Napoli – Gino Doria


