Municipalità 2 – Quartiere S. Giuseppe
Cap: 80134
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Palazzi
Palazzo di Sangro
Il Palazzo di Sangro è un edificio storico di grande valore architettonico e culturale, eretto nel XVI secolo per volontà di Giovan Francesco Paolo di Sangro, primo principe di San Severo; il palazzo fu progettato dall’architetto e scultore Giovanni da Nola come residenza della potente casata di Sangro.
Nel giardino del palazzo, Giovan Francesco Paolo fece costruire la chiesa di Santa Maria della Pietà, destinata a diventare la cappella funeraria della famiglia, in sostituzione di una precedente edicola votiva. La chiesa fu inaugurata nel 1613 dal figlio Alessandro, patriarca di Alessandria e arcivescovo di Benevento, che proseguì l’opera paterna.
Nel 1621, sotto il secondo principe di San Severo, Paolo di Sangro, il palazzo subì importanti rifacimenti, in particolare alla facciata, con interventi affidati all’architetto e ingegnere regio Bartolomeo Picchiatti, mentre il celebre portale fu realizzato dallo scultore carrarese Vitale Finelli.
Il periodo di massimo splendore del palazzo si ebbe nel XVIII secolo, sotto la guida del settimo principe, Raimondo di Sangro, noto per la sua poliedrica figura di uomo di scienza e mecenate. Raimondo fece risistemare gli interni della cappella di famiglia e abbellì notevolmente il palazzo, iniziando i lavori nel 1735 e terminati dal figlio Vincenzo alla fine del secolo. Tra le opere più significative vi fu la costruzione di un cavalcavia con orologio che collegava il palazzo alla cappella. Purtroppo, nella notte del 28 settembre 1889, questa parte del palazzo crollò a causa di infiltrazioni d’acqua.
Il palazzo fu anche residenza del principe Gesualdo da Venosa ed è tristemente noto per essere stato teatro di un celebre uxoricidio.
La facciata cinquecentesca del palazzo si eleva su un basamento in piperno e presenta grandi finestroni con cornici leggermente modanate. Sopra il piano terra si trova un piano ammezzato e un piano nobile caratterizzato da balconi con mensole e balaustre ancora in parte originali. Le modifiche ottocentesche hanno uniformato il prospetto, cancellando alcune aperture originali.
Il portale, posto al centro della facciata, è un esempio di architettura tardomanierista con bugnato, semicolonne a bugne di dimensioni diverse e capitelli ionici ispirati allo stile di Michelangelo. Sulla chiave di volta si trova una lapide marmorea senza iscrizioni, sormontata dallo stemma di famiglia incorniciato da un timpano arcuato spezzato.
L’accesso al cortile avviene attraverso un atrio decorato nel XVIII secolo con bugnato a listello e volte stuccate a riquadri. Le decorazioni a tema antropomorfo e allegorico sono attribuite agli artisti Giuseppe Sammartino e Francesco Celebrano, quest’ultimo autore anche degli affreschi delle Stagioni nel mezzanino. Prima del crollo del cavalcavia, in una parte del palazzo si potevano ammirare pitture di Belisario Corenzio, andate però perse.
Cappella Sansevero
La Cappella Sansevero rappresenta uno dei gioielli artistici e culturali più preziosi della città; originariamente eretta nel XVI secolo come cappella privata della famiglia di Sangro, la sua trasformazione e abbellimento raggiunsero l’apice nel XVIII secolo grazie all’intervento del principe Raimondo di Sangro, settimo principe di San Severo.
La cappella fu concepita come luogo di sepoltura della famiglia e al contempo come straordinario spazio artistico, ricco di simbolismi esoterici e opere d’arte uniche. Raimondo, uomo colto e appassionato di scienze, alchimia e arti, commissionò a grandi artisti napoletani la realizzazione di sculture e decorazioni che ancora oggi attirano visitatori da tutto il mondo.
Tra le opere più celebri della cappella si trovano le statue marmoree di Giuseppe Sanmartino, in particolare il celebre Cristo Velato, un capolavoro di realismo e maestria tecnica. Accanto a queste, si ammirano sculture allegoriche come quelle di Vittoria e Pudicizia, che arricchiscono l’ambiente con raffinati dettagli simbolici.
L’interno della cappella è caratterizzato da un ricco apparato decorativo, con marmi policromi, stucchi e affreschi che raccontano storie di fede, conoscenza e mistero.
Il progetto complessivo riflette l’intento del principe Raimondo di creare non solo un luogo di culto, ma anche un’opera d’arte totale in cui ogni elemento ha un significato preciso.
Oggi la Cappella Sansevero è uno dei siti più visitati di Napoli, non solo per la sua bellezza artistica, ma anche per il fascino enigmatico che la circonda, testimonianza di un’epoca in cui arte, scienza e misticismo si intrecciavano profondamente.
Link di interesse
Come raggiungere vico S. Domenico
https://www.museosansevero.it/
Fonti
wikipedia.org
Le strade di Napoli – Gino Doria
le strade di Napoli – Romualdo Marrone


